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Commento di Riccardo Borgo alla nota di agenzia del ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa

“Il ministro ha confermato la sua ampia disponibilità  a discutere ed eventualmente modificare in Parlamento il ddl di delega per la riforma delle concessioni demaniali e la risolutezza di andare al confronto in Europa difendendone  tutti i principi   dopo le decisioni del Parlamento italiano.  Rimane una differenza sostanziale sulla durata del periodo transitorio per il quale confermiamo la nostra proposta di 30 anni. Osservo che il ministro Enrico Costa non parla più di periodo transitorio correlato ai tempi tecnici. Anche su questo punto di fondamentale importanza ci sarà modo di approfondirne  gli aspetti e le  motivazioni in sede di dibattito in Parlamento. Forniremo ai membri delle Commissioni camerali tutti gli elementi per una puntuale e completa valutazione sui contenuti del provvedimento legislativo in itinere”.  

Nota di agenzia stampa del ministro Enrico Costa.

Giovedì inizia il percorso parlamentare della legge delega di riordino delle concessioni demaniali marittime, cioè le spiagge da tempo al centro di una controversia che vede 30mila imprese balneari (la gran parte a conduzione familiare) opporsi ai principi della direttiva Bolkestein del 2006 sui servizi nel mercato interno che obbliga alla procedura di selezione pubblica per l’assegnazione delle concessioni. Lo annuncia il ministro per gli Affari regionali
Enrico Costa, intervenendo all’iniziativa della Cna ‘Spiagge – La riforma delle concessioni’, oggi a Roma.

La delega assegna al Governo un termine di sei mesi per elaborare una revisione della normativa delle concessioni
balneari. “Giovedì inizierà il percorso in Parlamento” della delega “e io spero davvero che ci possano essere tempi brevi- dice Costa- ma anche che nei tempi brevi ci possano essere confronto, dialogo e ascolto delle varie posizioni in campo, e questo a livello parlamentare c’e’ sempre”. Da questo punto di vista “non ho mai detto che il testo che abbiamo scritto e’ blindato- prosegue- però deve essere onesto”. C’e’ chi “mi chiede di scrivere ‘proroga trentennale’ (delle concessioni, ndr), ma come facevamo ad approvare una norma con una tale proroga se la Corte di giustizia Ue chi ha bocciato la proroga al 2020?”, spiega il ministro.

Quindi “ascolterò le proposte” e “si dovrà intervenire sulla delega attraverso i lavori delle commissioni, ai quali
parteciperò – dice Costa- i tempi devono essere stretti perchè se vogliamo approvare la legge e avere tempo per fare i decreti attuativi entro la legislatura, dobbiamo fare in modo che ci sia un dialogo intenso ma sufficientemente contenuto”.

“Stiamo cercando di costruire un’impalcatura. Voglio incontrare le associazioni, ma con proposte tecniche- prosegue Enrico Costa, ministro per gli Affari regionali, parlando all’iniziativa della Cna- con proposte che cerchino anche di tradurre i principi affermati in norme immediatamente applicabili”. Oltre a ciò “avvierò un confronto con l’Europa, ma penso che innanzitutto dovremmo chiarirci le idee, e se avremo un’intesa, se tutti quanti insieme riusciremo a trovare un’impalcatura che regge e che entra nelle maglie che ci ha lasciato la Corte di giustizia europea, e dovremo riuscire a inserirci in quegli spazi”, dice Costa, perche’ “la Corte ha dichiarato illegittima la proroga ma ha lasciato degli spazi”.

Cio’ detto, “sui principi non torno indietro, rispetto l’Europa ma penso che se decidiamo con buon senso e competenza che la nostra impalcatura rispetta i principi europei, a quel punto andremo in Europa con la forza delle nostre proposte”, spiega.

Allora, sottolinea il ministro, “penso si debba procedere con fermezza sui principi, quello sacrosanto e’ che non si può tracciare una riga sull’esperienza, sulla passione, sull’impegno e sugli investimenti che tutti gli imprenditori hanno messo in questi anni, perche’ se l’hanno fatto e’ perche’ c’erano delle leggi dello Stato che hanno fatto loro pensare che ci fosse una prospettiva, una durata, e questo e’ importante”.

“Il legittimo affidamento e’ un tema che sta sul campo- dice Enrico Costa, ministro per gli Affari
regionali, parlando all’iniziativa della Cna- ma va declinato negli spazi che ci sono stati lasciati. Il tema della scarsità
di risorse (se il ‘bene spiaggia’ non e’ considerato scarso sfugge alla Bolkestein e i balneari sostengono che in Italia non lo sia, ndr) e’ un altro tema significativo, e una sentenza del Tar (della Campania sollecitato dal Comune di Pozzuoli, ndr) fa riferimento proprio alle valutazioni che i Comuni possono fare in questo senso, con aree intensamente coperte e altre diverse”.

Insomma, conclude Costa, “gli spazi ci sono e sicuramente c’e’ la disponibilità al confronto”.

 

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