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Storie dell’impressionismo a Treviso. Gli eventi di inizio mostra

Grazie all’importante sostegno garantito da Fausto Pinarello e dal suo Gruppo, si svolgeranno a Treviso tre giorni di eventi tra musica, canzoni d’autore, arte, poesia, teatro e giornalismo in occasione dei primi giorni di apertura della grande mostra “Storie dell’impressionismo”, nel Museo di Santa Caterina a Treviso.

L’auditorium del Museo sarà il palcoscenico quanto mai suggestivo per i concerti di alcuni tra i maggiori cantanti italiani, a cominciare da Franco Battiato, per proseguire con Antonella Ruggiero, Massimo Bubola e Giovanni Caccamo.  A Treviso, in occasione dei vent’anni di Linea d’ombra.

“Per questo momento – dichiara Marco Goldin ? ho chiesto ad alcuni tra i cantanti che hanno lavorato con me nel passato, più o meno recente, di tornare a collaborare con Linea d’ombra. Tutti hanno accettato con entusiasmo, e di questo li ringrazio. Non dunque inviti rivolti a caso, per avere artisti quali che fossero, ma solo collaborazioni con chi aveva già condiviso lo spirito di lavoro mio e di Linea d’ombra tutta. E perciò, ho chiamato a raccolta anche molti tra i musicisti che hanno scritto e suonato i loro pezzi nei nostri spettacoli teatrali dal 2005 a questo 2016, per costruire insieme, anche con gli attori, uno spettacolo che potesse rappresentare il meglio di quanto da Linea d’ombra prodotto nell’ultimo decennio”.

Ad aprire la sequenza sarà, il 28 ottobre, Franco Battiato, per l’occasione accompagnato da Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere e sintetizzatori. Il suo sarà un concerto riservato esclusivamente ai 350 fortunati ospiti che parteciperanno all’inaugurazione ufficiale delle ore 17, cui seguirà la visita riservata alla mostra.

L’indomani, 29 ottobre, alle 17 Marco Goldin presenterà “I dieci quadri del mio cuore”. Il curatore illustrerà i dieci quadri che gli comunicano il maggiore impatto emozionale all’interno del percorso espositivo. Accompagnamento musicale di Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica).
Nel medesimo pomeriggio, alle 18.15, “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. Uno spettacolo, sostenuto da bellissime immagini, condotto da Marco Goldin, con la partecipazione di Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica) e l’orchestra d’archi del Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto. Musiche di Paolo Troncon, Mauro Martello, Renzo Ruggieri. E con il contributo degli attori Sandro Buzzatti, Gilberto Colla, Loriano Della Rocca. E la speciale partecipazione di Antonella Ruggiero, che canterà tre canzoni dallo spettacolo “L’abitudine della luce”, realizzato da Linea d’ombra nel 2006 per il suo decennale.
Infine, alle 20.30, concerto di Franco Battiato (accompagnato da Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere e sintetizzatori).
Chiederà questa intensa giornata, alle 22.30, il concerto di Giovanni Caccamo (voce e pianoforte).

Il 30 ottobre, alle 16.30, Marco Goldin torna a condurre il pubblico nel percorso tra i “I dieci quadri del mio cuore” con l’accompagnamento musicale di Piero Salvatori (pianoforte e violoncello). E con la speciale partecipazione di Massimo Bubola, che eseguirà per la prima volta la nuova canzone, scritta a quattro mani con Marco Goldin, “Il giardino dei salici”, ispirata a uno dei dieci quadri del cuore, il “Salice piangente” (1918) di Claude Monet.
Alle 17.45, grande replica de “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. In serata, alle 20,30, Antonella Ruggiero nel concerto di musica sacra “Cattedrali”, per sola voce e organo (suonato dal maestro Fausto Caporali).

Il Festival Pinarello si conclude il 31 ottobre, con un originale dialogo tra Marco Goldin e il giornalista sportivo Gianni Mura, intorno a “Luoghi dell’impressionismo, luoghi del Tour. Paesaggi di Francia tra pittura e ciclismo. Da Monet a Froome”.
Alle 17.45, terza e ultima replica de “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. Protagonisti, con Marco Goldin: Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica) e l’orchestra d’archi del Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto. Musiche di Paolo Troncon, Mauro Martello, Renzo Ruggieri. E con il contributo degli attori Sandro Buzzatti, Gilberto Colla, Loriano Della Rocca. E la speciale partecipazione di Massimo Bubola, che canterà due canzoni dallo spettacolo “Storie dell’impressionismo”, realizzato da Linea d’ombra nel 2016 per il suo ventennale.
Massimo Bubola sarà poi in concerto a partire dalle 20,30 accompagnato dalla Eccher band, con tutte le sue più belle canzoni, da quelle scritte per Fabrizio De Andre` ai motivi più famosi eseguiti come solista.
Il Festival Pinarello, chiosa Marco Goldin , è un evento utile a festeggiare collettivamente i vent’anni di Linea d’ombra, nel momento in cui Treviso è tornata al centro del lavoro della società trevigiana.

“E visto che siamo oggi tornati a Treviso con le nostre mostre, mi piace ricordare come le musiche per la prima rappresentazione, dedicata al rapporto nel colore tra Van Gogh e Gauguin, furono scritte da Paolo Troncon, trevigiano come me e come Fausto Pinarello.

Da allora, in moltissimi teatri italiani abbiamo fatto vivere l’equilibrio e l’armonia, ma vorrei dire anche la necessità, di un connubio strettissimo tra le immagini dei quadri, la musica ? dal 2006 anche le canzoni con la mia prima collaborazione con Antonella Ruggiero per un cd di canzoni inedite – e teatro. E spesso, questo modo di lavorare non si esauriva nelle tourne?e teatrali che precedevano di qualche mese l’inaugurazione delle esposizioni, ma diventavano, nei primi giorni di apertura delle mostre, eventi che cosi` accoglievano in modo diverso i visitatori. Ciò che ho sempre amato potesse accadere, perché l’arte ha questo forte, meraviglioso potere di carattere sinestetico. E tutto si lascia cogliere nella varietà, e dall’unione, dei rapporti. Che diventano emozione e sentimento. Non poteva dunque mancare tutto ciò adesso”.

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