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“I Tell A Fly” il nuovo album di Benjamin Clementine, in tutti i negozi dal 29 settembre

È uscito venerdì 29 settembre in tutto il mondo “I TELL A FLY” (Virgin EMI/Capital Records), il nuovo atteso album di BENJAMIN CLEMENTINE, cantante, autore e poeta inglese (ma francese d’adozione) tornato sulla scena discografica dopo lo strabiliante debutto, due anni fa, con l’album “At Least For Now” (album del 2015 che gli è valso un Mercury Music Prize).

Tra i due album tante date live in tutto il mondo e la collaborazione con i Gorillaz in “Hallelujah Money”.

Questa la tracklist del Nuovo lavoro discografico: “Farewell Sonata”, “God Save The jungle”, “Better Sorry than Safe”, “Phantom of Aleppoville”, “Paris Cor Blimey”, “Jupiter”, “Ode From Joyce”, “One Awkward Fish”, “By The Ports of Europe”, “Quintessence”, “Ave Dreamer”.

In “I TELL A FLY” vediamo Benjamin utilizzare la sua storia personale come un prisma attraverso il quale guardare il mondo attorno a sé (cercando di dare un senso a se stessi e al mondo), cercando di esplorare musicalmente nuovi territori mantenendo però un legame di sangue con se e la propria musica così da non rischiare che qualcuno possa confonderla con il lavoro di altri.
Il risultato è un album pieno di compassione ed empatia, arrabbiato, critico e satirico.

“I TELL A FLY” si apre con “Farewell Sonata”, brano che racconta di qualcosa che finisce e della promessa di nuove possibilità.

“God Save The Jungle”, nel frattempo, ha le sue radici nella desolata realtà di un campo di Calais, e
suona ironicamente sul tema nazionale inglese, mentre il primo singolo “JUPITER”, scritto in America abbraccia un più universale senso di disadattamento (dove nessuno è salvo).
Con questo brano Clementine è salito sul palco del programma della BBC Later… with Jools Holland regalando al pubblico una esibizione carica di emozione https://youtu.be/a-_IIkVoV-s.

In altri luoghi come “Paris Cor Blimey” troviamo rime semplici, infantili che si trasformano in cupe raccontando dei recenti fatti di Parigi mentre in “Better Sorry Than Safe” e in “Quintessence” troviamo una risposta per quelli che ci lasciano e per quelli che rimangono indietro.

Quello che emerge in “I TELL A FLY” è una rivendicazione efficace di una narrativa estranea, un luogo dove tutti siano i benvenuti come si può vedere dalla chiusura del disco dove tutti i personaggi si ritrovano insieme per “Barbarians are coming!/Dreamers stay strong! (il piano di “Ave Dreamer”)”.

In ogni sua parte “I TELL A FLY” mostra da una parte di espandere gli orizzonti musicali e dall’altra di riflettere non solo l’amore di una vita verso i classici impressionisti come Erik Satie ma anche un interesse in aumento verso l’elettronica (in particolare verso il pioniere Isao Tomita).

“Album come “Snowflakes Are Dancing” – di Isao Tomita – mi fanno pensare alla musica classica che ho ascoltato da bambino, forse è così che i compositori volevano scrivere, ma non potevano, essendo limitati al piano”. Qui invece per Benjamin il focus non è limitato dato che Clementine non solo scrive e suona ma canta e ha anche prodotto l’intero disco.

Il primo brano che ha anticipato questa uscita “PHANTOM OF ALEPPOVILLE” era accompagnato da un video girato dal fotografo Craig McDean e dalla filmaker Masha Vasyukova.

Clementine ha composto “Phantom of Aleppoville” dopo essere stato colpito dalla scrittura del pioniere inglese della psicoanalisi Donald Winicott.

Winicott ha scritto molto sui bambini che vivono l’esperienza del bullismo, a casa e a scuola, scoprendo che ovviamente il trauma non può essere messo a confronto con quello subito da chi vive una situazione di guerra ma gli effetti seguono uno schema simile.

Clementine, che nei testi di Winicott ha trovato risposte alle esperienze vissute nella sua infanzia, racconta: “Aleppoville è un luogo dove molti sono vittime di prepotenza ma nessuno comprende o vede il perché”.

