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Angelique Cavallari vince il premio come miglior attrice protagonista per il film “Seguimi”

Sabato 16 dicembre, in occasione della proiezione di “Seguimi (In My Steps)” alla Casa del Cinema di Roma, Angelique Cavallari ha ricevuto dal grande critico Adriano Aprà il premio come miglior attrice protagonista per la sezione Indie Film Fest dell’Umbrialand Festival di Terni (di cui si è tenuta la 1a edizione).

Il film diretto da Claudio Sestieri e prodotto da Blue film (Alessandro Bonifazio e Bruno Tribbioli) e Grismedio Barcellona, ha vinto altri premi come miglior film, migliore sceneggiatura (Patrizia Pistagnesi e Claudio Sestieri), migliore fotografia (Gianni Mammolotti), migliore colonna sonora originale (Marco Werba).
L’uscita nelle sale di “Seguimi (In My Steps)” è prevista per aprile 2018.

Da Michelle modella dello scultore interpretato da Kim Rossi Stuart nel film “Anni Felici” di Daniele Luchetti a musa dello J.J. Rousseau in “Fantasticherie di un passeggiatore solitario” di Paolo Gaudio, da sorella ottocentesca di Edgar Allan Poe in “The Novel” di Paolo Licata all’intenso, poetico e impalpabile Angelo rilkiano nonché l’Ulisse femminile della trilogia “Mancanza” di Stefano Odoardi. Angelique Cavallari ha sempre dimostrato di essere un’attrice poliedrica, intensa e coraggiosa.

In ”Seguimi” si mette nuovamente in gioco, vestendo i panni di Marta Strinati, ex campionessa olimpica che termina per sempre la sua carriera dopo un grave incidente in piscina. Marta ha perso prima la madre attrice e ora il padre pittore, si trova a confrontarsi con la durezza di una sorella anaffettiva e un ambiente indifferente. Farà così fronte ad una fragilità che ha sempre cercato di nascondere, proteggendosi a suo modo dal mondo. La giovane donna vivrà in una immensa solitudine, a stretto contatto solo con i ricordi e il dolore.

In questo assoluto equilibrio psicologico precario, la ricerca di amore diventerà inconsciamente patologica. Finché nella sua vita farà la comparsa una modella giapponese in cui troverà un po’ di conforto, tenerezza e una effimera gioia, intensa, sensuale, qualcosa di simile all’amore, ma che in verità è inquietante e distorto.

Marta sviluppa indubbiamente una patologia post traumatica e una dissociazione dalla realtà oppure c’è un mistero insoluto?

Angelique si è data totalmente al personaggio, trasformandosi: cambiando radicalmente, ritrovandosi con i capelli biondi e cortissimi,e irrobustendo il suo corpo esile. E c’è poi un percorso psicologico molto toccante e profondo.

«È come un grido sott’acqua la richiesta d’aiuto, silenziosa, di Marta» – dice Angelique – «Questo è un personaggio da prendere tra le braccia e stringere forte».

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