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Ancona: concessioni demaniali marittime e rischio infiltrazioni mafiose

L’On Arlotti presenta ad Ancona il nuovo ddl sulle concessioni demaniali marittime ed annuncia presto un tavolo. Un tema caldo ad Ancona come in tutta la costa Adriatica. Un settore anche a rischio infiltrazioni mafiose. Arlotti: “Presto chiameremo Cantone”. Mentre l’On Lodolini rassicura: “Sulla strada giusta per tutelare le imprese e risolvere una materia complessa” Il video

“A distanza di un anno e mezzo dall’ultimo incontro, ci ritroviamo per fare il punto su un comparto che finalmente sta ottenendo, grazie al Disegno Legge sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo, le risposte che attendeva”. A parlare é Emanuele Lodolini, membro della Commissione Finanze della Camera, che ha introdotto l’incontro con la partecipazione di tutte le sigle del settore e con la presenza dell’On. Arlotti, considerato uno dei massimi esperti di questa materia. “Gli obiettivi che si siamo posti nel lavoro parlamentare – ha aggiunto Lodolini – nascono dalla certezza che si dovesse tenere conto della tutela dell’esperienza, della professionalità, evidenziando come elemento anche il valore commerciale e la tutela degli investimenti prevedendo un periodo transitorio per l’entrata in vigore della normativa”.

“La lunga discussione – ha aggiunto Arlotti – è stata l’occasione per avviare e realizzare un processo di riordino che dia un futuro alle 30.000 imprese balneari italiane ed un lavoro stabile ad oltre 100.000 famiglie. Non ha senso creare un braccio di ferro tra balneari e governo, ed è evidente che nel nostro provvedimento noi abbiamo previsto una forte attenzione alla storia, ai sacrifici, al percorso che hanno caratterizzato le imprese, specialmente le piccole, ed è passato proprio dalla fase di condivisione con i rappresentanti delle associazioni”.

A prendere la parola anche i sindacati: Enzo Monachesi di SIB Confcommercio, Giacomo Cicconi Massi Confartigianato che, tra i nodi sollevati, hanno ricordato che “mentre gli stabilimenti balneari in Italia pagano l’Iva al 22% negli altri paesi d’Europa è al massimo al 10%”. Un’azienda che non ha valore sul mercato, un Iva dovuta che non ha pari in Europa. Riassume così Monachesi il contesto attuale. “Usciamo da questo guado”, “Dateci gli elementi, capire come prima di giudicare il prossimo step dopo il ddl. Gli imprenditori balneari aderenti al SIB/Confcommercio intendono mettere in campo il massimo impegno per perseguire trasparenza e legalità nel nostro territorio”.

Parla anche il responsabile del consorzio dei balneari di Falconara che ricorda quanto le concessioni balneari possano essere a rischio infiltrazioni mafiose e quanto il fatto di essere in concessione a piccoli imprenditori, “gente perbene che lavora ed magari ha anche ipotecato la propria casa” sia alla fine un bene. E sulla questione infiltrazioni mafiose nel settore Arlotti è stato chiaro “presto chiameremo Cantone”. È attesa dunque per questa legge, così come l’intervento del numero uno dell’Anticorruzione.

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