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L’inchiesta sulle emissioni degli autoveicoli prosegue con Fiat-Chrysler

La commissione d’inchiesta sulle misurazioni delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) ha proseguito i lavori nel pomeriggio di lunedì con l’audizione di Harald Wester, responsabile dei tecnici di Fiat Chrysler Automobiles, che è stato sentito soprattutto in merito a possibili “impianti di manipolazione” nei motori diesel Fiat e sul divario tra i valori di emissione nei test di laboratorio e in quelli in condizioni di guida reali.

L’argomento principale dell’audizione è stato una recente affermazione da parte dell’autorità tedesca di omologazione dei veicoli secondo la quale, in uno dei suoi modelli diesel, Fiat Chrysler utilizzerebbe un “impianto di manipolazione” che permette di spegnere il sistema del gas di scarico dopo 22 minuti, quando un test di omologazione standard dura circa 20 minuti.

Nel suo discorso introduttivo Wester ha detto di non poter commentare i dettagli di una questione oggetto di un contenzioso, sottolineando tuttavia che il modello di auto in questione risulta conforme agli standard di emissione durante i test e non è in grado di rilevare che essere in fase di test. Ha anche negato che il software dell’auto spenga il sistema di controllo delle emissioni, affermando che si tratta solo di un sistema che lo “modula”, per proteggere il motore.

I membri di EMIS hanno comunque richiesto ulteriori dettagli, poiché la legislazione UE proibisce esplicitamente i cosiddetti “dispositivi di manipolazione”, anche se permette una deroga in circostanze specifiche, nelle quali, secondo Fiat Chrysler, rientra il sistema di “modulazione” del controllo delle emissioni. Dopo diversi scambi tra Wester e i deputati dei vari gruppi politici sulle definizioni tecniche e giuridiche, le due parti sono rimaste sulle proprie posizioni.

Alle domande sui risultati dei test in Francia, che hanno mostrato che le emissioni risultano fino a 15 volte superiori a quelle rivendicate dal produttore, Wester ha risposto che per spiegare questo fenomeno dovrebbe disporre di più dati sulle condizioni di test. Si è inoltre detto d’accordo con alcuni deputati che la legislazione dell’UE in materia di emissioni delle autovetture dovrebbe essere armonizzata con quella degli Stati Uniti, che è più rigorosa, o addirittura essere standardizzata in tutto il mondo.

L’audizione di lunedì è l’ultima di una serie di audizioni dei rappresentanti dei costruttori di automobili e degli esperti tecnici in materia di emissioni. Le prossime riunioni si concentreranno sulle autorità degli Stati membri e il loro ruolo nell’attuazione della legislazione UE sui limiti delle emissioni. Giovedì mattina, la commissione d’inchiesta ascolterà il Ministro federale tedesco dei Trasporti e il ministro di Stato per l’Economia della Bassa Sassonia.

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