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Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo. Mostra all’Orto Botanico di Padova

Sul prato caracolla un grosso ippopotamo. A fargli compagnia un rinoceronte e un gorilla. Tra palme e banani della foresta tropicale, all’interno delle grandi serre, occhieggia un orangotango. Negli spazi dell’area congressuale ti osservano bellissimi ghepardi e zebre.

Ad accumunare queste “presenze” negli spazi del Giardino della Biodiversità dell’Orto Botanico, è una parola che restituisce il senso della gravità di una minaccia: “Estinzioni”.

Perché queste magnifiche bestie – assieme a molti altri vertebrati (di terra, di mare e d’aria) – sono minacciate dai comportamenti dell’uomo: dall’eccessivo inquinamento alla caccia, dalla pesca selvaggia fino alla distruzione dell’habitat naturale, divenuto teatro (e spesso vittima) di molte attività umane.

“Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo” è insieme un’installazione artistica e un percorso di conoscenza della Natura e dei suoi protagonisti: gli animali e le piante.

L’esposizione padovana rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca nazionale, coordinato da Telmo Pievani – evoluzionista e divulgatore – e promosso dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE- Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Questa mostra completa idealmente il percorso avviato con “Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità”, allestita al MUSE di Trento fino al 26 giugno, dedicata ai fenomeni delle estinzioni storiche.

La selezione degli animali e la cura delle schede ad essi relative è stata curata da Paola Nicolosi, conservatrice del Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

“L’impoverimento degli ecosistemi causato dalle attività umane – precisa il professor Pievani – si aggrava di anno in anno e sta causando la cosiddetta Sesta Estinzione, cioè un’estinzione di massa della biodiversità paragonabile alle cinque grandi catastrofi che si sono intervallate nel passato geologico. Non è un’impresa di cui Homo sapiens possa andare fiero. L’estinzione riguarda tanto le piante quanto gli animali, legati le une agli altri da un destino comune. Il destino raccontato in questo progetto espositivo di sensibilizzazione verso la conservazione che si accompagna a una ricerca nazionale di mappatura e catalogazione dei tantissimi vertebrati estinti o minacciati presenti nelle ricchissime collezioni museali italiane”.

Quella di Padova è una mostra–evento, della durata di tre mesi, che mette insieme le sculture dell’artista Stefano Bombardieri, autore del ciclo The Faunal Countdown, con modelli realizzati ad hoc e animali tassidermizzati provenienti dal Museo di Zoologia e di Veterinaria dell’Università di Padova, dalle collezioni di specie protette del Museo Cappeller e del Museo di Storia Naturale di Bassano del Grappa.

Un racconto che vede al centro 34 animali collocati nel loro ambiente naturale, dalla foresta tropicale alla savana, dal bosco dei climi temperati alle aiuole del Mediterraneo fino ai deserti africani e del Centro America, che debbono, loro malgrado, temere l’uomo e le sue minacce.
Tutti a grandezza naturale, tutti bellissimi, fieri e tutti a rischio di estinzione.

Ad aprire idealmente il percorso è un modello di Dodo, estinto fin dal 1600, autentica icona delle estinzioni provocate dall’uomo. Ma ad introdurre i visitatori all’Orto botanico e a sorprenderli lungo i viali dell’Arboreto saranno un elefante africano e una tigre siberiana, opera di Stefano Bombardieri, un artista che da diversi anni ha fatto proprio, con esiti di grande bellezza e forza, il tema della Natura minacciata. The Faunal Countdown approda così all’Orto Botanico con i suoi animali che interpellano chi li ammira ricordando, sulla loro pelle, il tempo che li separa dalla scomparsa. A farlo è un led luminoso, posto sul dorso, che indica quanti esemplari di quella specie sono ancora in vita e quanto tempo manca alla loro estinzione. Come sottolinea Maria Livia Brunelli, curatrice dell’artista bresciano: “I grandi animali di Bombardieri conducono il visitatore in un universo apparentemente fantastico ma altrettanto drammatico, grazie al senso di straniamento che la loro dimensione è in grado di indurre. Così lo stupore iniziale lascia il posto alla riflessione sull’attualissimo tema della salvaguardia della biodiversità. Giganteschi animali (oltre all’elefante e alla tigre, a Padova sono esposti il gorilla, l’ippopotamo e il rinoceronte), inermi testimoni della loro estinzione, diventano monumenti al futuro del nostro Pianeta, offrendo un importante esempio di come l’arte contemporanea possa fornire chiavi di lettura per sensibilizzare verso tematiche di grande urgenza etica”.

Il percorso prosegue e tra la vegetazione delle serre, all’interno della vasca tropicale o ai margini del bosco temperato, compaiono orangutan e piccoli anfibi del Madagascar, pappagalli e panda, coccodrilli e la Tartaruga delle Galapagos, estinta nel 2012. Questi modelli di animali sono messi così in relazione con il loro ambiente naturale, a volte in dialogo con la pianta di cui si nutrono, altre posti quasi in opposizione alla specie vegetale dalla cui coltivazione intensiva sono minacciati.

Infine, la terza sezione, forse la più ‘interpellante’. Perché di essa sono protagonisti animali bellissimi, catturati come trofei da esibire (dal lupo al muflone, dal bisonte al leopardo, dal ghepardo alla zebra). Animali che oggi sono patrimonio dei Civici Musei di Bassano del Grappa e giungono eccezionalmente a Padova per divenire quasi un monito, con la loro immota bellezza, alla minaccia costituita dalla caccia illegale.

Collateralmente a questa grande mostra – installazione, l’Orto Botanico attiva una serie di “Altri percorsi” dedicati alla fotografia, illustrazione d’autore e didattica.

A partire da una mostra didattica (allestita nelle gallerie espositive della Serra Tropicale, nel Giardino della Biodiversità) dal titolo “Le salvi chi può. Dal grande al piccolo, tutto quello che possiamo fare per la salvaguardia delle foreste”, curata da FSC Italia. La accompagna un “Racconto fotografico delle Foreste del Borneo” sviluppato attraverso gli scatti dei fotoreporter di IAmExpedition.

Gli animali della giungla è il titolo di una ulteriore mostra allestita nel cuore dell’Orto Antico, nell’Ex Serra dell’Araucaria. Sandro Cleuzo – brasiliano, character designer e animatore di fama internazionale vi propone una serie di sue illustrazioni d’autore.

Nel weekend del 25 e 26 marzo, due giorni di laboratori didattici dedicati al racconto e alla scoperta delle specie animali. Una collaborazione che vede fianco a fianco l’Orto Botanico di Padova e il Parco Natura Viva, che si ripeterà a favore del pubblico anche dal 27 aprile al 1° maggio.

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