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Una politica agricola comune più semplice ed equa

Una riforma della PAC, che rafforza il potere contrattuale degli agricoltori e introduce strumenti più adatti a fronteggiare possibili crisi, è stata approvata in via definitiva martedì.

La riforma della politica agricola comune (PAC) già concordata con i governi UE è approvata con 503 voti in favore, 87 voti contrari e 13 astensioni, entrerà in vigore l’anno prossimo.

Rafforzare la posizione degli agricoltori grazie a una catena di approvvigionamento più equa – Le nuove norme consentiranno a tutte le organizzazioni di agricoltori riconosciute di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell’UE. Finora, i negoziati collettivi sono stati consentiti solo in pochi settori come il latte, l’olio d’ oliva, le carni bovine o i cereali.

Strumenti migliori per far fronte alle crisi di mercato e ai rischi di produzione – Gli agricoltori avranno strumenti più efficaci per proteggersi dalla volatilità del mercato e da rischi quali le cattive condizioni meteorologiche, i parassiti delle piante o le malattie animali.

Le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori saranno inoltre adattate meglio alle loro esigenze, ad esempio attraverso un aumento degli indennizzi per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori. La Commissione europea potrà reagire più rapidamente alle crisi, con misure eccezionali di sostegno per gli agricoltori.

Maggiore flessibilità per i giovani agricoltori – I Paesi UE disporranno di una maggiore flessibilità per definire un “agricoltore in attività”, vale a dire la persona che può ricevere sovvenzioni agricole dall’UE. Aumenteranno significativamente gli “incentivi” per i giovani agricoltori, dal 25 al 50% per i primi 25-90 ettari, per attrarre un numero maggiori di giovani in un settore che invecchia.

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