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Antonio Tajani: ” Moscovici non parla a nome dell’Ue”

“Moscovici è un commissario socialista francese e non parla a nome dell’Unione Europea. C’è preoccupazione per l’instabilità in Italia, ma credo ci sarà un governo stabile, gli italiani andranno a votare per far contare di più questo Paese. Sarei stato più prudente, non avrei fatto quella dichiarazione nel mezzo della campagna elettorale”. Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, questa mattina a Radio anch’io – Radio1 Rai dopo che ieri il Commissario europeo era entrato a gamba tesa sul voto parlando di “incertezza politica” in Italia.

Quanto al problema dei conti pubblici, secondo Tajani “credo che serva il rigore ma non l’austerità, la flessibilità giusta deve essere utilizzata non per sperare il denaro pubblico e aumentare il debito, ma per fare le riforme e creare più lavoro”. Inoltre “il messaggio che parte dall’Ue non è quello di Moscovici, cioè dire chi andare a votare, le Istituzioni europee non devono interferire nella politica nazionale”. Parlando poi della proposta di Di Maio critica da Moscovici, Tajani afferma “non credo che lo sfondamento del deficit sia un dogma di fede, bisogna vedere a cosa serve: se per creare infrastrutture e sviluppo è un conto”. Il Presidente del Parlamento europeo infine – facendo riferimento al caso Fontana, il candidato alla Presidenza della Regione Lombardia che aveva parlato di “razza bianca” – ha detto che quelle parole “non le avrei mai usate, però si è scusato, ha detto che è stato un errore quindi non possiamo fare un dibattito su questo. Mai il problema non è quello delle parole, il problema dell’immigrazione in Italia va affrontato. Non confondiamo l’errore di una persone con l’esistenza del problema, per questo bisogna intervenire seriamente”. Poi l’apertura nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, da sempre critico nei confronti dell’Ue e soprattutto dell’euro: “ha un atteggiamento critico, ma anche costruttivo”.

Critico nei confronti di Moscovici anche il leader della Lega, Matteo Salvini che ha parlato di “inaccettabile intrusione”. Anche Fratelli d’Italia bacchetta Moscovici: “L’Italia è ancora un Paese democratico dove si esercita il voto – dichiara il capogruppo Fabio Rampelli – Le preoccupazioni di Moscovici rappresentano il timore di chi non e’ abituato a confrontarsi con la democrazia”. Il M5S – attraverso Marco Valli – afferma: “Le critiche alle misure di austerità sono arrivate anche dal partito di Moscovici stesso (S&D), ma è ovvio che quando arrivano da uno schieramento diverso si cerca sempre la polemica. Si concentri piuttosto sul grosso problema del surplus commerciale sul saldo delle partite correnti della Germania, che viola le regole europee da anni e spinga per importanti riforme nei paesi come Olanda e Lussemburgo, per eliminare il problema dei paradisi fiscali nell’Eurozona”. Silvio Berlusconi – da Matrix – comprende le paure espresse da Moscovici e spiega: “è molto preoccupato perché internazionalmente si guarda con estrema preoccupazione ad una vittoria dei Cinquestelle, che è un partito ribellista”, cui si contrappongono “le forze del centrodestra che si trovano nella grande famiglia del Partito popolare europeo (Ppe)”. Berlusconi ha aggiunto che “la sinistra si è tolta di mezzo, ormai è una sfida a due”, tra M5S e centrodestra.

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