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Il positivo contributo della proprietà intellettuale all’economia europea

Monaco di Baviera/Alicante, 25 ottobre 2016 – L’Ufficio europeo dei brevetti (UEB) e l’Ufficio della proprietà intellettuale dell’UE (EUIPO) hanno pubblicato oggi il loro secondo studio a livello di UE sull’impatto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) sull’economia europea in termini di PIL, occupazione, salari e commercio.

Lo studio rileva che, nell’UE, più del 42 % dell’attività economica totale (circa 5.700 miliardi di EUR annui) e circa il 38 % dell’occupazione (82 milioni di posti di lavoro) è generato da industrie ad alta densità di DPI, ossia da industrie che fanno uso di diritti di PI a un livello superiore alla media. Dalla relazione emerge, inoltre, che i salari medi nelle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale sono del 46 % più elevati rispetto a quelli di altri settori.

Le industrie ad alta densità di DPI risultano altresì aver dimostrato una maggiore resilienza nei confronti della crisi economica: un confronto tra i risultati di questo studio (che copre il periodo 2011-2013) e quelli della precedente edizione (relativa al periodo 2008-2010) rivela che il contributo dato da queste industrie all’economia dell’UE è leggermente aumentato.

Il Presidente dell’UEB, Benoît Battistelli, ha affermato: «Il nostro secondo studio congiunto conferma i benefici apportati da brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale all’economia europea. Oggigiorno, le attività immateriali si rivelano sempre più importanti per le aziende innovative, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma anche per i centri di ricerca e le università. Abbiamo riscontrato ancora una volta che questo ha un impatto positivo sui posti di lavoro, sulla crescita e sul benessere. Tuttavia, per rimanere competitiva nell’ambito dell’economia globale, l’Europa deve incoraggiare ulteriormente lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie e il ricorso all’innovazione».

António Campinos, Direttore esecutivo dell’EUIPO, ha dichiarato: «Il rapido cambiamento che caratterizza il mondo delle imprese nel 21° secolo fa sì che l’economia dell’UE e quella globale facciano grande affidamento sui diritti di proprietà intellettuale, quali marchi, disegni e modelli, brevetti e altri diritti. Questo studio evidenzia che tale tendenza è in continua crescita e che questi diritti vengono spesso utilizzati in maniera interdipendente. Di qui la sfida, nel garantire che i diritti di PI siano più accessibili a tutte le imprese, ivi comprese le PMI, e che siano protetti in modo efficace dalle violazioni, al fine di aiutare l’UE a mantenere i suoi punti di forza in termini di innovazione sostenendo ulteriormente l’occupazione e la crescita».

Lo studio tratta una vasta gamma di diritti di PI (brevetti, marchi, disegni e modelli, diritto d’autore, indicazioni geografiche e privative per ritrovati vegetali), individua le industrie che ne fanno un uso relativamente intenso e quantifica il contributo di queste industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale, in base a una molteplicità di indicatori economici, tra i quali in particolare, a livello di UE, il prodotto interno lordo (PIL), l’occupazione, i salari e il commercio estero. La metodologia adottata è simile a quella del precedente studio UEB-EUIPO pubblicato nel 2013 e a quella di studi analoghi condotti negli Stati Uniti.

Le ecotecnologie, punto di forza dell’industria dell’UE – Secondo il rapporto, le industrie ad alta intensità di PI rappresentano circa il 90 % del commercio tra l’UE e il resto del mondo. Esso rileva che l’UE è particolarmente forte nelle tecnologie di mitigazione dei cambiamenti climatici, un settore, questo, che impiega l’1,2 % della forza lavoro dell’Unione, ma che genera il 2,1 % della produzione economica e una percentuale significativa del saldo positivo degli scambi tra l’UE e il resto del mondo.

Industrie ad alta intensità di disegni e modelli: un importante fattore trainante del commercio – Le imprese europee si distinguono anche nel campo del design. Nel 2013 le industrie che utilizzano intensivamente i disegni e modelli hanno contribuito con più di 243 miliardi di EUR al saldo del commercio estero dell’UE, generando il 18 % del PIL e creando 38,7 milioni di posti di lavoro.

Dal rapporto emerge che circa la metà di tutte le industrie dell’UE fa un uso intensivo della PI; tra queste, l’ingegneria, il settore immobiliare, le attività finanziarie e assicurative, la produzione di veicoli a motore, computer e preparati farmaceutici occupano le prime 20 posizioni nella graduatoria delle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale in Europa.

Uno studio analogo pubblicato nel settembre 2016 dall’US Patent and Trademark Office (l’ufficio dei marchi e dei brevetti degli Stati Uniti) ha evidenziato risultati comparabili per l’economia d’oltreoceano. La quota di occupazione e il PIL nelle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale sono leggermente superiori in Europa rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, tali industrie contribuiscono significativamente al commercio estero degli Stati Uniti, ma in proporzioni leggermente inferiori rispetto a quanto accade in Europa. Entrambi gli studi rilevano lo stesso premio salariale del 46 % per i lavoratori delle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale.

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