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Convegno “Il mondo come prigione? Carcere, diritti, giustizia” al Maxxi di Roma

Da Monsignor Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura a Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato; da Luca Zevi, architetto e consulente del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria per gli spazi della pena a Giancarlo Paba, Presidente Fondazione Michelucci; da Mauro Palma, Garante nazionale delle persone detenute e private della libertà personale a Stefano Anastasia, Garante dei detenuti della Regione Lazio; e poi docenti universitari, architetti e urbanisti, appresentanti di associazioni.

Sono alcuni dei partecipanti alla giornata di studio dal titolo Il mondo come prigione? Carcere, diritti, giustizia, mercoledì 19 aprile, a partire dalle ore 15:00 (Auditorium del MAXXI, ingresso libero fino a esaurimento posti). Il convegno – introdotto dai saluti istituzionali di Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, e Antimo Cesaro, Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, e al quale è stato invitato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando – è stato organizzato in occasione della mostra Please Come Back. Il mondo come prigione? (al MAXXI fino al 31 maggio 2017), di cui approfondisce alcuni i temi.

Nella mostra, 26 artisti di tutto il mondo raccontano attraverso 50 opere il carcere come metafora del mondo contemporaneo e il mondo contemporaneo come metafora del carcere: tecnologico, iperconnesso, condiviso e sempre più controllato.

Il tema del carcere come luogo fisico sarà al centro del convegno del 19 aprile. “Non si crea sicurezza alzando i muri”, aveva detto il Ministro Orlando in occasione della presentazione della mostra al MAXXI, lo scorso 8 febbraio. E se il sistema penitenziario italiano produce oggi una recidiva che riguarda il 70% dei detenuti, questo significa che il carcere così com’è non mette al sicuro la società. Gli spazi del carcere vanno configurati come sorta di “protesi” della società esterna, dal cui contesto il detenuto deve considerarsi solo “temporaneamente” sospeso, per tornarvi quanto prima a pieno titolo. Il carcere non deve essere più la risposta univoca alla molteplicità di comportamenti che caratterizza il mondo della devianza, ma “extrema ratio”. Maggior sviluppo va dato alle misure alternative alla detenzione, in modo che la maggior parte dei reati non venga più scontata nella segregazione del carcere, ma dentro la società e al servizio di essa.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Prima Sessione, ore 15.00
Saluti istituzionali
Interventi di: Giancarlo Paba, Presidente della Fondazione Michelucci: Il carcere e la città; Marella Santangelo, Università di Napoli: La sperimentazione progettuale in Europa; Lucia Castellano, Direzione esecuzione penale esterna e di messa alla prova del Ministero della Giustizia
Modera Luca Zevi, consulente del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria per gli spazi della pena
Tavola Rotonda: Viviana Ballini, esperta in progettazione partecipata, Ornella Favero, direttrice di “Ristretti Orizzonti”, Ettore Barletta, direttore Ufficio Tecnico Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Modera Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura

Seconda Sessione, ore 18.00
Interventi di: Stefano Anastasia, Garante dei detenuti della Regione Lazio; Mauro Palma Garante nazionale delle persone detenute e private della libertà personale
Tavola Rotonda: Tiziana Coccoluto Vice Capo di Gabinetto Vicario – MIBACT; Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato
Introduce Giovanna Melandri, Presidente MAXXI | Modera Pippo Ciorra, Senior Curator MAXXI Architettura

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