Home | In Eventi | Tommaso La Rocca e Saverio Vallone a Ferrara
tommaso-la-rocca

Tommaso La Rocca e Saverio Vallone a Ferrara

“Dalla Bassa del Po alla pianura pontina“ è questa una possibile interpretazione della prima opera narrativa di Tommaso La Rocca, che dopo le pubblicazioni dei libri di Fi-losofia diviene l’autore di “Con gli occhi del dopo. Il figlio del pescatore sulle orme di Ulisse”.
La terza edizione ampliata, Susil Edizioni, si presenta come un libro di racconti che prende le mosse da Sperlonga, un borgo di pescatori del Sud Lazio e nell’antichità cit-tà romana e Villa di Tiberio Cesare, ed in seguito città medioevale saracena, a metà strada tra Roma e Napoli. Tutto, alla stregua di un nuovo genere di scrittura mediante la quale l’alacre scrittore introduce la formula del “raccontare raccontandosi”.
Una storia raccontata sul filo di motivi autobiografici, amplificati però con quelli della storia romana e della leggenda omerica che avvolge quello spezzone di Magna Grecia, aspetto che ha chiarito come la Baia del Circeo, dove si trova il borgo marinaro, venga denominata “Riviera di Ulisse”.
L’autore, venerdì 28 ottobre prossimo, presenterà questa nuova edizione ampliata del suo libro – dopo quelle alla Biblioteca Ariostea nel Gennaio 2014 e al Cinema Teatro San Benedetto nel Gennaio 2015, di nuovo a Ferrara, divenuta la sua seconda patria, dove vive dal 1975 e dove ha insegnato per 35 anni Filosofia Morale alla Facoltà di Lettere e Filosofia.
In questo volume viene narrata la vita vissuta della gente comune al tempo della se-conda guerra mondiale, sul fronte mare della linea di Cassino. Il libro è scritto sulla scia dello stile verista del Verga siciliano, dell’Ignazio Silone della Ciociaria sud-laziale, dell’Arturo della Morante nell’isola di Procida. Ma, come qualche lettore cri-tico ha notato, presenta affinità anche con altri grandi scrittori noti della nostra della letteratura, in particolare Leopardi. C’è chi, dopo aver letto il libro, annota anche che “per la delicatezza e lo stile, la musicalità della scrittura, la spontaneità delle situazioni, la sobrietà del linguaggio, vengono in mente, J. De La Fontaine (che presume Esopo e Fedro), lo stesso Calvino (citato nel libro); per la crudeltà di certe descrizioni, i Fratelli Grimm (incredibilmente realistica e crudele “Il compagno di banco – L’aglio contro la bacchetta”). “Un viaggio nella memoria, quello dell’autore, compiuto e vissuto “Con gli occhi del dopo”. Un racconto “a stazioni”, coeso e variegato, che si snoda in un susseguirsi di sequenze cinematografiche; una serie di zumate e soggettive, di piani sequenza e campi lunghi.
Nella scrittura di La Rocca viene avvertita una sensibile vena poetica, come evidenzia-to dal critico letterario Giorgio Maulucci in Buongiornolatina. (PrimoPiano, 15 set-tembre 2015). Si respira un ritmo cadenzato come l’increspatura del mare al mattino o al tramonto. C’è un pensiero filosofico, come nella poesia del Leopardi, …L’infinito è un pensiero filosofico. …La Rocca è inversamente proporzionale al Leopardi: entrambi inscindibilmente legati al paese, esplicitamente, gioiosamente amato e cantato dall’uno, implicitamente, dolorosamente e problematicamente dall’altro. Entrambi protesi verso l’infinito, oltre la siepe. Che quando la si scavalca, il sogno svanisce. “Fuori di Recanati non sogno mai”, scrive Leopardi alla sorella Paolina, da Bologna. Infatti, tornerà nel suo borgo natio e là sarà di nuovo assalito dall’empito irreprimibile della poesia (i “grandi” idilli). La Rocca non può non tornare a Sperlonga, è più forte di lui. Per riprendere il respiro, per ossigenare l’anima e riempire di nuovo gli occhi della bellezza imperitura della natura, del paesaggio. Che nel libro assume i contorni magici di una figura antica, di un dio marino”
