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Silvia Costa: “Si tratta di decidere se essere pro o contro l’Europa”

“Si tratta di decidere se essere pro o contro l’Europa. Questo è l’ultimo tempo per riprendere la strada giusta”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa al termine del voto che ha dato il via libera ai tre rapporti del pacchetto sul futuro dell’Europa (relazioni Brok-Bresso, Boege-Berès e Verhofstadt) sull’evoluzione della struttura istituzionale, il miglioramento del funzionamento dell’Ue e la capacità di bilancio della zona euro. “In particolare- sottolinea Costa- nella relazione Brok-Bresso viene chiesto il Fondo del rimborso del debito. Di fatto la possibilità di introdurre gli eurobond o il fondo di redenzione che costituiscono, per l’Italia, la battaglia numero uno. Si introduce il sussidio di disoccupazione europeo e viene respinta invece la possibilità di fallimento degli Stati membri. Così l’Europa del futuro resterà solidale”. “Con queste forti indicazioni politiche – prosegue Costa – il Parlamento europeo interviene al massimo livello nel disegno del futuro dell’Europa chiedendo più democrazia e trasparenza nelle istituzioni, una reale dimensione sociale comunitaria, una nuova politica estera e di difesa. Proponiamo anche di andare oltre la Convenzione di Dublino e di dotare l’UE di una più moderna politica di giustizia in materia di asilo ed immigrazione sulla base del principio di solidarietà, attraverso una ridistribuzione equa dei migranti all’interno dell’UE: il sistema di gestione delle migrazioni e delle richieste di asilo deve essere innanzitutto umano e ben funzionante”. “Abbiamo chiesto l’istituzione di una procura europea – aggiunge Costa – il coordinamento dei servizi di intelligence che devono andare di pari passo con la salvaguardia dei diritti fondamentali e l’estensione, per tutte le persone fisiche e giuridiche direttamente interessate da un procedimento del diritto di adire la Corte di giustizia per presunta violazione della Carta dei diritti fondamentali che deve diventare una Carta dei diritti dell’Unione”. “Per ridare una direzione corretta all’Europa – conclude Silvia Costa – dobbiamo ripartire dai Trattati di Roma, 60 anni dopo la loro adozione. L’Europa è nata, dopo due guerre mondiali, la Shoah e le dittature, dalla volontà di costruire uno spazio comune di libertà, democrazia e pace sulla base di valori e diritti umani fondamentali e dei principi di solidarietà e responsabilità. Dobbiamo ripartire da lì, dalle promesse mancate, per ricostruire quella fiducia nel futuro dell’Unione europea di cui oggi si sente sempre più il bisogno”.

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