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Maggiore trasparenza per le società quotate e per gli investitori

Il Parlamento ha approvato martedì nuove misure per incoraggiare le grandi aziende europee a focalizzarsi sui risultati di lungo termine. Queste misure introducono il potere per gli azionisti di votare sulla politica di remunerazione dei direttori e faciliteranno l’identificazione degli azionisti da parte delle compagnie.

Il relatore Sergio Gaetano Cofferati (S&D, IT) ha dichiarato che “l’accordo sulla direttiva per i diritti degli azionisti approvata oggi dalla plenaria del PE è molto positivo. Le misure concordate aiuteranno a spingere gli investimenti verso un approccio orientato a più lungo termine e assicureranno maggiore trasparenza per le società quotate e per gli investitori.”

La risoluzione è stata approvata con 646 voti in favore, 39 voti contrari e 13 astensioni.

“Voce in capitolo” degli azionisti sulle remunerazioni – Le nuove regole, frutto di un accordo informale già raggiunto da Parlamento e Consiglio nel dicembre 2016, daranno agli azionisti il potere di votare sulla politica aziendale per la remunerazione dei direttori d’azienda, rendendo quindi possibile vincolare maggiormente lo stipendio ai risultati aziendali sul lungo termine.

Permetteranno inoltre alle aziende di identificare più facilmente i propri azionisti, facilitando quindi il dialogo tra di loro e, allo stesso tempo, rendendo più semplice per gli azionisti esercitare i propri diritti, incluso quello di partecipare e votare nelle assemblee generali.

Inoltre, alcune transazioni che potrebbero recare gravi pregiudizi al futuro di un’azienda, dovranno essere comunicate pubblicamente e approvate attraverso procedure che garantiscano la protezione degli interessi delle compagnie e dei loro azionisti.

Nuovi requisiti di trasparenza – Queste norme introducono anche nuovi requisiti di trasparenza per gli investitoti istituzionali, come fondi pensionistici, compagnie di assicurazioni sulla vita e i gestori di attivi, che spesso sono azionisti importanti di compagnie europee quotate in Borsa. Agli investitori istituzionali e ai gestori di attivi sarà chiesto di comunicare pubblicamente una politica che descriva come intendano integrare la partecipazione degli azionisti nelle loro strategie d’investimento o di spiegare perché abbiano deciso di non farlo.

Inoltre, i consulenti in materia di voto che effettuano ricerche e forniscono consigli ai loro clienti su come votare nelle assemblee generali dovranno rivelare informazioni fondamentali, come le fonti delle loro informazioni o le metodologie utilizzate per le consulenze che forniscono.

Cofferati ha anche sottolineato che “grazie agli sforzi del Parlamento su questa direttiva, la Commissione europea ha inoltre proposto di presentare quanto prima una nuova proposta legislativa specifica per la trasparenza dei resoconti pubblici delle multinazionali sulla tassazione paese per paese.”

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