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Halloween: festa di importazione ma sempre più popolare

Anche da noi si afferma sempre di più la tradizione di Halloween: quest’anno la notte delle zucche e delle streghe – che cade tra il 31 ottobre ed il primo novembre – sarà celebrata dal 16% degli italiani adulti, pari a circa 7 milioni di italiani, per la maggior parte giovani intorno ai 20 anni. Ed altri 7 milioni decideranno all’ultimo momento se unirsi o no ai festeggiamenti.

Numeri ancora ben lontani da quelli totalizzati dalle altre festività della nostra tradizione, ma che dimostrano come la celebrazione di Halloween, di origine celtica ma popolare soprattutto negli Usa e in Canada, si stia iniziando a radicare anche nel nostro Paese, come del resto sta accadendo in molti altri stati europei. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Confesercenti in collaborazione con SWG.

Una festa per giovani e per bambini – La festa di Halloween ha guadagnato appeal soprattutto tra i più giovani: lo festeggerà infatti il 44% dei ragazzi tra i 18 ed i 24 anni, mentre la percentuale scende progressivamente con l’innalzarsi dell’età. Fanno eccezione le coppie con bambini, trascinati nelle celebrazioni dai piccoli: la percentuale di persone che festeggeranno la ricorrenza sale al 15% tra chi ha un figlio, mentre è al 9% tra chi non ne ha. Le celebrazioni di Halloween appaiono aver guadagnato terreno soprattutto nel Centro Italia (18%) più che nel Nord o nel Mezzogiorno (entrambi al 15%).

Dove: Halloween a casa per le famiglie, ma i giovani escono a divertirsi – La polarizzazione giovani/coppie con bambini emerge anche nella scelta del luogo dove celebrare la ricorrenza. Il 51% degli intervistati – principalmente genitori – organizzeranno a casa propria o di amici, mentre il 32% – ragazzi e ragazze sotto i 30 anni – progetta di andare a divertirsi in un locale: tra discoteche, pub, bar, ristoranti sono ormai migliaia gli esercizi in tutta Italia che offrono serate a tema su Halloween. Un altro 12% dei celebranti, invece, si recherà, invece, con la propria famiglia ed i bambini, in luoghi all’aperto (parco giochi, manifestazioni, passeggiate, etc…). Un 5% utilizzerà la ricorrenza, invece, per dedicarsi ad attività ludico-didattiche presso musei, laboratori e scuole.

Zucche, maschere e “dolcetto o scherzetto” – La leggenda irlandese del vecchio fabbro ubriacone Jack O’Lantern, simbolo delle anime dannate ed errabonde, si sta diffondendo anche in Italia e viene celebrata secondo l’usanza tipica: il 38% di chi festeggia ha decorato la casa in modo tradizionale, con la zucca intagliata ed i festoni a tema. Ma c’è anche qualche adulto – soprattutto nella fascia dei ventenni – che si maschererà per l’occasione (il 17%) mentre il 40% preferisce al costume un accessorio a tema: trucco, denti da vampiro, etc…

Ma negli Usa e in Canada, la ricorrenza di Halloween è legata soprattutto alla tradizione del ‘Dolcetto o scherzetto’, ovvero della richiesta di dolci ‘porta a porta’ da parte dei più piccoli, quasi sempre mascherati. L’usanza nordamericana piace anche ai bambini italiani: quest’anno saranno circa 5 milioni a indossare il costume e bussare alle porte dei vicini chiedendo dolci, anche se spesso (soprattutto i più giovani) saranno accompagnati dai genitori o faranno il loro giro in un ambiente protetto, come l’interno del condominio. Se i bambini si preparano a chiedere dolci, gli adulti si sono già preparati a darglieli: il 15% degli italiani, che partecipi o no alla festa, infatti, comprerà caramelle e cioccolatini da distribuire.

Gli italiani e Halloween: vince l’aspetto ludico – A radicarsi nel nostro Paese, però, sono più le celebrazioni legate ad Halloween che la dimensione ‘spirituale’ della festa. Tanto che solo un italiano su quattro (il 24%) ritiene di avere presente storia e origini della ricorrenza, mentre il 48% ammette di averne una conoscenza superficiale ed il 28% di non saperne proprio nulla. Il senso tradizionale di Halloween come momento per esorcizzare la morte – richiamato dai toni macabri/horror dell’immaginario della festa – passa decisamente per i nostri concittadini: per il 75% degli intervistati prevale infatti l’aspetto ludico della ricorrenza, veicolata soprattutto dai media e dalla pubblicità, mentre solo per un 12% rappresenta un momento per scacciare la paura della morte, soprattutto per i più piccoli. Un risultato che è probabilmente influenzato dalla tradizione cristiana, che sposta la celebrazione degli estinti al 2 novembre.

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