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UNICEF lancia la Guida per genitori “Come parlare ai bambini di internet”

Secondo l’UNICEF, ogni giorno oltre 175.000 bambini si connettono ad internet per la prima volta – un bambino ogni mezzo secondo; nel mondo 1 utente su 3 è un bambino: i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso. Nel mondo, il 71% di loro è online, comparato al 48% della popolazione totale.

Alcuni dati:

I giovani africani sono i meno connessi, con circa 3 giovani su 5 offline, comparati a solo 1 su 25 in Europa.

il 92% di tutte le URL connesse ad abusi sessuali su minori identificate a livello globale dalla Internet Watch Foundation sono localizzate in 5 paesi: Canada, Francia, Olanda, Federazione russa e Stati Uniti.

Alcuni adolescenti, inviano 4000 messaggi al mese, o uno ogni sei minuti.

Negli Stati Uniti, il 92% degli adolescenti fra i 14 e i 17 anni è quotidianamente online. I dispositivi mobili, in particolare gli smartphone – e il 73% dei ragazzi in questa fascia d’età ne possiede uno – consentono di essere online “quasi costantemente”. La situazione in Europa è molto simile.

L’UNICEF ricorda che l’accesso digitale espone questi bambini ad un gran numero di benefici e opportunità e allo stesso tempo a una serie di rischi e pericoli, tra cui contenuti dannosi, sfruttamento sessuale e abuso, cyberbullismo e uso improprio delle loro informazioni private.

“Ogni giorno, migliaia di bambini si connettono on line per la prima volta e in questo modo sono esposti a un mare di pericoli che stiamo solo iniziando a riconoscere, non ancora ad affrontare,” ha dichiarato Laurence Chandy, Direttore UNICEF per i dati, la ricerca e le politiche. “Anche se i governi e il settore privato hanno fatto diversi progressi nella definizione di politiche e approcci per eliminare i pericoli on line più gravi, deve esserci maggiore impegno per comprendere e proteggere pienamente i bambini online.”

Nonostante i rischi, sono state intraprese pochissime azioni per proteggere questi bambini dai pericoli del mondo digitale, per salvaguardare le informazioni che essi stessi lasciano e creano durante le attività online e per ampliare un accesso a contenuti online sicuri e di qualità.

Il rapporto mostra chiaramente che tutti hanno il dovere di proteggere i bambini nel mondo digitale, i governi, le famiglie, le scuole e le altre istituzioni, e che il settore privato – in particolar modo l’industria tecnologica e delle telecomunicazioni – ha la grande e unica responsabilità di condizionare gli effetti della tecnologia digitale sui bambini – una responsabilità che non è stata presa sufficientemente sul serio. Il potere e l’influenza del settore privato dovrebbero essere sfruttati per far progredire gli standard etici su dati e privacy a livello industriale, nonché altre pratiche che favoriscono e proteggono i minori online.

L’UNICEF chiede nuovamente e con urgenza cooperazione tra i governi, la società civile, le Agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali per i bambini e, più significativamente, il settore privato per mettere i bambini al centro di politiche digitali:

Coordinando una risposta globale, regionale e nazionale. Dobbiamo approfondire la collaborazione tra decisori politici, forze dell’ordine e industria tecnologica per integrare i principi di sicurezza nella progettazione tecnologica e lavorare insieme per trovare soluzioni che tengano il passo con la tecnologia digitale, che può consentire e nascondere traffici illegali e altri abusi sessuali sui bambini online.

Salvaguardando la privacy dei bambini. Abbiamo bisogno di un maggiore impegno del settore privato e dei governi per proteggere e non abusare dei dati dei bambini e di rispettarne il criptaggio; la piena applicazione di standard internazionali nel raccogliere e utilizzare dati sui bambini online e insegnare loro come proteggersi dalle minacce per la loro privacy.

Consentendo ai bambini di sviluppare il proprio potenziale online attraverso un accesso più equo e l’alfabetizzazione digitale. I bambini devono essere istruiti su come tenersi informati, impegnati e sicuri online, attraverso una maggiore collaborazione tra i governi e tecnologi per sviluppare piattaforme ICT e programmi scolastici dalla scuola primaria alla scuola superiore; sostenere le biblioteche online e ampliare la capacità delle biblioteche pubbliche di insegnare competenze digitali; investire nella formazione degli insegnanti nella tecnologia digitale; insegnare ai bambini come riconoscere e proteggersi dai pericoli online e dalla disinformazione; rendere i cittadini digitali una componente fondamentale dell’istruzione in materia di alfabetizzazione digitale.

Sfruttando il ruolo unico del settore privato. È urgentemente necessario stabilire e applicare norme etiche a livello industriale in materia di dati e privacy che proteggano e favoriscano i minori online, compresi uno sviluppo e una commercializzazione di prodotti che siano etici e attenuino i rischi per i minori.

Investendo in una migliore conoscenza dell’accesso, delle opportunità e dei rischi per i minori online. Abbiamo bisogno di una migliore conoscenza sull’accesso e sulle attività online dei bambini, in modo da poter sfruttare queste informazioni per quadri normativi e politiche che riconoscano i diversi bisogni e diritti dei bambini; rafforzare il coordinamento e la condivisione delle conoscenze a livello globale per affrontare le sfide di un mondo digitale; approfondire la collaborazione con le organizzazioni per i bambini; un impegno più sistemico con i decisori politici e i legislatori.

“Nel tempo che richiede un click su un link, un bambino da qualche parte inizia a creare un percorso digitale che chi non tiene necessariamente conto del superiore interesse dei bambini può seguire e potenzialmente sfruttare”, ha continuato Chandy. “Dato che bambini sempre più piccoli si collegano ad Internet, diventa sempre più urgente discutere seriamente su come tenerli al sicuro online e proteggere le loro tracce digitali”.

Guida per genitori “Come parlare ai bambini di internet”- Oggi, in occasione del “Safer Internet Day”, l’UNICEF Italia, presenta una guida per genitori su come parlare di Internet ai figli, realizzata insieme a UNICEF Malesia, Digi e Telenor Group, che offre, oltre ad un aggiornato quadro legislativo nazionale sulla sicurezza on line e il cyberbullismo nel nostro paese, anche informazioni e spunti per avviare un dialogo costruttivo con i proprio figli, ponendoci domande su: dove e in quale modo i nostri figli trascorrono il loro tempo online? Come li proteggiamo dai predatori, dal Cyberbullismo e dai contenuti dannosi e inappropriati? Quali altri rischi si trovano ad affrontare? Quali risorse sono disponibili? Come parliamo ai nostri figli di Internet?

A queste e ad altre domande cerca di rispondere la Guida, che ha anche un utile Dizionario Internet (da A di Algoritmo a V di Virus malware). Clicca qui

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