Il libro è stato molto bene accolto in Italia, ma anche tra gli italiani all’estero: Boston (USA), Marsiglia (Francia), Svizzera, ultimamente Melbourne. Molte le presentazioni già fatte in pubblico e nelle Scuole Superiori, di solito avvenute con la partecipazione del Regista e Attore Saverio Vallone, figlio del grande e più noto Raf Vallone. La par-tecipazione di Saverio Vallone a questa manifestazione non è fortuita, in quanto l’uomo dello spettacolo ha incontrato Tommaso che pubblicava il suo libro “Con gli Occhi del dopo. Il figlio del pescatore sulle orme di Ulisse”, proprio mentre lui stava lavorando al suo nuovo spettacolo teatrale “Capitan Ulisse navigando” (ora terminato e rappresentato già in anteprima a Tropea). Entrambi si sono scoperti compagni di strada sulla rotta di Ulisse, senza sapere l’un dell’altro. E da qui è nata lo loro collaborazione che si è prodotta nel tour di presentazione del libro di Tommaso e che successivamente continuerà con la programmazione di una tournée dello spettacolo teatrale di Saverio nei Centri più importanti residenti lungo il percorso storico della Via Appia da Roma al Garigliano e lungo la sua variante mare della Via Flacca della Riviera di Ulisse (da Terracina a Formia via Sperlonga, Gaeta). Un progetto che Saverio e Tommaso stanno proponendo di inserire nel grande Progetto nazionale ed europeo voluto dal Ministro Fransceschini: la “VIA APPIA REGINA VIARUM” e nell’ambito della celebrazione nazionale del CENTENARIO della Nascita di Raf Vallone.
La formula che si intende adottare per la presentazione è quella di “Un libro che si presenta da sé” attraverso tre momenti: 1) Proiezione del Foto-Film IMMAGINI NELLA MEMORIA”, ricavato dalle 161 foto d’epoca (dal 1902 al 1957) movimenta-te e musicate (colonna sonora appositamente composta dal musicista Maestro Dott. Sergio Rossoni, Direttore dell’ “Orchestra Il Mulino del Po’ “e del Gruppo musicale “ I Dia-Logo” di Ferrara); 2) Lettura di brani selezionati del libro fatta dal Attore e Re-gista Saverio Vallone, che presta la voce ai testi scritti; 3) Intervista all’Autore da parte della Prof.ssa Dalia Bighinati giornalista di Telestense. L’evento sarà aperto e chiuso con motivi musicali del Gruppo “I DIA-LOGO” di Sergio Rossoni. Con Sor-presa musicale anche di Stefano Bottoni, il mitico direttore del Buskersfestival di Fer-rara.
E tra i commenti relativi al libro ed ai rapporti tra le zone dell’Emilia e del Lazio appare curioso scoprire ed osservare che le storie del Basso Delta Padano Ferrarese e del Basso Agro Pontino avvicinano i due contesti e suscitano analoghi ricordi e medesime emozioni. In proposito basti dare uno sguardo al volume “Quando la terra era Promes-sa… Storie dell’Agro Pontino e Romano” (Ediz.EgoEta, Luglio 2015)” di M. Tieghi, in cui campeggiano storie incrociate di vite vissute con analoghi, medesimi sentimenti ed emozioni.

Newsletter

Guarda anche...

Maratona Orlando

A Ferrara 2 giorni di maratona di lettura dell’Orlando

Il 2 e 3 dicembre tutti potranno assistere ad un evento davvero speciale: la lettura …

boldini

Boldini. Painter of the Belle Époque: presso il Museo Statale dell’Ermitage

Dopo la Repubblica Popolare Cinese, approda per la prima volta in Russia una mostra dedicata …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

'

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudi