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Il Grido: l’intervista per l’omonimo album d’esordio

Un’identità ben precisa che spinge forte sulle distorsioni restando in equilibrio tra raffinatezza e noise, combinandosi all’ impatto del rock declinato in diverse sfumature. Queste sono le caratteristiche dell’ omonimo album della band alternative rock romana de Il Grido. Il disco è frutto di un lungo lavoro di ricerca da parte del gruppo, che sente di dover fare un passo avanti rispetto al primo EP, uscito nel 2013.

Abbiamo scambiato due battute con la band de Il Grido. Ecco cosa ci hanno detto.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Radio Web Italia! Iniziamo dal principio. Come nasce il progetto de Il Grido?
Ciao, bentrovati!
Il Grido nasce dalla passione che abbiamo in comune per il rock. Siamo cresciuti ascoltando dischi di artisti che diventavano amici sconosciuti, delle guide. La rabbia che mettevano in quelle canzoni diventava un rifugio per la nostra, ci siamo rispecchiati in quell’ insoddisfazione. Di conseguenza ci viene spontaneo esprimerci in quel modo, ci siamo lasciati contagiare e ora cerchiamo di essere contagiosi.

Parlando del vostro omonimo album d’esordio. Che atmosfera si respira in questo nuovo lavoro discografico?
C’è un’ atmosfera fibrillante, elettrica, non solo dal punto di vista delle chitarre. E’ un disco che ribolle d’ inquietudine, è molto tirato e con qualche breve attimo di respiro. E’ ottimo da ascoltare in macchina col volume a palla, urlando i ritornelli durante i sorpassi! C’è dentro molta rabbia, che non vuole rimanere frustrazione stagnante, ma vuole mutare in energia.

C’è qualcosa in particolare che volete comunicare con questo album?
Abbiamo cercato di essere autentici il più possibile mentre scrivevamo i pezzi. Forse perchè sentivamo il bisogno di un messaggio autentico nella musica, cosa che oggi troviamo raramente. Abbiamo cercato anche di provocare, di scuotere un pò i cervelli addormentati, piuttosto che fare intrattenimento fine a sè stesso. Anche qui, cosa che nella scena italiana di oggi non sentiamo fare quasi a nessuno.

Quali sono stati i momenti di maggior soddisfazione durante le sessioni di registrazione?
Riuscire a riprodurre i suoni che avevamo in mente, che avevamo prima abbozzato nelle demo, e poi sviluppato insieme in sala prove e nella pre-produzione. Le idee che registri a casa col tuo pc possono anche essere interessanti, ma in studio i suoni diventano giganti, ti travolgono.
E non vedi l’ ora di far ascoltare quello che hai realizzato a chiunque.

Qualche curiosità su quello che è successo durante le registrazioni?
Beh, durante le registrazioni è iniziata la maledizione della pedaliera di Andrea (chitarra).
Ha iniziato ad avere problemi il primo giorno in cui abbiamo iniziato a incidere le chitarre.
E dopo interi mesi, dopo aver cambiato pedaliere e settaggi, i problemi sono rimasti.
Praticamente ad ogni concerto Andrea deve rifare da capo in circa mezz’ ora il suono che impiegato settimane a trovare in studio. E’ fantastico. Tutto ciò dà un tocco di epicità ad ogni live.

Due aggettivi per descrivere il vostro disco?
Grezzo & Arrogante.

Cosa ne pensate della scena musicale attuale? Cosa salvereste e cosa cambiereste?
E’ una domanda che ci sentiamo fare molto spesso. Forse questa è una scena che lascia perplesse molte persone. Forse dopo decenni passati a cercare rivoluzioni mai vinte, gli artisti sono stanchi. Sembra che vogliano solo ridere, di tutto. E i ragazzi li seguono, anticipano la disillusione degli adulti. Solo che così non si crea nessuna sub-cultura, nessuna alternativa, nessun movimento. Ed è un peccato, perchè in questo momento l’ Italia ha un numero di Festival importanti che forse non ha mai avuto in passato, c’è più possibilità di aggregazione, di far circolare le idee. L’ unico problema è che mancano proprio le idee.

Prossimi progetti?
Abbiamo alcuni appuntamenti importanti per questa estate che devono ancora essere ufficializzati. Seguiteci sul sito www.ilgridoofficial.com e su www.facebook.com/ilgrido.band per rimanere aggiornati!

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