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Arte Ribelle. Opere collezione Cesare Marraccini in mostra a Fano

“Marraccini si è distinto per la sua incrollabile fede nel nostro lavoro, delle sue scelte estetiche, ideologico-poetiche fatte nel furore ideale degli anni 70, una onda lunga che si è propagata fino ai nostri giorni”, ricorda Paolo Baratella. “La sua assenza ha chiuso l’epoca dorata in cui il sentimento nei confronti dell’arte, fatto di entusiasmo e di adesione alle motivazioni intellettuali e spirituali, costituiva il tessuto connettivo tra artisti e fruitori anche in assenza di reali vantaggi commerciali. Dico grazie al profeta sorridente”.

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto” appare giusto e storicamente importante rivisitare – e rivalutare – tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni settanta.

Con il titolo emblematico di “Arte ribelle”, Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, responsabili delle Gallerie del Credito Valtellinese hanno scelto di indagare quel particolare momento artistico.

“Se la Francia – affermano i due direttori – ha celebrato la sua “Figuration Narrative” con una mostra al Centre Pompidou (maggio 2008), è giusto che Milano – cuore della protesta studentesca e operaia italiana – faccia altrettanto con gli artisti e anche coi semplici illustratori, che furono testimoni attivi di quella stagione, e che costituirono un esempio importante, duraturo e linguisticamente non secondo a nessuno nell’Europa di quell’epoca”. Partendo da questi presupposti, il progetto “Arte ribelle” è partito il 12 ottobre proprio da Milano – con grande successo di pubblico e critica – presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese efettorio delle Stelline, e approderà a Fano con una selezionata retrospettiva sugli artisti protagonisti di quel momento storico e sociale. Dal prossimo 6 dicembre 2017 al 25 febbraio 2018, alla Galleria Carifano in Palazzo Corbelli di Fano, la seconda tappa del progetto prenderà forma attraverso la persona di Cesare Marraccini, “il profeta sorridente”, protagonista, nella sua veste di collezionista e amico di molti artisti, di quell’Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta.

Per la prima volta il meglio della sua importante collezione viene proposto in un’unica mostra. Ad essere “svelate” in Palazzo Corbelli sono 50 opere di artisti quali Paolo Baratella, Giuseppe Guerreschi, Sergio Sarri, Ercole Pignatelli, Luca Alinari, Titina Maselli, James McGarrell, Gerard Tisserand, Rod Dudley, Carlos Mensa, Sergio Fergola, Augusto Perez, Renzo Vespignani, Valeriano Trubbiani, Antonio Recalcati, Giacomo Spadari, Umberto Mariani, Guido Biasi, Sergio Vacchi.

Se la Pop italiana matura dopo la famosa Biennale di Venezia del ’64, proponendo una versione molto personale e intima dell’omologo movimento americano e internazionale, la Nuova Figurazione svilupperà il suo apice produttivo nel decennio 1965-’75. Ne propone però una versione più polemica e politicizzata, che attinge i propri mezzi espressivi dalla ‘comunicazione visiva’ delle manifestazioni di piazza e di fabbrica, dai tazebao del ’68 universitario e dai cortei che attraversano il Paese in tutte le direzioni

Cesare Marraccini e’ stato venditore di sementi nei mercati, marinaio, commerciante. La passione per l’arte è nata poi dalla frequentazione di un gruppo di pittori abruzzesi, e successivamente dalla consuetudine con le romane gallerie Ciack, Babbuino, Studio Condotti, Fante di Spade e con Crispolti e Duilio Morosini e poi con Ragghianti, Del Guercio, Vespignani, Trubbiani e Titina Maselli. Un punto di svolta è stato il suo legame con il gruppo di artisti milanesi; “Da sempre era rimasto colpito dall’opera di Baratella con il quale ha stabilito nel tempo rapporti di stretta amicizia, ricorda il figlio…… Tramite Paolo Baratella sono arrivati Spadari, De Filippi, Sarri e Mariani e tanti altri”. “
La mostra è corredata da un ricco catalogo per la cura di Marco Meneguzzo, con testi di Roberto Saibene, Enrico Morteo, Francesca Caputo, Matteo Guarnaccia, edito per l’occasione dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, con la completa rendicontazione delle opere esposte nelle due mostre, arricchita da voci, interviste ai protagonisti e inserti inediti con le ristampe anastatiche di label, progetti e fanzine della controcultura.

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