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Save the Children firma il Codice di Condotta delle ONG proposto dal Ministero dell’Interno

Save the Children ha firmato il Codice di Condotta delle ONG proposto dal Ministero dell’Interno, impegnandosi ad aderirvi nel rispetto della propria procedura internazionale di “Safety and Security”, volta alla sicurezza e salvaguardia dei beneficiari e dello staff in tutte le attività di programma ovunque nel mondo.

“Le attività di ricerca e salvataggio in mare della Vos Hestia, sin dall’inizio delle operazioni nel 2016, si sono svolte con modalità operative corrispondenti alla gran parte delle indicazioni contenute nel testo del Codice di Condotta – ha commentato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children – La decisione di firmare è arrivata dopo una valutazione all’interno dell’Organizzazione, a livello nazionale e internazionale, ed è unicamente dettata dalla volontà di garantire continuità alle operazioni di salvataggio, in modo trasparente e ristabilendo il giusto clima di fiducia e collaborazione”.

Save the Children monitorerà costantemente che l’applicazione del nuovo Codice di Condotta non ostacoli l’efficacia delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare da parte delle ONG.

L’organizzazione, inoltre, segue con attenzione, in questi giorni, l’evolversi dello scenario internazionale, in particolare in merito alla concretizzazione degli accordi tra Italia e Libia e auspica che il rispetto della vita e dei diritti umani fondamentali, in particolare quella dei bambini e adolescenti, in fuga dalla Libia, sia sempre considerato prioritario rispetto a qualsiasi altra valutazione di carattere politico da parte degli Stati.

Siamo rammaricati del fatto che non si siano create le condizioni necessarie per l’adesione di tutte le ONG al Codice di Condotta, ma esprimiamo il pieno rispetto per tutte le posizioni espresse sulla base delle diverse identità e prassi. Confermiamo, infine, l’impegno alla maggiore collaborazione possibile con tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti nelle operazioni, al fine di garantire la massima protezione alle persone in pericolo e soprattutto alle più vulnerabili, come i bambini. L’imperativo assoluto rimane quello di salvare le vite umane in mare.

Save the Children lavora a supporto dei minori migranti e rifugiati, intervenendo nei paesi di partenza, transito e destinazione, con attività di assistenza sanitaria e legale, mediazione culturale, distribuzione di cibo, abiti e kit igienici. In Italia, in particolare, visto il continuo arrivo via mare di bambini e adolescenti soli, l’Organizzazione ha concentrato le attività dapprima sull’Isola di Lampedusa e in seguito nelle regioni Sicilia, Puglia e Calabria, lavorando affinché i bambini in fuga verso l’Europa siano considerati prima di tutto bambini e ricevano un’adeguata accoglienza.

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