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Kachupa presentano il secondo singolo “Marrakech

La prefazione al libro è firmata da Carlo Petrini, patron di Slow Food e ideatore del progetto “Mille Orti In Africa” a cui verrà devoluto parte del ricavato, e da Gianmaria Testa.

TERZO BINARIO: dopo anni di strade, teatri e palchi, i Kachupa ultimano quello che si può definire il loro lavoro più completo e originale, frutto di una tradizione lontana, con un occhio verso la modernità. Il CD Terzo Binario contiene 13 brani originali, che parlano di viaggi, di musica e danze sotto la luna. Parlano del viaggio più lungo e faticoso, del viaggio dentro se stessi, ma sempre con una buona dose di ironia e con una grande attenzione al ritmo.

Un disco scritto, suonato ed arrangiato dalla stessa band, mixtato da Carlo Miori presso Only Music Studio di Bruino e masterizzato da Steve Fallone presso lo Sterling Studio di New York. Il brano El Chupitero vanta la collaborazione di Roy Paci.

Il secondo singolo estratto da Terzo Binario èMarrakech Questa canzone nasce nei mercati di Vucciria e Ballarò (Palermo), ispirata dal vociare confuso e vero della vita all’interno di un mercato; il mercato che mette in circolo le idee quando c’è anche l’umano, quando c’è la parola.I sempre più grandi  centri commerciali rendono tutto è uguale, inscatolato, catalogato e inodore. Qui c’è il silenzio orrido dell’individualismo; gli scaffali del benessere diventano muri freddi e impenetrabili. Non si parla più, se non per dire “grazie” e “buona sera” o “arrivederci”. Addio pensionata parola, meraviglioso logos metafisico; “benvenuta” maledetta bestia del consumo.Il mercato della piazza e delle strade è invece un vociare: forte, confuso, a volte stupido: ma quanto è umano!Viva l’Italia delle piazze, viva il foro e viva l’agorà!In questi luoghi affondano le radici delle nostre relazioni.

Viva il mercato che mantiene le diversità, che tiene vivi i profumi e gli odori, senza condizionatori e omologazioni. Viva il mercato della gente, viva la voce popolare: questa è l’integrazione che dobbiamo salvare. Questa è la democrazia che nessuno ci deve rubare.

SE LA TARTARUGA S’ABBRONZA: l’idea di scrivere un libro che racconti la straordinaria storia della band Kachupa nasce dall’esigenza profonda dei suoi membri di comunicare il fermento di idee che stanno dietro le loro musiche ed il loro particolare modo di fare musica.

Il libro, organizzato in capitoli scritti da ogni componente della band o da persone che hanno partecipato attivamente al progetto Kachupa, ripercorre le tappe più significative di questa band, nata alcuni anni fa da un sogno avuto in Africa da Davide Borra, musicista classico diplomato al Conservatorio, che suonando insieme alla gente di uno sperduto villaggio africano intuisce il grande valore della musica come linguaggio universale che mette in relazione in modo unico e straordinario persone anche molto diverse tra di loro. Davide sogna di fondare una band che faccia di nuovo risuonare nelle piazze del mondo quel brivido di relazione e di umanità vissuto a Capo Verde.

Lo stesso anno Davide partecipa ad un concorso internazionale di musica nei pressi di Verona e conosce la pianista bulgara Lidiya Koycheva, figlia di Neno Koychev, noto musicista dei balcani. I due si innamorano ed insieme ad altri tre ragazzi formano una band che viene battezzata con un nome significativo: Kachupa, il piatto tipico e unico di Capo Verde, quel villaggio africano da cui era sorto il sogno, fatto di un miscuglio di alimenti diversi, semplici e naturali.

Il leit motiv del libro è il DNA del gruppo: integrazione, relazione, rispetto delle diversità culturali e rispetto dei ritmi della natura interna ed esterna all’uomo.

Non manca una puntuale introduzione sui valori fondanti della band, ancorati al patrimonio filosofico e culturale di riferimento, utilizzando un linguaggio sobrio e divulgativo, ma concettualmente ben fondato. Si spazia da Bergson ad Heidegger fino ad arrivare al noto sociologo Bauman, solo per citarne alcuni.

