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“Le canzoni” il nuovo singolo di Jovanotti è la sigla di “Fantastico 2018”

Da domani in tutte le radio partirà la rotazione de Le Canzoni, il nuovo singolo tratto da Oh, vita! il nuovo album, che a meno di due mesi dall’uscita ha già superato le 110 mila copie e il traguardo di doppio album di platino.

Dopo il sorprendente successo di Oh, vita!, la title track che ha anticipato la release dell’album e che lo scorso venerdì era ancora al numero 1 nella classifica dei brani più passati in radio, Le canzoni è il secondo capitolo dell’album prodotto da Rick Rubin.

Le canzoni è l’unico pezzo dell’album con la cassa dritta. La ritmica è forte e incalzante, le strofe frenetiche e il ritornello astratto e preciso, una specie di manifesto new-pop.

“Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte, far ballare la gente. Ognuno come gli pare, ognuno dove gli pare, ognuno come si sente”. La bellezza dovrebbe salvare il mondo? Forse no, ma la libertà lo salva tutti i giorni e continua a farlo girare: Lorenzo rilancia sul mondo aperto, e lo fa ballando e facendo ballare.

Le canzoni è un’istigazione al ballo scatenato, è il singolo più dance dell’album e, per certo, sarà uno dei pezzi chiave per i prossimi appuntamenti live.

“Le canzoni” di Jovanotti è la sigla di “Fantastico 2018”

Fantastico 2018 non è il ritorno del leggendario varietà del sabato sera, ma il video del nuovo singolo.

La citazione evoca una sensazione fatta di lustrini e paillettes, gli elementi classici dello spettacolo, l’eterna metafora della vita stessa in bilico tra sogno e realtà, tra desiderio di fuga e presenza nell’attimo.

Gli estremi che convivono in questo album nuovo di Lorenzo sono anche nel nuovo video, con un omaggio multiplo al varietà “nazionalpopolare” e al cinema d’autore.

Una grande scritta troneggia in mezzo alla scena, e una scatenata trentina di danzatori, ballano sui ritmi del brano più tirato dell’album.

Questa volta Lorenzo, sceglie una location sospesa, un teatro di posa post industriale, uno spazio vuoto che grazie alla musica si riempie di vita ed evoca il grande show.

I costumi voluti da Nicolò Cerioni, si avvalgono della firma del grande Luca Sabatelli che nel 2017 ha festeggiato i suoi primi 50 anni di attività. Storico costumista di decine di film e dei varietà che hanno fatto la storia della televisione italiana, Sabatelli ha disegnato con Cerioni, suo profondo estimatore, i costumi di scena dei ballerini; insieme hanno avviato anche una ricerca negli archivi storici e hanno ridato vita a capi originali di alcuni importanti varietà. I colori accesi contrastano con il look di Lorenzo, che appare come un sobrio conduttore televisivo del futuro.

Le coreografie sono di Alessandra Valenti, danzatrice e giovane coreografa televisiva che ha raccolto le suggestioni di Lorenzo per creare una coreografia che stesse a metà tra il surreale e la realtà, coniugando il sogno alla vecchia magia di Fantastico. Trenta ballerini (10 principal e 20 del gruppo Move on), rappresentano Fantastico 2018 interpretando i versi della canzone. E “come fosse per sempre” diventa un ballo che evoca il perpetuarsi dell’infanzia con il gioco della campana.

La regia è di Niccolò Celaia e Antonio Usbergo, ovvero gli YouNuts che dopo Sabato, Pieno di vita, E non hai visto ancora niente, Oh,vita!, firmano con Lorenzo il loro quinto videoclip e che per Le canzoni scelgono riprese da cinema d’autore.

“Non so la ragione per cui ci è venuto di fare il video così – ha dichiarato Lorenzo – ma sono convinto che nelle faccende artistiche quando una cosa può essere spiegata da chi l’ha fatta, c’è qualcosa che non va.

Non lo so in che modo ci sia finita dentro la scritta Fantastico 2018, i costumi del grande Sabatelli delle trasmissioni storiche che siamo andati a ricercare nelle sartorie tv (con la sua meravigliosa supervisione), l’atmosfera da cinema indipendente, la coreografia di Alessandra Valenti che ha fuso il balletto televisivo anni 90 con le danze Maori e Bollywood, la cravatta da venditore di auto texano…non lo so spiegare, ma tutto questo mi appartiene e sta dentro la canzone, questo lo so per certo.

Il discorso che si fa oggi sulla bellezza come soluzione a tutto il casino che c’è non mi convince, a me la “bellezza”, ammesso che si possa definire, interessa tanto quanto la “bruttezza”, la vita e il suo scorrere imprevedibile. La vitalità per come la conosco non è imprescindibile da un equilibrio “aureo” ma anzi spesso scaturisce dalla sua perdita continua, quando ci si spinge oltre, quando le cose si incontrano e si scontrano. Ognuno come gli pare ognuno dove gli pare ognuno come si sente. Mi sta a cuore lo scorrere delle cose, il movimento, e questa canzone parla di questo”

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