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Psiker: online il video Metropolitana feat. Francesca Gastaldi – Zerozen

“Metropolitana” è il primo singolo del nuovo disco di Psiker intitolato “Maximo” e in uscita il prossimo 2 dicembre. Il brano è accompagnato da un videoclip per la regia di Maria Bryzhko e Stefano (Peg) Perego, con i quali Psiker ha girato la maggior parte dei suoi videoclip.

“Metropolitana”, come racconta Psiker, “parla dei passeggeri, delle loro abitudini e delle strategie messe in atto anche solo per prendere un posto a sedere o per non pagare il biglietto. Per farlo, ho usato la metafora dei giochi olimpionici e ritmicamente ho simulato il movimento del treno. Questo ritmo si ritrova anche nel video, dove le onde colorate proiettate sul mio volto e su quello di Francesca richiamano il movimento veloce dei vagoni del treno, il tutto senza alcuna post-produzione”.

Alla voce in “Metropolitana”, oltre a Massimo Curcio (questo il vero nome di Psiker), c’è Francesca Gastaldi degli Zerozen, band pop attiva a cavallo fra anni Novanta e anni Zero nonché una delle quattro fondamentali featuring del nuovo progetto di Psiker.

“Maximo” è infatti un disco che va a riscoprire – con un suono synth-pop tipicamente ’80-’90 – un periodo d’oro del pop italiano, quella che vide alcun band underground come gli Zerozen trovare la ribalta grazie all’interessamento di alcune major. Fu quella una breve ma intensa stagione felice, durata non abbastanza da superare il ruolo di culto ma rimasta intatta nella memoria di chi, come Psiker, era allora adolescente o poco più.

In “Maximo” Psiker è andato a recuperare alcuni di quei protagonisti spesso tutt’ora in attività e li ha coinvolti in quattro brani del disco inserendo nei testi una citazione da una delle loro canzoni più famose (nel caso di Francesca Gastaldi il verso “E’ un moto artificiale” tratto da “Bambina Artificiale”, 1998). “Maximo” è insomma un lavoro in tutto e per tutto intriso di nostalgia ma vuole anche rivendicare il valore – forse mai più raggiunto – di quelle band e soprattutto delle loro voci. Questa indole all’insegna della più spiccata retromania caratterizza in tutto e per tutto le tracce di “Maximo”, un disco leggero, di artigianale europop italico riportato ai tempi della mela morsicata con inevitabile effetto straniante, straordinario spirito di osservazione e riferimenti tanto al Battiato più non-sense delle produzioni di Giuni Russo quanto ai Pet Shop Boys ma anche all’ironia beffarda di un Paolo Poli votato al techno-pop. Tutti volti di Psiker, artigiano sintetico che riporta il passato in un presente intriso di nostalgia.

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