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Mareggiata. Balneari costretti a rimuovere intere file di ombrelloni

Prime file di ombrelloni nell’acqua negli stabilimenti vicini a Pescara. Colpa di Regione e Comune, i lavori sulla spiaggia effettuati troppo tardi.

Siamo solo al 19 luglio, ma la stagione estiva pare già compromessa per diversi balneari di Francavilla che hanno la concessione al confine con Pescara, nella zona di contrada Pretaro. Come temevano, dopo le violente mareggiate di gennaio, il ripascimento di soli seimila metri cubi su tutto il litorale francavillese a fronte di un’erosione che provocò una perdita di circa 30mila metri cubi, non è servito a difendere la costa che si è trovata nuovamente disarmata alla prima mareggiata estiva.

L’acqua è tornata a lambire gli stabilimenti balneari e ha fatto anche riemergere le scogliere che erano state sotterrate a una profondità di due metri. La conseguenza è che diversi balneari si sono trovati costretti a rimuovere intere file di ombrelloni, visto che gli stessi erano finiti dentro l’acqua. Non avere più ombrelloni e palme si traduce nel perdere clienti e dunque reddito, in un settore nel quale si lavora solo in questi mesi. Sotto accusa le istituzioni che avrebbero dovuto prevenire: Regione e Comune di Francavilla.
Come ricordano i balneari della fascia di litorale al confine con Pescara questa è la terza estate che vivono con le medesime problematiche.

“Adesso, sottolinea Riccardo Padovano del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio, bisogna che il sindaco ci faccia conoscere il preliminare del progetto Ricama per l’installazione dei pennelli con i 950mila euro finanziati dalla Regione; questa mareggiata ha messo in ginocchio gli stabilimenti, se avessimo mantenuto la seconda fila di scogli forse ci saremmo salvati. Non ci aspettavamo questa mareggiata così violenta. Abbiamo chiesto di intercettare per Francavilla una porzione dei 330mila metri cubi del porto di Ortona da sversare in mare nella parte interna delle scogliere”. (fonte SIB)

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