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Stanislao Nievo sono 10 anni dalla scomparsa del viaggiatore friulano

Lo scrittore Stanislao Nievo (Milano 1928- Roma 2006), originario del Friuli, ci ha trasmesso e lasciato nel corso della sua esistenza una indelebile traccia che giunge fino ai nostri tempi.

Personaggio vivace e dotato di un carattere aperto, aveva al suo interno un’inclinazione che lo indirizzava alla continua ricerca.

Sono trascorsi 10 anni da quando il versatile giornalista giramondo ci ha lasciati, dopo una vita passata intensamente, che lo ha portato ad immergersi appieno nel mondo delle arti, dal settore dello spettacolo alla produzione di apprezzati film fino al pianeta delle lettere, sulla strada del noto trisavolo Ippolito. L’illustre romanziere dell’800 romantico, divenuto famoso per lo scritto “Le confessioni di un italiano”, si era distinto per la diretta partecipazione alla spedizione dei Mille, a seguito della quale, rientrando dalla Sicilia, nella giornata del 5 marzo 1861, era scomparso misteriosamente nel mare Tirreno, davanti alle coste napoletane, sul battello Ercole.

Paradossalmente il colonnello garibaldino, a causa della prematura morte, non potette assistere alla proclamazione del Regno d’Italia, che avvenne il 17 marzo, ovvero 12 giorno dopo dal naufragio che lo coinvolse assieme ad 80 uomini.

Il pronipote Stanislao è stato un degno erede, che fra l’altro ha cercato in diverse maniere di scoprire le verità sulla tragica scomparsa dello sfortunato trisavolo ed in proposito ne dà documentazione nel libro “ Il prato in fondo al mare”(1995) ed in altri scritti dedicati alla perdita di un giovane così talentuoso.
Stanislao Nievo da parte sua ha ottenuto una carriera letteraria degna di merito, che lo ha condotto ai riconoscimenti di alcune edizioni del Premio Strega e del Premio Campiello.

Grazie a quella gentilezza innata e a quell’umore stile inglese che lo connaturavano, risultava molto gradito ai giovani anche per quel suo modo di sapere raccontare e di lavorare a contatto degli studenti a proposito dell’effettuazione di programmi legati alla valorizzazione degli autori e dei luoghi.

Nell’ambito delle attività eseguite insieme rivolte a valorizzare gli Autori, che si erano distinti nell’Agro pontino, tra gli istituti pontini la sua presenza fu accolta con grande slancio dal Liceo Scientifico “E. Majorana” di Latina.
Da versatile uomo di cultura, si presentava molto disponibile con tutti e soprattutto con chi scriveva, sempre pronto a dare un consiglio e ad arricchire il testo con una sua originale introduzione.

La terra pontina ha elogiato la carica culturale di un tale narratore che ha dimostrato un forte attaccamento alla gente di questo territorio, basta riferirsi al contenuto di Aurora ( 1979), uno dei suoi romanzi di maggiore successo. Il suo testo si agganciava alla storia di questo territorio, pieno di quel fascino e mistero che Stanis amava privilegiare nei suoi frizzanti racconti.

Come aveva confidato, parlando del suo stretto legame con l’Agro pontino, a Sabaudia, era venuto in giovanissima età al seguito del padre, il giorno del 15 aprile 1934, corrispondente all’inaugurazione della seconda città di fondazione.

Un episodio che lui evidenziava per il legame che intratteneva con le città pontine, dal momento della loro nascita, e naturalmente nei confronti della “perla dell’Agro pontino”.

In particolare modo, la città di Sabaudia è stata sensibilmente legata al promotore dei Parchi Letterari, infatti in più occasioni il sodalizio Comune, Parco del Circeo e Fondazione Nievo si erano incontrati per lo svolgimento di attività di valore sul territorio, che lo avevano visto come protagonista. In questa cornice aveva presentato alcuni suoi romanzi a stretto contatto con l’ambiente culturale sostenendo la strada dell’amore verso la natura e soprattutto nei confronti delle creazioni dell’uomo.

Stanislao Nievo, inoltre, aveva scelto come dimore preferite del territorio pontino le località di Sperlonga, Borgo Montello-Ferriere, Aprilia e San Felice Circeo, compresa la suggestiva foresta del Parco Nazionale.
Tra i romanzi di particolare rilevanza il libro “Aldilà”, presentato a Sabaudia nel 1999, un romanzo che narrava del viaggio ultraterreno del protagonista Stefano. nel quale l’Autore affrontava argomenti di una particolare emozione rivolgendo lo scritto “a quelli che attendono d’incontrare aldilà la regione più bella dell’intelligenza”.

E tra le sue innovative scoperte, la convinzione che il paesaggio italiano appariva davvero prezioso per la ricchezza dei siti divenuti delle autentiche fonti di ispirazione per gli scrittori che avevano vissuto ed operato in quelle realtà.

Un patrimonio contrassegnato da vicende ricche di avventure e di un significativo fascino, testimoniato dalle scritture riguardanti quei singolari ambienti.

A 10 anni dalla sua scomparsa, risulta più che mai attuale il messaggio culturale formulato da questo eminente personaggio, sulla stregua di una sapiente guida, che invita alla meditazione ed alla conoscenza.

In questa direzione, lo spirito della testimonianza e della ricerca letteraria avevano fatto scaturire l’individuazione di 14 Parchi letterari, selezionati nelle zone più belle e prestigiose dell’Italia, comprese tra le regioni settentrionali e meridionali.

Nello specifico, anche l’Agro pontino, a ragione del suo vivace patrimonio storico e archeologico, era entrato a pieno titolo in questo piano di valorizzazione delle sue eccezionali emergenze, in conseguenza della sua storia più che bimillenaria.

In particolare, dal mondo classico erano stati presi ad esempio scrittori di valore, da Omero ad Orazio e Virgilio, e, a seguire, nei secoli XVIII e XIX, erano stati valorizzati autorevoli letterati come Alessandro Tassoni, Vincenzo Monti, Wolfgang Goethe, ed ancora, i valenti poeti e narratori, Aleardo Aleardi, Gabriele D’Annunzio, Corrado Alvaro e lo stesso Ippolito Nievo.

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