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Minerali provenienti da aree di conflitto: di cosa è fatto il tuo smartphone

Stagno, tantalio, tungsteno e oro. Tutti minerali oggi associati a prodotti della contemporanea alta teconologia, come smartphone, tablet e anche automobili. Ma per la popolazione della Regione dei Grandi laghi, in Africa, si tratta di minerali macchiati da sangue e conflitti. Ecco perché il Parlamento Ue ha votato lo scorso giovedì per far sì che le aziende diventino consapevoli sulle origini dei minerali che importano.

“Il Parlamento Ue ha la responsabilità di interrompere il circolo vizioso tra commercio dei minerali, importantissimi per la nostra industria, e il finanziamento dei conflitti in altre aree del mondo” ha spiegato Iuliu Winkler, relatore del rapporto parlamentare sulla nuova normativa sui minerali provenienti da aree di conflitto.

Origine e destinazione dei minerali provenienti da zone di conflitto – Origine di stagno, tantalio, tungsteno e oro: la nuova normativa si applica a tutte le aree cosiddette di conflitto nel mondo. Tra queste: Repubblica Democratica del Congo e la Regione dei Grandi Laghi sono le più note.

Prodotti coinvolti: apparecchiature tecnologiche, automobili, elettronica, industria aerospaziale, packaging, edilizia, illuminazione, macchinari industriali, etc..

Obiettivi raggiunti dal Parlamento – I negoziati tra gli eurodeputati, il Consiglio e la Commissione Ue sono iniziati nel luglio del 2015 e ad oggi hanno portato al raggiungimento di molti obiettivi importanti.
Rendere obbligatori i controlli per la diligenza dovuta a fonditori, raffinatori e importatori di minerali e metalli. L’unica deroga è prevista per dentisti e aziende di gioielleria di piccole dimensioni.
Il luogo di origine non sarà l’unico indicatore di rischio, gli eurodeputati hanno anche aggiunto la possibilità di compiere indagini supplementari sulle modalità di trasporto in caso di dubbi su uno specifico fornitore.

“Il nostro obiettivo è assicurarci che l’intera catena sia pulita…fino ad arrivare alle società che vendono i nostri cellulari e i tablet” ha chiarito la deputata belga dei socialisti Marie Arena.

Il relatore Iuliu Winkler si è congratulato per il forte supporto dell’aula mostrato nei confronti del proprio rapporto: “E’ un segnale importante, di un’approvazione che abbraccia l’intero spettro politico nel tentativo di arrivare verso una maggiore trasparenza e responsabilità lungo l’intera filiera, che comprende società europee e mondiali operanti nel mercato”.

Prossimi step: smartphone più etici in quattro anni? L’obbligo di diligenza dovuta entrerà in vigore dal 1 gennaio 2021. Gli Stati membri saranno responsabili nell’assicurare che le compagnie europee rispettino i regolamenti.

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