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Discorso di Antonio Tajani in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma

I leaders del Parlamento europeo hanno partecipato oggi alla celebrazione a Roma in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma. Il Presidente Antonio Tajani ha pronunciato un discorso e firmerà la Dichiarazione di Roma a nome del Parlamento europeo.

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo (fa fede la versione orale):
“In questa sala, il 25 marzo del 1957, è cominciata la nostra grande avventura. Insieme, sedendoci allo stesso tavolo, abbiamo lavorato duramente per uscire dalla trappola dei nazionalismi. Chi era qui quel giorno aveva vissuto l’orrore e le rovine lasciate – per due volte in pochi decenni -, dalle nostre contrapposizioni nazionali. Il sogno di un’Europa unita rappresentava la via per lasciarsi per sempre alle spalle l’incubo della guerra.”

“Insieme, abbiamo lavorato per un mondo più aperto e prospero, con più diritti. Abbiamo contribuito a far uscire dal buio delle dittature tanti paesi del nostro continente.”

“Dobbiamo essere fieri dell’eredità lasciata ai nostri figli: la libertà di viaggiare, studiare, lavorare, intraprendere, innovare. La nostra vocazione all’apertura, allo scambio, ha radici profonde.”

“Garantendo libertà nel più grande spazio economico del mondo, sono stati creati milioni di posti di lavoro. Con la politica di coesione abbiamo lavorato per non lasciare indietro nessuno.”

“Dobbiamo completare questo grande cantiere, liberare tutto il potenziale ancora inespresso, con il mercato digitale, del credito, dell’energia. E non dimenticare mai quale sarebbe stato il costo, non solo economico, della non Europa.”

“Ripulire la facciata non è sufficiente. Servono mutamenti profondi. Veri strumenti per dare risposte alle angosce di chi non trova lavoro, dei giovani che non possono progettare un futuro. Di chi si sente minacciato dal terrorismo, dall’immigrazione illegale. Di chi ci chiede di affermare con forza, fuori e dentro i nostri confini, i valori in cui ci riconosciamo.”

“Per questo, quello di oggi non deve essere un momento di autocompiacimento, un’altra celebrazione retorica. La Dichiarazione che stiamo per firmare è un preciso impegno politico verso i nostri cittadini, sottoscritto da tutti i 27 paesi membri e dai vertici delle istituzioni UE. L’impegno del Parlamento europeo sarà assicurare che questa volontà non resti solo sulla carta.”

“Dobbiamo rilanciare la crescita, attirare investimenti, creare lavoro, rendere l’Europa più giusta e più amica delle imprese.”

“Oggi, in questa sala, dobbiamo anche far ripartire il grande progetto di una difesa comune. E’ il modo migliore per tributare un omaggio concreto ai nostri padri fondatori.”

“Per proteggere i nostri cittadini è indispensabile più fiducia reciproca. Le nostre intelligence, i giudici, le polizie, devono scambiarsi informazioni, lavorare insieme. Così come, per controllare i nostri confini, dobbiamo rafforzare una Guardia Costiera e di Frontiera europea.”

“Insieme, con solidarietà, dobbiamo rendere più efficace il diritto di asilo, riformando profondamente il Regolamento di Dublino. Essere rigorosi nell’accoglienza di chi ha diritto, così come nel respingere l’immigrazione illegale.”

“Per governare un fenomeno epocale, serve una strategia comune che punti sullo sviluppo dell’Africa. Una robusta diplomazia economica.”

“Oggi è una giornata di festa, di orgoglio europeo. (…) Ma dobbiamo riflettere sui nostri errori, cambiare l’immagine di un’Europa astratta, poco efficace. E’ l’unico modo per ridare ai nostri giovani un senso di appartenenza ad un grande progetto. Ridando loro il sogno di un’Europa e di un mondo migliore.”

Per leggere l’intero discorso, clicca qui

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