Anche vari aneddoti coloriti e molto divertenti sulle vicende vissute dalla band: dalle tournée in giro per l’Italia e all’estero, suonando nelle piazze e nelle strade, fino ad arrivare ai grandi concerti su palchi importanti non solo in Italia ma anche all’estero. Leggendo il libro ci si divertirà molto, spaziando dalla vita estiva sui furgoni alla finale delle selezioni di Sanremo alla condivisione del palco con artisti come Vinicio Capossela, Eugenio Bennato, Modena City Ramblers, Casinò Royale, etc. Un percorso ricco di soprese, di affetti, di vita vissuta facendo comunità, fratellanza e integrazione.

Un libro che la Kachupa ha sentito profondamente di dover scrivere per i suoi già numerosi fans e, soprattutto, per farsi conoscere da chi ancora non li conosce e intende sposare, insieme a loro, la causa dell’integrazione, della comunione contribuendo da protagonista a dare un nuovo volto alla globalizzazione. A cominciare dalla musica.

I motivi che legano Kachupa e Slow Food sono molteplici, tutti riconducibili alla grande coerenza e convergenza di ideali, principi e obiettivi. Lo stesso nome della Band, Kachupa, è un piatto tipico africano, di Capo Verde, che mischia più ingredienti per ottenere un sapore originale e inimitabile.

La Kachupa è un piatto tipico di Capo Verde (Africa) con verdura, frutta, legumi, cereali e pesce,ingredienti poveri ma ricchi di vitamine e di vita! L’energia Kachupa nasce da questa semplicezuppa, simbolo di semplicità e di amore verso la natura.La Kachupa Folk Band nasce come band di strada, e di strada ne ha mangiata davvero tanta in giro per l’Europa! All’inizio c’era un piccolo carretto sul quale il batterista suonava cassa e pentole e ilresto della band suonava intorno alla carovana! Questo carretto magico ha fatto vendere circa5000 cd alla band in Italia e Francia. Iniziano a poco a poco ad arrivare e-mail di gente che vuole iKachupa alle varie feste di paese, matrimoni, vendemmie e via dicendo! Così la band decide dientrare in uno studio di registrazione e fare un cd vero dal titolo “GABROVO EXPRESS”, discomolto fortunato perché dopo pochi mesi viene premiato da RADIO POPOLARE Network al MEI diFaenza come miglior disco autoprodotto del 2006. Nel maggio 2006 Gabrovo Express esce inedicola in allegato alla rivista “World Music Magasine”, l’energia Kachupa aumenta e la band iniziaa suonare in prestigiosi festival e rassegne dividendo il palco con importanti artisti quali, EUGENIOBENNATO, TULLIO DE PISCOPO, MODENA CITY RAMBLERS, CASINO ROYALE , ALBANO, EUGENIOFINARDI, VINICIO CAPOSSELA, MAU MAU fino a suonare alla Notte della Taranta 2010 comevincitori del concorso “NOTE PER LA NOTTE” .Nel frattempo la Kachupa Folk band partecipa alla trasmissione “quelli che il calcio” condotta daSimona Ventura su Rai2, poi partecipa alla trasmissione “I Raccomandati” condotta da Carlo Contisu Rai 1! Nonostante i continui successi i Kachupa han continuato a fare spettacoli in strada pernon perdere la magia dell’arte di strada…dove gli spettacoli diventano fiabeschi e talvolta surreali.Nel 2011 esce un disco di svolta della band, 12 brani originali che raccolgono la loro storia, i viaggi,le feste vissute. Un disco pieno di energia Kachupa, dove i testi sono rivolti alla coscienza, allaragione a volte all’altra parte di noi stessi, senza la quale una ragione non ci sarebbe.In ottobre vincono il premio Sanremo Village 2011 e in dicembre arrivano ad essere anche  vincitori di“CartaSI Area – Sanremo 2011”.Nel 2012 vengono proclamati THE ABSOLUTE 2012 vincendo il primo premio dell’ “Inedited WorldMusic Festival” di Rimini e la collaborazione a Londra negli studi di BLUEY MAUNICK, chitarristafondatore e produttore della band internazionale INCOGNITO. Inoltre nello stesso anno arrivano ad essere i vincitori dell’UMBRIA MEI FOLK CONTEST 2012.Un nuovo treno Kachupa è pronto per partire, toccare nuovi luoghi, culture, gente…per mescolarsi insieme e far nascere l’Energia Kachupa, un miscuglio unico e divertente dimusica e magia, da mani che sudano e si consumano sui tamburi, sulle corde, sugli strumenti.

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