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Rifugiati. Dichiarazioni di Marco Affronte, Ska Keller ed Eva Joly

I Ministri degli Interni Europei si incontreranno domani per discutere di un piano d’azione che pretendono possa aiutare l’Italia con i migranti. Il piano allontanerà ancora l’Europa da una vera risposta alla crisi nel Mediterraneo, spostando il problema sulla Libia, e imporrà un codice di condotta alle Organizzazioni Non Governative che aiutano i migranti in mare. Il piano è basato sulle richieste dei Ministri degli Interni Italiano, Francese e Tedesco. Come risposta tre Europarlamentari del Gruppo Verdi/ALE, italiano, francese e tedesca criticano assieme questa pericolosa iniziativa.

Ska Keller, Presidente del Gruppo Verdi/ALE ed Eurodeputata tedesca – “Il piano d’azione è un fallimento politico. Invece di rispondere alla chiamata dell’Italia per una solidarietà europea a farsi carico di rifugiati e migranti, i Ministri degli Interni stanno allontanando il problema, spostandolo in Libia.
Pompare più soldi europei in Libia non farà altro che riempire le tasche delle milizie e mettere migranti e rifugiati ancora più a rischio di abusi. Non sortirà alcun effetto per risolvere la crisi umanitaria del Mediterraneo.”

Marco Affronte, Eurodeputato italiano del Gruppo Verdi/ALE –  “Con la richiesta di un codice di condotta per la ricerca e il salvataggio da imporre alla ONG, i Ministri degli Interni stanno vergognosamente alimentando una campagna che infanga i volontari che salvano vite umane. Tutte le missioni di salvataggio, incluse quelle private, sono già all’interno della Convenzione Internazionale per la Sicurezza della Vita in Mare. Invece di attaccare le ONG, gli Stati Membri dovrebbero concentrare la propria attenzione sulla Guardia Costiera Libica e sulle accuse che la vogliono coinvolta direttamente nella tratta dei migranti e nell’assassinio di alcuni di loro.”

Eva Joly, Eurodeputata francese del Gruppo Verdi/ALE – “Usare le ONG come capro espiatorio non risolverà la crisi. Il vero problema è il fallimento dell’Europa nel trovare una soluzione alla crisi umanitaria nel Mediterraneo. L’Europa ha i confini più mortali del mondo con circa 3 migranti morti su 100, annegati nel Mediterraneo. Gli Stati Membri dovrebbero impegnarsi in una flotta di salvataggio congiunta, e assicurare più passaggi sicuri ai rifugiati. Dovrebbero smetterla di bloccare la sempre più urgente riforma dell’Accordo di Dublino e accordarsi perché ogni Stato si prenda le proprie responsabilità sui migranti e i richiedenti asilo.”

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