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Amore Criminale: otto nuove puntate con Veronica Pivetti su Rai3

Un nuovo volto per raccontare la tragedia dei femminicidi e per continuare a dire no alla violenza sulle donne: è il volto di Veronica Pivetti che – dopo Camila Raznovich, Luisa Ranieri, Barbara De Rossi e Asia Argento – debutta alla guida dell’undicesima edizione di “Amore Criminale. Storie di femminicidio”. Otto nuove puntate prodotte da Rai3 e Ruvido srl, e realizzate dal Centro di Produzione Tv Rai di Torino, in onda da domenica 14 gennaio in prima serata su Rai3. A lei – protagonista di tante fiction e film – il compito di raccontare le storie di donne diventate vittime, ricostruite attraverso docufiction che sin dalla prima edizione sono il marchio di fabbrica della narrazione di “Amore Criminale”.

Altra novità è l’anteprima di “Amore Criminale”, uno spazio che precede la sigla e che quest’anno avrà un’impostazione più informativa e di servizio alle donne. A condurla, Matilde D’Errico, ideatrice del programma, che in ogni puntata affronta un tema (la violenza psicologica, la violenza assistita, gli orfani del femminicidio, la violenza economica, lo stalking, cosa significa per un genitore sopravvivere alla morte di una figlia ammazzata, i centri antiviolenza, la tratta delle schiave) e intervista in studio una donna sopravvissuta. Nella prima puntata Matilde D’Errico affronta il tema della violenza economica e incontra Urszula, una ragazza di origine polacca che si era innamorata di un ragazzo italiano e per lui si era trasferita nel nostro Paese. La sua storia è caratterizzata da violenza fisica e sottomissione, da isolamento e dipendenza psicologica ed economica. Dopo tante violenze e maltrattamenti Urszula si salva chiamando il numero antiviolenza del 1522, il numero del Dipartimento Pari Opportunità al quale rispondono le operatrici di Telefono Rosa 24 ore su 24. E proprio grazie all’aiuto dei programmi di reinserimento sociale e lavorativo del Telefono Rosa, Urszula riesce a a guadagnarsi nuovamente un’autonomia economica che le consente di riprendere in mano la propria vita.

In studio, la donna è accompagnata dall’avvocata Antonella Faieta, membro del consiglio direttivo di Telefono Rosa, associazione che quest’anno compie 30 anni di attività in difesa delle donne vittime di violenza.

Subito dopo l’anteprima, Veronica Pivetti racconta la storia di Federica, una ragazza di Taranto, uccisa dal marito Luigi assieme al figlio, un bambino di soli 3 anni e mezzo. Anche Federica viveva una condizione di forte dipendenza economica dal marito, un uomo di 21 anni più grande di lei. Per lui Federica aveva rinunciato a una carriera lavorativa legata alla sua laurea in Lingue, ma anche alla grande passione sportiva per la pallavolo.

La storia tra Federica e Luigi, possessivo e geloso, va in crisi definitivamente quando la donna scopre la doppia vita del marito che ha molteplici relazioni sessuali con escort e prostitute. L’uomo, inoltre, viene messo sotto processo dopo una denuncia per violenza sessuale sporta da una ragazza che lavorava con lui alla sede di Taranto dell’Associazione Nazionale Tumori. Alla luce di queste i scoperte Federica – che con Luigi aveva un figlio di 3 anni e mezzo – decide di chiedere la separazione. Ma il suo progetto di vita non vede la luce: Luigi la uccide brutalmente il 7 giugno 2016 e, poco più tardi, toglie la vita anche al bambino sparandogli con la pistola. Dopo la brutale mattanza Luigi si suicida. Il suo corpo viene trovato stretto a quello del figlio.

Era il 2007 quando “Amore Criminale” – realizzato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato – andò in onda per la prima volta su Rai3. In Italia non esisteva ancora la legge sullo stalking e di violenza sulle donne si parlava pochissimo. In 11 anni di messa in onda “Amore Criminale” ha raccontato centinaia di storie di violenza: fisica, psicologica, sessuale ed economica. E attraverso il racconto di queste vicende la trasmissione ha portato avanti una grande battaglia di denuncia sociale e una grande campagna di sensibilizzazione, cercando di far passare messaggi importanti che potessero essere utili soprattutto alle donne. E in molte – dopo la messa in onda delle puntate – hanno scritto alla redazione della trasmissione (amorecriminale@rai.it) e hanno chiesto sostegno e aiuto. Donne che raccontano la propria storia di violenza e che necessitano di supporto. La redazione fornisce a ognuna di loro il contatto del Centro Antiviolenza più vicino, dove possono trovare assistenza legale e psicologica.

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