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Intorno a Palazzo Chiericati, grande arte a Vicenza

Parlare di data storica è eccessivo. Di certo il secondo fine settimana di ottobre, per Vicenza è destinato ad essere ricordato come una data importante.

Per la concomitanza di almeno tre eventi, tutti collegati a Palazzo Chiericati, storica sede della Pinacoteca Civica.
Non a caso l’intero progetto è stato denominato “Invito a Palazzo”, a sottolineare questa nuova, importante “apertura di porte” oltre al ruolo centrale dei Civici Musei nell’immagine e nel percorso dentro “Vicenza, Gioiello del Rinascimento” come recita lo slogan che accompagna la campagna di comunicazione nazionale dell’evento.

Vicentini e turisti hanno così finalmente l’opportunità di ammirare opere da tempo non fruibili. E di farlo godendole in un innovativo allestimento che dal Palazzo del Palladio spazia all’intera Ala Novecentesca, integralmente ricomposta a innovativa sede espositiva grazie al fondamentale contributo di Fondazione Cariverona. Molte le novità che attendono il pubblico e tra esse la ricomposizione, all’interno della Pinacoteca, dell’antica Chiesa di San Bartolomeo con i suoi altari e le loro grandiose pale.

“Con questo intervento, il Comune di Vicenza ha completato il secondo e più rilevante dei tre tasselli che stanno consentendo di assicurare alla città e all’arte un Museo-Pinacoteca straordinario, per le collezioni ma anche per l’allestimento” afferma Giovanni Carlo Federico Villa, che dei Civici Musei di Vicenza è il referente scientifico.

Ad affiancare il professor Villa, in questo grande intervento, sono stati l’architetto Emilio Alberti e il professore Mauro Zocchetta, ai quali sono spettati la direzione tecnica e il progetto esecutivo dell’allestimento.

“L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale, che passo dopo passo si va raggiungendo – afferma il Vice Sindaco Jacopo Bulgarini d’Elci – è il rafforzare Palazzo Chiericati quale straordinaria ‘macchina delle emozioni’ di tutto un territorio, porta sulle bellezze di Vicenza e della sua provincia. Nuovo e monumentale ingresso della città, ma anche un luogo familiare e di quotidianità, con una delle collezioni più prestigiose d’Italia le cui curiosità ed eccezionalità porteranno a una nuova centralità dei Musei Civici nella vita dei cittadini. Con questa operazione, inoltre, puntiamo anche a costruire il pubblico di domani, caratteristica di un museo civico, e quello di Vicenza è uno dei maggiori musei civici d’Italia per la vastità e la coerenza delle collezioni. Deve inoltre costruire la cittadinanza: coloro che vengono a contatto fin da piccoli con la bellezza e con l’idea di armonia rappresentata negli spazi di un museo diventano cittadini più consapevoli, cittadini migliori”.

L’intervento appena concluso, oltre che cambiare radicalmente l’approccio alla visita, ha portato a 1.933 i metri quadri espositivi che nell’ultima fase del restauro si erano ridotti a 641.

Il terzo e ultimo passo riguarderà, tra il 2017 e il 2018, il recupero dell’Ala Ottocentesca.

Al termine, Palazzo Chiericati potrà contare su 2.960 metri quadrati espositivi, a cui vanno aggiunti 350 metri quadrati di depositi visitabili, ricchi di fondi di grafica antica e contemporanea di livello mondiale e di una delle maggiori collezioni europee di numismatica europeo, per un totale di 25 mila pezzi.

Nei nuovi spazi hanno trovato casa i capolavori tra Medio Evo e Barocco delle Collezioni Civiche, mentre gli affascinanti spazi dei sotterranei del Palazzo accolgono una mostra assolutamente originale: “Ferro, Fuoco, Sangue! Vivere la Grande Guerra”.

Nessun intento “celebrativo”, nessuna carrellata di “memorabilia” in questa rassegna emozionale curata da Mauro Passarin. Ma “solo” potentissime, stranianti immagini di oggi. Realizzate da Giuliano Francesconi secondo i più sofisticati canoni dello still life, esplose a grandissime dimensioni. Immagini scabre, rugginose, vere. Avvolgono e sovrastano il visitatore, sapientemente inserite da Mauro Zocchetta in uno spazio sotterraneo. E’ uno spazio di Palladio e quindi bellissimo. Come erano bellissime certe giornate in alta quota sulle montagne del vicentino. Uno spazio protettivo ma aperto, esattamente come lo erano i dedali di trincee che solcavano le balze dei monti dai nomi tragicamente celebri: Ortigara, Pasubio, Cimone, Cengio, Grappa…

Non meno importante il terzo appuntamento, riservato a Giovanni Bellini nel suo Quinto Centenario della morte.
L’occasione è offerta dall’arrivo a Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, per iniziativa di Banca Intesa Sanpaolo, di un “Ospite Illustre”. Si tratta della magnifica Trasfigurazione proveniente da Napoli e concessa dal Museo di Capodimonte.

Il capolavoro è esposto con tutti gli onori in Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari e ad accoglierlo, idealmente, trova il non meno magnifico Battesimo di Cristo in Santa Corona. Per l’occasione, a Palazzo Chiericati è giunto dalle collezioni di Palazzo Thiene il grande Cristo crocifisso. E’ oggetto di una mostra dossier tesa a narrare l’invenzione del paesaggio moderno e la stupefacente qualità pittorica di uno dei massimi rivoluzionari della storia dell’arte occidentale. Intorno alle tre opere di Bellini a Vicenza si è creato dunque un percorso tale da esaltare il ruolo di primo pittore italiano avuto dall’artista al suo tempo, vero unificatore in un unico linguaggio dei tanti dialetti artistici della penisola.

La regia dell’Itinerario Belliniano è del professor Villa, di cui si ricorderà la magnifica mostra sul maestro veneziano alle Scuderie del Quirinale.

“La bella convergenza di tutte queste operazioni credo possa stimolare i visitatori a venire a Vicenza, scoprendo una città bellissima e accogliente come poche” è l’auspicio di Bulgarini d’Elci.

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