Home | Teatro | EXIT al Teatro dell’Orologio prosegue con le compagnie Artenova e Botteghe invisibili

EXIT al Teatro dell’Orologio prosegue con le compagnie Artenova e Botteghe invisibili

Ancora nuove drammaturgie nella programmazione di EXIT-Emergenze Per Identità Teatrali, la rassegna della Fed. It. Art. Federazione Italiana Artisti, al Teatro dell’Orologio fino al 4 dicembre 2016. Martedì 29 novembre alle 21.30 Gino Auriuso della compagnia Artenova presenta LA VITA MIA, LA STORIA MIA di e con Gino Auriuso che, dopo essersi confrontato con grandi personaggi del teatro come Amleto e dopo aver indagato straordinari geni come Mozart, decide di portare in scena la propria storia e di raccontarsi al pubblico. Ne nasce un’autobiografia costruita attraverso la ricerca di pensieri, poesie, monologhi di drammaturghi e poeti che aderissero il più possibile alle suggestioni che hanno scandito la sua vita. Da Troisi a Bogosian, passando per Benni e Ferdinando Russo. Un susseguirsi di emozioni ed azioni votate sia al sano divertimento che ad attente riflessioni dettate dagli accadimenti della vita.

Mercoledì 30 con replica giovedì 31 (ore 21.30) sarà la volta delle Botteghe invisibili con PROCESSO ALL’INFANTICIDA MARIA FARRAR scritto da Giovanni Maria Zonzini (autore diciassettenne di San Marino) con Jessica Bertagni, Simone Caporossi, Francesco Cervellino, Adriano Di Carlo, Maria Elena Lazzarotto, Tommaso Lombardo, Livia Massimi, Gilda Sacco. Musiche Adriano Di Carlo e Klara Finck, Aiuto regia Maria Elena Lazzarotto Regia Francesco D’Atena. Il lavoro prende le mosse da una poesia di Bertolt Brecht, Dell’infanticida Maria Farrar, riguardo una serva accusata dell’omicidio del proprio neonato. Da questa cronaca, muove il processo nei confronti della giovane donna protagonista della poesia. L’aula di tribunale è un mercato, animato da figure ambigue e popolari allo stesso tempo, dove le scene vengono scandite dall’alternarsi di arringhe da parte della pubblica accusa e dalle dichiarazioni di testimoni quanto meno ostili, mentre l’imputata, lasciata in balia dei suoi accusatori dall’avvocato d’ufficio frustrato e dedito al vino, non può far altro che tacere e subire qualcosa di cui neanche è in grado di capire il senso. La drammaturgia, scritta dal talentuoso e giovanissimo Giovanni Maria Zonzini, è proposta mediante la scelta della caratterizzazione grottesca dei diversi figuri del fantomatico processo attraverso il codice della maschere della Commedia dell’Arte, vettori di quella “farsa” universale che le rende adeguate a contesti sociali di ogni tempo.

Teatro dell’Orologio – Roma
via dei Filippini 17/a –ore 21.30

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