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Hide Vincent

Hide Vincent: l’intervista per l’omonimo album di debutto

Meno di un mese all’album di debutto del giovane cantautore Hide Vincent, in uscita il 27 gennaio per I Make Records. Il nuovo lavoro è stato anticipato in radio dal singolo Blood Houses, che dal 13 gennaio è disponibile sulle piattaforme digitali. Il 20 gennaio la presentazione del disco al Freqency di Pomigliano D’Arco (NA), mentre la settimana successiva avrà inizio il tour di Hide Vincent vero e proprio.

Abbiamo incontrato Hide Vincent per fargli alcune domande sul nuovo progetto discografico. Ecco cosa ci ha raccontato il cantautore.

Ciao e benvenuto sulle pagine di Radio Web Italia. Il 27 gennaio uscirà Hide Vincent, l’omonimo album di debutto. Come nasce questo disco?
Ciao e grazie dell’invito. Questo disco nasce dall’esigenza di portare avanti un progetto nato nel 2013 con la mia prima demo autoprodotta Imperfection, e che si è poi concretizzato nel dicembre 2015 grazie all’incontro con l’etichetta I Make Records. L’idea da cui nasce questo disco è quella di scrivere me stesso in musica nel modo più sincero e diretto possibile, intrecciando la mia storia a delle sonorità limpide, grezze, imperfette, spontanee.

L’album è stato registrato e arrangiato presso IMRecording Studio. Chi ha lavorato al progetto?
Questo disco così com’è oggi nasce dall’incontro tra me e Francesco Tedesco, direttore artistico e co-produttore del progetto, nonché dell’etichetta I Make Records. Un incontro fondamentale, ricco di idee naturali e di complicità. Ci hanno accompagnato in studio due validi musicisti: Sharon Viola al violoncello e Riccardo Iannaccone alle batterie. Il concept grafico, inoltre, totalmente disegnato a mano, è opera della bravissima illustratrice Simona Fredella.

Quali sono le tematiche affrontate in questo disco?
Impossibile negare che questo disco parli di me, anzi, forse è un’autobiografia in piena regola. Ma non mi piace scrivere di me, quindi quando lavoro sui testi cerco di sublimare le mie emozioni e creare con esse dei colori che possano essere visibili agli occhi di tutti. È un album che parla dell’essere bambini, dell’essere vecchi, del sentirsi parte del mare, delle foglie, degli alberi, di avere delle mancanze e delle eccedenze. La tematica è che esistiamo, e che sotto questa parola c’è l’infinito.

Dieci tracce che si rincorrono nel tentativo di narrare l’essenzialità delle cose. Avevi le idee chiare sui brani da inserire nell’album?
Io non ho mai le idee chiare; o meglio, le idee chiare di dieci minuti fa non sono le stesse che ho adesso. Quando nella mia testa mi sono detto “quest’album bisogna farlo”, canzoni non ce ne erano. Poi sono venute da sole, alcune con più facilità, altre no. Ma se ora esistono vuol dire che erano necessarie.

Quali sono stati i momenti di maggior soddisfazione durante le sessioni di registrazione?
La parte che mi piace di più del lavoro in studio è quella in cui ci si allontana per un attimo dalla questione tecnica e si parla del brano che si sta creando, analizzandolo come un dipinto, studiandone i dettagli, le esigenze. È un momento importante ed è ciò che rende la musica sincera.

C’è un brano a cui sei particolarmente legato e perché?
Scegliere è difficile, ma a freddo dico Black Poetry. Perché ha la capacità di farmi viaggiare nel tempo, da un lato e dall’altro. Ma tra dieci minuti potrei dare un altro titolo.

Il 13 gennaio è uscito il videoclip di “Blood Houses”, primo singolo estratto dall’album. Che cosa ci puoi raccontare?
La creazione del videoclip di Blood Houses ha regalato delle giornate splendide. Ho scritto io il soggetto del video e l’ho co-diretto con il sapiente aiuto di Francesco Caruso e Francesco Buonagiunto della Indiba Film. Abbiamo vissuto il set per tre giorni, studiando attentamente ogni immagine, ogni sensazione, e abbiamo cercato poi di ricreare fedelmente i nostri pensieri grazie all’aiuto di Renato De Simone e Simona Fredella, due attori di enorme bravura e sensibilità. Il risultato mi ha emozionato fin dalla visione del primo montaggio. È un videoclip intenso, con diverse letture, fedele alla canzone ma anche aperto verso orizzonti più ampi.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
Stiamo preparando, con I Make Records e Subcava, un live tour di presentazione dell’album in diverse zone d’Italia, sarò anche in radio e in diversi eventi musicali. Abbiamo tra le mani questo disco, ma è soltanto l’inizio!

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