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Balneari, concessioni di 40 anni in Friuli: arriva la legge

Approvato il disegno di legge che allunga i titoli per favorire gli investimenti. Previsti anche indennizzi per i concessionari uscenti.

Le concessioni balneari non avranno più durata di 20 anni, ma di 40. È la principale novità della riforma che la Regione Friuli Venezia Giulia sta varando per dare una nuova regolamentazione al demanio marittimo. La nuova disciplina prevede dei percorsi amministrativi più semplici e la durata più estesa dei titoli al fine di rendere maggiormente sostenibili gli investimenti. Inoltre, la determinazione del canone verrà fissata autonomamente dall’amministrazione regionale. Tutto questo grazie all’ampia indipendenza che il Friuli detiene in quanto regione a statuto speciale.

La riforma del settore è stata costruita attraverso il dialogo con i rappresentanti delle associazioni di categoria ed è al momento un disegno di legge già approvato in via preliminare lo scorso giovedì 29 dicembre dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alle finanze Francesco Peroni.
Sulle concessioni rilasciate con finalità turistico-ricreativa, la durata va da un minimo di 9 anni fino a un massimo di 40, doppiando i 20 previsti dalla legge precedente. Per quanto riguarda le aree di competenza comunale (su porzioni demaniali a infrastrutturazione più ridotta), le concessioni che attualmente hanno il limite dei 6 anni, con introito dei canoni da parte della Regione, verranno estese a un massimo di 9 anni, con introito del canone devoluto direttamente dai Comuni.

Un’altra novità importante introdotta dal provvedimento, e particolarmente attesa, è quella dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, il quale in molti casi si è dovuto impegnare in una significativa mole di investimenti su un bene non di sua proprietà per condurre al meglio la propria attività. L’indennizzo sarà quantificato sulla base di una “perizia asseverata” che farà capo a un professionista nominato dalla Regione. Il quantum verrà determinato considerando quattro fattori: gli investimenti autorizzati dall’amministrazione regionale e non previsti nel disciplinare di concessione, i beni aziendali non ammortizzabili (non soggetti a degrado), i beni non ammortizzati (soggetti a degrado) e infine un’annualità dell’avviamento aziendale.

Nel presentare la legge, Peroni ha parlato di un testo organico che andrà a occuparsi delle concessioni a cui potranno concorrere espressioni «non solo del mondo imprenditoriale, ma anche dell’associazionismo». L’assessore ha citato, tra gli elementi qualificanti della nuova disciplina, proprio l’attenzione per le realtà associative senza fini di lucro, perseguita con l’introduzione di specifici criteri, ispirati alla promozione del ruolo sociale ed educativo e della pratica del diporto sostenibile. Peroni ha infine sottolineato come le scelte riguardanti il riconoscimento degli indennizzi, analogamente al raddoppio della durata massima delle concessioni e alla determinazione del canone a opera della Regione, in virtù delle differenze morfologiche dei territori costieri, testimonino «l’oggettiva riappropriazione di prerogative tipiche dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia».

 

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