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Sinibaldo Scorza, il Dürer genovese a Palazzo della Meridiana

Palazzo della Meridiana annuncia la prima retrospettiva su Sinibaldo Scorza (1589-1631), affascinate protagonista della pittura genovese ed europea di primo Seicento, all’alba del Barocco quindi, come opportunamente evidenzia il sottotitolo della mostra.

Anna Orlando, specialista riconosciuta a livello internazionale per i suoi studi sulla pittura fiamminga e genovese del Seicento, dopo il successo di “Uomini e Dei” sempre a Palazzo della Meridiana (febbraio – giugno 2016), aggiunge nel sottotitolo altre due annotazioni, “favole e natura”, a focalizzare la capacità di questo maestro di trasporre sulla tela il racconto, partecipato e personale, di situazioni, atmosfere e ambienti. Accanto ai soggetti mitologici, come Circe e Orfeo, vi sono quelli in cui lo Scorza manifesta la propria passione per il mondo vegetale e animale, descritto con una qualità di dettagli che lo avvicina ad Albrecht Dürer, Paul Brill o Jan Brügel, ossia ai maestri fiamminghi che sappiamo per certo che Scorza vide nelle collezioni genovesi del tempo, studiò e copiò.

Per il grande pubblico questa mostra fornirà l’occasione per avvicinarsi, per la prima volta, a un artista molto amato dagli esperti e collezionato nei musei del mondo, da Austin in Taxas alla National Gallery di Edimburgo, ma che, sino a questo appuntamento, non era mai stato raccontato da una grande esposizione né da una monografia.

Pittore notevolissimo, Scorza fu anche raffinato miniaturista, incisore, nonché straordinario e indefesso disegnatore. A quest’ultimo, specifico aspetto della sua produzione, I Musei di Strada Nuova, in Palazzo Rosso, a pochi passi dal Palazzo delle Meridiana, riservano una mostra parallela.

Per questa storica occasione, in Palazzo della Meridiana saranno riuniti oltre sessanta dipinti, a documentare il meglio della produzione dello Scorza e degli artisti con cui egli si è formato o si è confrontato. Ai dipinti, la mostra affiancherà anche una precisa selezione di circa trenta tra disegni, incisioni e miniature, a voler evidenziare anche questi aspetti della effervescente, poliedrica personalità artistica dello Scorza.

Anna Orlando, affiancata da una ampia compagine di esperti, curerà un catalogo che è di fatto la prima monografia sul pittore. Il volume, edito da Sagep, offrirà l’occasione per aggiornare gli studi sullo Scorza, personaggio la cui vita assomiglia a un romanzo.

Nel 1589, viene alla luce a Voltaggio, località dell’Oltregiogo oggi in Piemonte, ma allora parte della Repubblica di Genova. Di nobili origini, ha il privilegio di un’educazione umanistica, preludio per l’accesso alle alte cariche dello Stato. Ma la passione per il disegno e la pittura lo porta invece all’apprendistato artistico, nella bottega di Giovanni Battista Paggi a Genova, uno dei più quotati pittori genovesi dell’epoca. Nel 1604 circa, non appena quindicenne, decide di trasferirsi a Genova per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
La fama che si conquista in città, lo porta a Torino, nel ruolo di Pittore di Corte del Duca di Savoia nel 1619. Qui resta sino al 1625, quando, scoppiata la guerra tra i genovesi e il ducato sabaudo, fa ritorno a Genova.
Accusato di spionaggio, viene arrestato, imprigionato nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale (visitabile) e poi condannato all’esilio. Si rifugia a Massa e da qui raggiunge Roma, nel 1626. Può rimettere piede nella Repubblica di Genova soltanto due anni dopo, felice di poter poi fare ritorno nel suo paese natale, Voltaggio, che trova però semi distrutto a seguito della guerra coi Savoia.
E sarà proprio il suo paese natale, Voltaggio appunto, a costituire il terzo polo di questo grande progetto intorno allo Scorza. Qui, dopo la chiusura delle due mostre genovesi, saranno organizzati eventi e percorsi di approfondimento sulle opere presenti in loco nei mesi estivi.

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