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Da Hayez a Boldini: anime e volti della pittura dell’Ottocento a Palazzo Martinengo

Dopo il successo riscosso con “Il cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol” e “Lo Splendore di Venezia”, Palazzo Martinengo ospita fino all’11 Giungo 2017 una nuova grande mostra – curata da Davide Dotti – che racconta al pubblico la straordinaria stagione artistica che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando le correnti e i movimenti pittorici che fiorirono rendendo il panorama artistico nazionale uno dei più frizzanti e dinamici a livello europeo. Gli oltre cento dipinti selezionati, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, permettono di compiere un appassionante viaggio alla scoperta dei massimi esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura, dei macchiaioli e del divisionismo, presentati per la prima volta a Brescia in una gioiosa sinfonia di luminose atmosfere e squillanti tonalità.

Il percorso espositivo è inaugurato da un celebre capolavoro di Antonio Canova che incarna alla perfezione i canoni dell’estetica neoclassica: Amore e Psiche. L’emozionante scultura dialoga con le tele dei maggiori interpreti del neoclassicismo tra cui Andrea Appiani, pittore prediletto da Napoleone, capace di evocare nelle sue opere la sublime grazia raffaellesca. La seconda sezione dedicata al romanticismo ha come protagonista il grande Francesco Hayez che, con la maestria del suo pennello, seppe raggiungere vertici assoluti anche in opere di ampio formato come nella Maria Stuarda, capolavoro di tre metri per due per l’occasione giunto eccezionalmente a Brescia. Accanto ad altri significativi lavori di Hayez sono esposti dipinti dei principali pittori romantici tra cui Piccio, la cui pittura vibrante e aerea anticipò gli esiti dei maestri della Scapigliatura a cui è dedicata la terza sala, ricca delle modernissime tele di Tranquillo Cremona. Negli stessi anni in cui a Milano si affermavano gli scapigliati, a Firenze si faceva largo un gruppo di giovani e agguerriti artisti che, per reagire alla stanca pittura insegnata nelle accademie, diede vita al movimento dei macchiaioli capitanato da Fattori, Lega e Signorini, autori di memorabili capolavori che trovano spazio nel piano ammezzato del palazzo. Proseguendo nel percorso, il visitatore è prima sedotto dai dipinti a soggetto orientalista che riecheggiano le magiche luci e le seducenti atmosfere del lontano oriente, e poi dalle toccanti scene di vita quotidiana immortalate con pungente realismo da Induno, Ciardi, Favretto, Palizzi, Irolli, Milesi e dal bresciano Angelo Inganni, presente con diversi lavori tra cui due splendide vedute di Piazza Loggia.

Aggiornati sulle novità dell’impressionismo francese i divisionisti elaborarono, invece, un’innovativa tecnica pittorica caratterizzata da intrecci di brevi pennellate cariche di colore, che trova la massima espressione nelle tele cariche di significati simbolici di Segantini, Pellizza da Volpedo, Previati e Morbelli. Infine, nell’ultima sezione viene magicamente rievocato il frizzante clima culturale della Parigi Belle Époque, dove vissero e lavorarono maestri del calibro di Zandomeneghi, De Nittis, Mancini e Boldini. Di quest’ultimo, formidabile anticipatore della modernità novecentesca, sono esposti gli scoppiettanti e dinamici ritratti nei quali esaltò la sensuale bellezza femminile, svelandone l’anima più profonda e misteriosa.

Quella di Palazzo Martinengo è una mostra unica e imperdibile che presenta sotto una nuova luce i protagonisti, le anime e i volti di un secolo ricchissimo come pochi altri di arte, storia e cultura!

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