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Nuoto: argento alle azzurre della 4×50 mista ai Mondiali in vasca corta

L’Italnuoto ha conquistato altre due medaglie ai Mondiali in vasca corta che si disputano a Windsor (Canada). Sono salite sul podio le azzurre della staffetta 4×50 mista femminile e Fabio Scozzoli nei 100 rana, rispettivamente argento e bronzo. Le azzurre hanno compiuto un’autentica impresa. Ha iniziato la debuttante Silvia Scalia che ha ottenuto il primato personale di 26″96 nel dorso, poi Martina Carraro ha consolidato la posizione con un 50 rana da 30″12 lanciato; si è scatenata poi Silvia Di Pietro che nei 50 farfalla è volata chiudendo la sua frazione in 24″88 e portando la squadra al secondo posto mentre Erika Ferraioli non si è fatta intimorire e in corsia sei ha chiuso in 23″42 con il record italiano di 1’45″38 (precedente 1’45″73 il 6 dicembre dello scorso anno agli europei di Netanya per la medaglia di bronzo). Davanti a loro gli Stati Uniti con il primato mondiale di 1’43″27. Scalzata la Danimarca, detentrice del primato del mondo (1’44″04 a Doha nel 2015) e campionessa uscente, che scivola al terzo posto in 1’45″98. “Stare subito dietro agli USA è una grande soddisfazione, perché questo gruppo c’è e cresce anno dopo anno – ha detto Silvia Di Pietro, velocista di Forestale e Aniene che si allena con Mirko Nozzolillo, due argenti e due bronzi iridati in staffetta – è stata una gara particolare, nuotata in mezzo alle onde. Siamo un gruppo compatto e ci stiamo divertendo”.

Visibilmente emozionata la debuttante Silvia Scalia, ventunenne di Lecco che nuota a Roma agli ordini di Gianluca Belfiore, alla sua prima manifestazione internazionale in carriera: “Non ho parole, sono contenta di aver rotto il ghiaccio e nuotato il mio personale. Mi sentivo benissimo in acqua, ma non avrei mai pensato di vivere questa gioia”.

Martina Carraro non nuotava un mondiale da Roma 2009, e dopo il bronzo europeo lo scorso anno a Netanya aggiunge un metallo pesante alla collezione: “Sono veramente felice, e anche se siamo in pochi abbiamo trovato il giusto equilibrio e la giusta amalgama – racconta la genovese di Azzurra ’91 allenata da Fabrizio Bastelli – sentiamo di far parte di un gran gruppo. Pensavamo di poter cogliere il terzo posto, ma addirittura arrivare seconde battendo il Canada e l’Australia riempie di gioia e soddisfazione”.

Erika Ferraioli è la veterana del gruppo e nessuna come lei può spiegare la crescita di questa staffetta che due anni fa arrivò quinta: “Non mi sarei mai aspettata questo risultato. In questa gara parti ad occhi chiusi e dai tutto quello che hai – racconta la trentenne romana che si allena con Mirko Nozzolillo, tesserata Aniene ed Esercito – è una medaglia importante che testimonia la crescita di un gruppo compatto sia nello stile libero che nei misti. Rispetto allo scorso anno è subentrata Silvia (Scalia, ndr). Subentrare in questo modo non può far altro che bene e coltivare l’entusiasmo”.

E’ la terza medaglia tutta al femminile nella staffetta dopo l’argento di della 4×100 stile libero e il bronzo della stessa a Doha 2014. Rispetto al record italiano di Netanya lo scorso anno entra nel dorso Silvia Scalia al posto di Elena Gemo, mentre nello stile libero Erika Ferraioli ha preso il posto di Aglaia Pezzato, che ha nuotato in batteria.

Poi è toccato a Fabio Scozzoli salire sul podio conquistando il bronzo nei 100 rana in 57″04 (26″57). Il vecchio leone è tornato, dopo il titolo iridato della specialità conquistato a Istanbul nel 2012, è rientrato in una finale mondiale dopo tre anni da Barcellona in lunga, il campione di Esercito e Imolanuoto, ventotto anni come Federica Pelllegrini (nato due giorni prima), si regala un metallo dal sapore dolce e appagante. “Ho spinto nel passaggio senza esagerare e alla fine non sono morto, ma ne avevo ancora – racconta il romagnolo, che si allena ad Imola col tecnico Cesare Casella, alla ventiduesima medaglia in carriera tra europei, mondiali e olimpiadi. E’ una medaglia che vuol dire tanto. In questi anni sono stato alla ricerca di sensazioni che non arrivavano. Era dal 2012 che non salivo sul podio, e farlo in questo mondiale, dove manca solo Adam Peaty come big, riempie ancora di più d’orgoglio. Non sono più quello di tre o quattro anni fa. Sto lavorando su nuove cose, ho altri pregi e nuovi difetti – racconta sorridendo –

Adesso bisogna trasformare questa positività anche in vasca lunga. Ho la stessa età di Federica Pellegrini e ci accomunano grandi vittorie come i mondiali di Shanghai e grandi delusioni come le olimpiadi di Londra. Mi fa piacere esser rinato qui, insieme a una campionessa che dimostra sempre di essere al top”. La gara l’ha vinta il tedesco Marco Koch, campione in carica della distanza doppia, che tocca in 56″77, davanti al russo Vladimir Morozov che ha chiuso precedendo l’azzurro di soli 4 centesimi (57″00).

La seconda giornata si è chiusa con un’altra affermazione positiva. Dopo l’oro nei 200 e l’argento con la staffetta 4×100 stile libero, Federica Pellegrini che si è qualificata per la finale dei 100 stile libero gara mai disputata prima in questa manifestazione.

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