Mentre il suo disco di debutto “At Least For Now” guardava dentro e fuori di sé, il nuovo disco “I Tell A Fly” guarda avanti e verso il mondo, verso una realtà che sta cambiando, un mondo che combatte sfide antiche e si scontra con risposte individuali.

“Quando penso a me stesso penso ad un Alieno. Sono un vagabondo. Nella maggior parte dei posti dove sono stato sono sempre stato il diverso. Per questo ho iniziato a pensare alla storia di una coppia di uccellini, innamorati: uno ha paura di andare avanti e l’altro si sta assumendo il rischio di vedere cosa accadrà”.

Clementine, amato specialmente per le sue performance live sempre cariche di emozioni, è impegnato in una serie di concerti che lo porteranno in Europa e Stati Uniti (il 5 ottobre infatti si esibirà alla Carnegie Hall di New York) fino a fine anno.

Queste le date del tour:
5th Oct Carnegie Hall, New York, US
2nd/3rd Nov Iceland Airwaves, Reykjavik, Iceland
12th Nov The October Palace Kiev, Ukraine
13th Nov Izvestia Hall Moscow, Russia
15th Nov The Hall Compensa Vilnius, Lithuania
16th Nov MTP2 Hall Poznan, Poland
18th Nov Elbphilarmonie Hamburg, Germany
19th Nov Philharmonie Munich Munich, Germany
20th Nov Köln Philharmonic Hall Köln, Germany
21st Nov Berlin Philharmonie Berlin, Germany
22nd Nov Konzerthaus Dortmund Dortmund, Germany
25th Nov Cirque Royal Brussels, Belgium
27th Nov Philharmonie Luxembourg Luxembourg
28th Nov De Doelen Rotterdam, Netherlands
30th Nov Dome Concert Hall Brighton, UK
1st Dec Birmingham Town Hall Birmingham, UK
3rd Dec O2 Academy Leeds, UK
4th Dec The Ritz Manchester, UK
5th Dec Brixton Academy London, UK
6th Dec The Sage Gateshead Gateshead, UK
8th Dec Colston Hall One Bristol, UK

Nel 2013 Benjamin Clementine, una stella apparentemente uscita fuori dal nulla, arrivò sulle scene internazionali e il mondo si trovò davanti ad un giovane uomo spinto a cantare ed esibirsi dalla disperazione, capace di uscire da quella situazione di difficoltà grazie ai suoi studi classici e ad una unicità che lo ha reso uno degli artisti più convincenti degli ultimi anni.

Tutto ha avuto inizio quando Benjamin Clementine si ritrovò protagonista di una eccezionale serata del “Later… With Jools Holland”, lo show musicale più famoso della Bbc, dove sul palco quella sera si davano il cambio artisti come gli Arctic Monkeys, gli Earth, Wind & Fire e Paul McCartney.
Dopo quell’esibizione è nato un coro entusiastico sui social media che hanno continuato a scrivere per giorni “È nata una stella” oppure “Nina Simone reincarnata… in un uomo!”.

Benjamin Clementine ha 27 anni, è nato a Londra e si definisce un espressionista più che un cantante. Le canzoni che compongono il suo disco di debutto del 2015 “At Least For Now” hanno raccontato il suo mondo fatto di difficoltà e contraddizioni (da un passato turbolento si trova oggi ad avere a che fare con un presente inatteso) ma anche di romanticismo e poesia.

Appassionato di musica, letteratura e poesia a 19 anni lascia la sua città natale, Londra, e arriva a Parigi dove, solo e senza conoscere nessuno, inizia a chiedere l’elemosina per strada e nella metropolitana per poter sopravvivere. L’incontro con un agente discografico gli ha permesso di iniziare la sua carriera discografica.

Una carriera che ha regalato a Clementine un Mercury Prize in Gran Bretagna e il premio come Best New Act’ honours at Les Victories de la Musique in Francia. Ma non solo, negli Stati Uniti Clementine ha conquistato la copertina del New York Times intervistato da David Byrne e si è esibito in programmi come il Tonight Show Starring Jimmy Fallon.

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