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Siria: l’agonia di Palmira. Isis distrugge il proscenio del teatro romano

L’Isis ha distrutto il proscenio dell’antico teatro romano di Palmira, nella Siria centrale, e il Tetrapilo, una struttura colonnata sempre nel sito archeologico patrimonio dell’Unesco. Maamun Abdulkarim, direttore del Dipartimento per le antichità, ha detto che i jihadisti hanno distrutto il proscenio dell’antico teatro, già usato per le esecuzioni pubbliche di soldati siriani e civili, e il Tetrapilo, una struttura formata da quattro gruppi di quattro colonne ciascuno, sulla strada che porta allo stesso teatro. Soltanto una delle colonne del Tetrapilo, ha tuttavia precisato Abdulkarim, era originale, mentre le altre 15 erano state realizzate in tempi moderni su questo modello antico.

Nei giorni scorsi l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) aveva riferito dell’uccisione da parte dell’Isis di 12 tra militari governativi e civili proprio sul palco dell’anfiteatro di Palmira. Un’esecuzione simile, aveva scritto l’Ondus, a quella avvenuta nel 2015 quando più di 20 militari di Damasco erano stati uccisi da adolescenti sedicenti membri dell’Isis di fronte al proscenio dell’antico teatro.

Le nuove devastazioni sono avvenute mentre è atteso per il 23 gennaio ad Astana, in Kazakhstan, l’inizio dei negoziati tra governo e opposizioni sotto l’egida della Russia e della Turchia e dell’Iran. Ankara, che per anni aveva chiesto l’uscita di scena del presidente Bashar al Assad, ha fatto capire oggi di essere pronta a fare marcia indietro su questo punto. Anche se la colpa della guerra è “di Assad”, la Turchia deve essere “realistica”, accettando che “i fatti sul terreno sono cambiati drasticamente”, e quindi “non può più insistere su un accordo senza Assad”, ha detto il vicepremier Mehmet Simsek.

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