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Mostra. Due giorni bresciani per Steve McCurry

Sabato 8 e domenica 9 luglio, Steve McCurry sarà a Brescia. Per una visita a “Leggere”, la grande mostra di sue opere dedicate al tema della lettura e dei luoghi della lettura, allestita in Santa Giulia. Ma anche per conoscere la città, i suoi luoghi e per incontrare i suoi estimatori.

McCurry è una star del mondo della fotografia. Molte sue immagini sono diventate icone universali. Tanto che è ormai comune vedere, nelle strade della vecchia Europa, dei “Madonnari” impegnati a trasporre su strade e piazze, con i loro gessetti, accanto all’immagine di qualche Madonna di Raffaello, la “Monna Lisa afghana”, la ragazza dagli occhi verdi e il velo, col mantello color ruggine, di McCurry. Testimonianza esplicita di una popolarità che ha traguardato da tempo i limiti del mondo della fotografia.

Pochi, pochissimi, sono oggi i fotografi la cui fama è paragonabile a quella di Steve McCurry, soprattutto in Italia.
McCurry è un artista che ha definito le caratteristiche fondamentali del reportage moderno.

Sulla sua carriera e sul successo dei suoi scatti indimenticabili, c’è poco da aggiungere, numerosissime le mostre in giro per il mondo e ancora più numerosi i riconoscimenti a livello internazionale.

Dell’interesse che ogni sua mostra solleva, in ogni città dove le sue opere sono pesare, è confermata anche da “Leggere” che è a Brescia sino al 3 settembre, in prima mondiale.

La rassegna di sue immagini allestita negli spazi del Complesso di Santa Giulia, presenta circa 70 fotografie che ritraggono persone da tutto il mondo assorbite nell’atto intimo e universale del leggere. Le persone sono catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportare le persone in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. Dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’ Asia orientale, dall’Afghanistan all’Italia, dall’Africa agli Stati Uniti: immagini vibranti e colorate documentano i momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.

Fortissimo nel lavoro di McCurry è il fascino per i volti della gente comune, in strada o tra la folla, lontano dalla realtà dello studio dove si eseguono ritratti posati con luce artificiale.

Steve McCurry incontrerà i suoi estimatori presso l’Auditorium del Museo di Santa Giulia sabato 8 luglio alle ore 18.00 per una dialogo in diretta con il giornalista e fotografo Roberto Cotroneo e sarà una esperienza davvero memorabile. L’uomo è, oltre che un grande fotografo, un affascinante affabulatore. Il suo racconto fa entrare l’ascoltatore dentro i mondi e le situazioni che le sue immagini hanno saputo cogliere in modo potente. Ma c’è qualcosa che i soli scatti non possono comunque comunicare: la vita e le avventure professionali che si nascondono dietro alla carriera lunghissima di McCurry. E incontrarlo sarà una imperdibile occasione per svelarle. Così come essere resi partecipi dei suoi programmi per il futuro: camminare ancora per le strade del mondo scattando fotografie.

Steve McCurry. Leggere è curata da Biba Giacchetti e per la parte letteraria da Roberto Cotroneo ed è un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Non solo McCurry, però. Domenica 9 luglio alle ore 19.00 al MO.CA avrà luogo infatti la premiazione dei vincitori del primo Premio Mario Dondero di reportage contemporaneo.

Selezionate tra circa 800 immagini pervenute da tutta Italia, le fotografie prescelte dalla giuria composta da Maddalena Fossati Dondero, Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Renato Corsini, Gianluigi Colin e Walter Guadagnini, che sraranno anche protagonisti di una presentazione pubblica, verranno esposte in una mostra che si inaugura contemporaneamente alla premiazione.

Nell’esposizione saranno presenti anche gli scatti più significativi del grande maestro ed una serie di circa 30 ritratti eseguiti allo stesso dagli amici fotografi che così intendono rendergli omaggio.

Il premio Mario Dondero che ha come traccia indicativa il tema “dalla parte dell’uomo”, sponsorizzato da Planet Vigasio nell’ambito del Brescia Photo Festival, vuole anche essere un momento di indagine e riflessione sul contesto nel quale si muove la fotografia contemporanea di reportage sociale.

Al grande fotoreporter è infine dedicato l’appuntamento di mercoledì 5 luglio al cinema Nuovo Eden dove verrà proiettato il film “Calma e gesso”, di Marco Cruciani, un percorso di quasi cinque anni trascorsi al fianco del fotografo seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, premiazioni, eventi vari e semplici passeggiate.

Un tragitto di pensieri e di azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e mondiale vissuto in prima persona e in prima linea dagli anni ’50 ad oggi.

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