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Usual: l’intervista per “Just Feel Alright”, l’EP di debutto

Mercoledì 15 marzo è uscito “Just Feel Alright”, l’EP d’esordio degli Usual. Il nuovo lavoro è disponibile negli store digitali (iTunes, Google Play, Amazon Music) e sulle piattaforme di streaming (Spotify, Deezer).

Innumerevoli i gruppi che hanno influenzato lo stile degli Usual principalmente contaminato dal movimento indie internazionale e dal British Rock: The last shadow puppets, Blur, Cage the Elephant, The Beatles, Radiohead sono solo alcuni dei nomi che hanno forgiato il background musicale della band, senza dimenticare però, band più underground come The Coral, Tame impala, Mgmt, LCD Soundsystem, Talking heads, The Stranglers, The Hacienda.

La band presenterà dal vivo “Just Feel Alright” con una serie di appuntamenti live. Ecco le date ad oggi confermate:

15.03 Segrate (MI) – Circolo Magnolia
17.03 Trento – Bookique
31.03 Milano – Circolo Agorà
01.04 Rovereto – Smartlab
29.04 Mezzago – Bloom
30.04 Carugate (MI) – Area
01.05 Arco – Cantiere 26

Abbiamo intervistato gli Usual per sapere qualcosa in più del nuovo lavoro e non solo …

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Radio Web Italia. Per chi non vi conosce direi che la prima domanda è d’obbligo: raccontateci come è nato e come si è evoluto il progetto Usual.
Ciao. Allora, ci siamo conosciuti prima come musicisti poi come persone e abbiamo deciso di suonare insieme.
Fin da subito tutti e quattro abbiamo capito che il progetto che saremo andati a sviluppare avrebbe potuto essere una cosa seria.
Sulla base di queste prerogative il nostro impegno nei confronti della nostra personale visione della musica è stato di affrontarla non più come un hobby ma come se fosse un vero e proprio lavoro.
Tuttora siamo immersi a pieno in questa prospettiva.

Perchè Usual? Come è nata l’idea di questo nome? Quali sono i retroscena nella scelta?
All’inizio il nome era “The Usual Suspects” ereditato dalla vecchia formazione. Questo nome però dava troppi riferimenti all’omonimo film anche se in realtà era stato preso da una battuta del film “Casablanca” (Round up the usual suspects). Non ci facevamo comunque troppe domande su questo argomento se non che andando avanti capivamo che nell’immagine collettiva il nome rappresentava già una visione fatta e finita, chiusa. In più la gente, per facilità, ci chiamava Usual. Ecco come è nato, dalla gente che ci chiamava Usual. Per noi è solamente un nome.

Per la realizzazione dell’EP, l’apporto della label è stato fondamentale. Come è nata la collaborazione con la PrimalBox?
Nel maggio 2016 siamo andati a registrare una demo negli studi del Crono Sound Factory di Vimodrone. Fabrizio era il fonico. La cosa avrebbe dovuto finire lì, ma qualche mese dopo Fabrizio ci chiamò interessato e ci propose di collaborare per la realizzazione di Just Feel Alright.

Il 15 marzo è uscito il vostro primo EP. Qual è stato lo spunto che vi ha portato alla realizzazione di “Just Feel Alright”?
Più che uno spunto oseremmo definirla una necessità. Libero flusso creativo che appoggiandosi sul bagaglio musicale di ognuno di noi ha plasmato i quattro singoli all’interno dell’EP.
Crediamo che questo lavoro rappresenti pienamente il nostro punto d’inizio. E’ un biglietto da visita colmo di tutte le nostre influenze musicali ed artistiche. Con Just Feel Alright ci siamo conosciuti ed ognuno di noi ha preso dall’altro ciò che gli serviva.

Quale messaggio volete comunicare attraverso le vostre canzoni?
Adesso che ci chiedi questa cosa ci viene in mente che forse l’EP non giri proprio come avremmo pensato.
ehm…Vogliamo la pace nel mondo… nel senso più generale del termine… e… Si! Davvero!

Quanto tempo avete impiegato alla realizzazione dell’ EP?
Tanto! Ci siamo concentrati molto nella parte di pre-produzione, durata praticamente 4 mesi. Poi per le registrazioni in due settimane abbiamo concluso.

Qualche curiosità su quello che è accaduto durante le registrazioni…
Ne sono successe tante. La più eclatante è stata forse la “scazzottata” avvenuta in fase di registrazione.
Motivo scatenante la rissa è stata la diatriba per un colpo di crash in Blueberries and Wine.
Chetto ha cambiato l’accento del piatto mettendolo in una battuta invece che in un’altra e ci siamo menati. Nel pezzo c’è il colpo “sbagliato”.

Tre aggettivi per definire “Just Feel Alright”.
Boh, a noi piace.

In conclusione, cosa ci dobbiamo aspettare dagli Usual nel prossimo futuro?
Quello su cui stiamo lavorando è impastare nella musica sempre di più le nostre esigenze.
L’obbiettivo è definire sempre meglio il nostro sound attraverso la ricerca e la sperimentazione.
Fondamentalmente Suonare.

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