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Napoli: Vesuvio, serve un piano d’emergenza per 700 mila persone

Ben vengano piani per affrontare un’eventuale emergenza Vesuvio purché tengano conto della consapevolezza dei cittadini, degli abitanti della ‘zona rossa’, che comprende 25 comuni o frazioni di Comuni, i quali devono conoscere come comportarsi in caso di eruzione o sisma. Parola di Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che chiarisce come “il fatto che il Vesuvio attualmente stia dormendo, che non dia segnali di movimento deve essere sfruttato per organizzarsi nel miglior modo possibile e affrontare l’emergenza se si dovesse svegliare”.

“Non è la prima volta che lamento che se da un parte c’è un piano studiato della protezione civile nazionale, ben fatto con una previsione di scenario più attendibile, – continua Peduto – dall’altra coloro che dovrebbero mettere in atto tale piano, cioè le protezioni civili locali dei diversi comuni coinvolti, non li studiano ne li provano e ho il timore che non siano in grado di metterli in atto. La base di questi piani deve essere l’informazione e la consapevolezza dei cittadini che devono sapere come comportarsi e uno dei modi per farlo sono le esercitazioni che non credo siano state effettuate”.

Il piano di emergenza Vesuvio sarà completato entro il mese di ottobre dalla Regione Campania. Lo ha annunciato il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca in una conferenza stampa con il capo del Dipartimento di Protezione civile Fabrizio Curcio. “Entro due settimane – ha detto De Luca – tutti i 25 Comuni interessati, ci consegneranno i piani comunali, e per la fine del mese il piano sarà completato”. I comuni dell’area vesuviana compresi nel piano di emergenza, tra i quali figura anche Napoli, accoglie 672 mila residenti con oltre 375 mila auto interessate. Secondo Curcio: “Il piano di emergenza non riguarda solo Sicilia e Campania, ma tutto il Paese”.

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