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Debutta al Teatro Ambra Jovinelli la commedia “Hollywood” di Ron Hutchinson

Il Teatro Ambra Jovinelli dal 17 al 27 novembre si immergerà nel sogno americano: Hollywood! Debutta all’Ambra la coinvolgente commedia di Ron Hutchinson, con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Gigio Alberti e Paola Giannetti. Adattamento e regia di Virginia Acqua.

Hollywood, anno 1939. Siamo nell’ufficio del produttore David O. Selznick che sta realizzando la più colossale opera cinematografica di tutti i tempi: Via col vento. Ma dopo oltre due anni di preparazione e cinque settimane di riprese già avviate, con i costi esorbitanti che lievitano, con gli attori già sul set e con il suocero, George Mayer patron della MGM che lo carica di pressioni, Selznick blocca tutto! Il film non gli piace, non sta venendo bene, la sceneggiatura di Sidney Howard è troppo lunga e il regista, il suo amico fraterno George Cukor è troppo fiacco! Questo è l’antefatto ed è storia. Come è storia quello che seguirà e che Ben Hutchinson descrive nella sua travolgente commedia. Selznick convoca nel suo ufficio Victor Fleming il regista più famoso dell’epoca per affidargli la regia al posto di Cukor e Ben Hecht, lo sceneggiatore più abile e veloce, per fargli riscrivere da capo tutta la sceneggiatura. Solo che Hecht, unico e solo in tutti gli Stati Uniti d’America, non ha letto il lunghissimo romanzo di Margareth Mitchell e a mala pena conosce i personaggi! Ma Selnzick, folle e visionario quanto energico e determinato decide di costringere Fleming e Hecht a chiudersi dentro il suo ufficio per 5 giorni e 5 notti per riscrivere tutto e per aiutare Hecht a districarsi con complicatissima trama lui e Fleming gli mimeranno tutti i personaggi e le situazioni del romanzo. Questo accadde veramente nella realtà e nella commedia di Hutchinson diventa l’occasione per momenti di comicità assoluta e di follia. Ma nel testo c’è molto di più: sullo sfondo di una situazione surreale (ma reale!) c’è l’antisemitismo di cui Selznick è vittima pur facendo parte della buona società statunitense che però non lo accetterà mai fino in fondo considerandolo comunque e sempre “l’ebreo”, mentre dall’Europa arriva l’eco del nazifascismo. E allora ci si accorge di quanto i caratteri di Rossella O’ Hara e di Selznick si somiglino e le loro storie si fondano, storie fatte di voglia di riscatto, di ribellione, di feroce determinazione a farcela a tutti i costi in un mondo ostile. Ma c’è anche Hollywood: il sogno americano e la passione per il cinema e la sua potenza nella vita quotidiana di tutti, perché il cinema è un universo parallelo dove chiunque può evadere dalla sua vita, perché il cinema è “l’unica vera macchina del tempo che sia mai stata inventata” e Hollywood ne è la sua incarnazione.

Hollywood è una commedia totale, coinvolgente a tutti i livelli che dal suo esordio nel 2004 ha avuto più di 10 milioni di spettatori in tutto il mondo fra America, Inghilterra, Francia, Australia, Canada, Messico solo per citare alcuni paesi e che per la prima volta sarà ora messa in scena anche in Italia.

HOLLYWOOD – NOTE DI REGIA – Per una bambina come me cresciuta nella convinzione di poter essere un giorno Rossella O’Hara e diventata adulta nel teatro, questo testo è stata una vera epifania e metterlo in scena è stato come una gita al Luna Park! Seriamente, Via col vento è un film grandioso e sfrontato che racconta la storia di gente spregiudicata ma coraggiosa e la realizzazione del film è a sua volta una storia di coraggio, azzardo e follia. Poterla raccontare è stato assolutamente entusiasmante. Fin dalla traduzione e dall’adattamento ho scelto di restare saldamente ancorata a due punti fermi per sviluppare tutta la costruzione scenica: il film e il fatto di raccontare personaggi realmente esistiti. Tutte le battute del film citate nello spettacolo sono esattamente le stesse del doppiaggio italiano e i dialoghi fra Selznick, Fleming e Hecht sono arricchiti da citazioni di frasi realmente pronunciate dai tre nel corso della loro vita. Ma soprattutto le rispettive biografie di David O. Selznick, il produttore indipendente, visionario, ambizioso, Victor Fleming, il regista autorevole, fiero, geniale e Ben Hecht, l’abile sceneggiatore ma soprattutto giornalista, inviato di guerra, convinto sionista, con le loro reali personalità sono state studiate con accuratezza dagli attori e da me per costruire i personaggi della commedia. Personalità molto diverse fra loro e molto forti, tanto da creare conflitti continui che nello spettacolo sono l’occasione per momenti molto comici e a volte totalmente assurdi. Ron Hutchinson ci fa immaginare cosa possa essere successo in quell’ufficio nel febbraio del 1939, in una situazione estrema quale possa essere una clausura forzata di cinque giorni e cinque notti per quattro esseri umani, i tre protagonisti e la segretaria di Selznick, che rimane l’unico tramite fra i tre uomini e il mondo esterno, ma a sua volta coinvolta in questa prova estrema. La sfida è stata sviluppare fino in fondo le conseguenze che si possono creare in una situazione così assurda con tutto il carico di comicità che ne scaturisce senza perdere la coerenza con la narrazione di fatti realmente accaduti. E altrettanto assurdi!

Lo sfondo di questa vicenda già di per sé coinvolgente è infine l’ulteriore livello che arricchisce questa commedia ovvero l’eco del nazismo che sta dilagando in Europa e soprattutto l’affascinante, ma anche spietato, mondo di Hollywood.

E’ uno spettacolo che mi ha coinvolta e impegnata quindi su molti livelli quindi: il film, la storia di come è nato, la storia dei personaggi reali, l’America del 1939, fra luci e ombre, la comicità, il gioco dell’assurdo e le due arti, cinema e teatro, che si raccontano l’una attraverso l’altra.

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