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Silvia Costa: “Generazione Erasmus antidoto contro egoismi, muri e divisioni Ue”

“Oggi celebriamo insieme i 30 anni di Erasmus e i 60 anni dei Trattati di Roma, in una Europa che si confronta con difficoltà economiche e occupazionali specie giovanili, crescenti disuguaglianze sociali, un diffuso senso di insicurezza che mettono a dura prova i valori fondativi della casa comune europea sfidata ora dalla Brexit. Il modo migliore per celebrare questo anniversario è rendere le generazioni Erasmus protagoniste nella grande missione di costruire anticorpi etici e culturali contro l’egoismo, i muri e le divisioni che stanno attraversando il nostro Continente”. Lo ha detto l’Europarlamentare Silvia Costa nel dare il via oggi a Bruxelles, con i commissari Navracsics e Thyssen, alle celebrazioni ufficiali per i 30 anni di Erasmus che verranno festeggiati in tutti Paesi membri con una serie di iniziative che attraverseranno l’Europa come ha fatto la generazione Erasmus. “Dobbiamo investire di più sulle politiche educative, occupazionali e culturali e su una agenda sociale comunitaria perché la forza dei giovani sia una grande risorsa per l’Europa” ha aggiunto Costa. “Nel Parlamento europeo abbiamo svolto un ruolo decisivo nel nuovo programma Erasmus plus con un aumento del 50 per cento delle risorse fino al 2020, reinserendo Erasmus Mundus, difendendo lo specifico programma gioventù e l’importante novità del sostegno all’associazionismo sportivo. A novembre abbiamo dedicato una nostra risoluzione ai 100 Mila giovani sotto i 30 anni che hanno sperimentato il servizio volontario europeo nella UE e nel Paesi Terzi e abbiamo proposto di istituire un servizio civile europeo. Ora, dal 2017, partiranno due nuove iniziative: il corpo di solidarietà europeo per cui chiediamo autonomia anche finanziaria e la mobilità in apprendistato”. “In occasione di questo trentennale– ha concluso Costa- anni alcuni governi, compreso quello italiano, hanno deciso di stanziare più risorse per Erasmus e ci aspettiamo che il Consiglio dei ministri europeo dia un forte segnale in questo senso per il 2018. Mi auguro che tutti gli eventi che si terranno in Europa, a cominciare da quello previsto 24 febbraio a Roma, diventino una grande occasione per restituire ai giovani europei l’immagine e il ruolo, spesso traditi, dando loro la parola”.

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