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Intervista al cantautore Saverio D’Andrea

Saverio D’Andrea, classe 1987, cantautore, compositore, polistrumentista, linguista. La sua esperienza pluridecennale nella scrittura di testi, anche in lingue diverse dall’italiano (come l’inglese e lo spagnolo), nella composizione di brani di musica leggera si arricchisce costantemente attraverso diverse collaborazioni, stage e seminari con esperti del settore come Riccardo Sinigallia, Enrico Pieranunzi, Francesco Gazzé, Andrea Rodini, Bugo, Pier Cortese, Mogol, Giuseppe Anastasi, Francesco Bianconi, Fausto Donato.

Ha lavorato e lavora come compositore di musiche per progetti teatrali e televisivi, di musiche per mostre internazionali d’arte contemporanea e per lavori discografici di giovani interpreti.

Alcuni tra i grandi riconoscimenti è la vittoria del Premio Mia Martini 2013 come autore del brano “Il tuo respiro” interpretato dall’artista Rosa Chiodo e la partecipazione come autore alla finale del Festival della canzone italiana a New York 2014 con il brano “Conosco un posto”.

Abbiamo intervistato il cantautore per saperne di più sull’album d’esordio e i prossimi impegni. Ecco quello che ci ha raccontato.

Ciao Saverio e benvenuto sulle pagine Radio Web Italia. Iniziamo la nostra intervista con una domanda classica. Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata con me. Venivo cullato con la musica classica quando ero ancora nel ventre materno. Avevo cinque anni quando iniziai studiando il violino e poi, in prima media iniziai a suonare anche la chitarra, poco dopo arrivò lo studio del pianoforte da autodidatta e le lezioni di canto. Ho iniziato a scrivere canzoni più o meno intorno l’età di 8 anni. All’inizio non erano canzoni. Erano più filastrocche, pochi versi in rima, poi iniziai a unire una melodia alle cose che scrivevo, le cantavo e mi registravo con il walkman, ed intorno ai 12 anni, con i primi accordi sulla chitarra, iniziai a scrivere vere e proprie canzoni con struttura testuale, melodica ed armonica ben precisa. Da allora non ho mai smesso. È l’unico modo in cui funziono bene come essere umano.

Hai lavorato e lavori come compositore di musiche per progetti teatrali e televisivi, di musiche per mostre internazionali d’arte contemporanea e per lavori discografici di giovani interpreti. C’è un ricordo relativo alla tua carriera artistica che porti nel cuore?

Di sicuro porto nel cuore il lavoro condiviso con la talentuosa artista napoletana Rosa Chiodo. Per lei ho scritto diverse canzoni e qualche anno fa siamo finiti a New York con una canzone scritta da me, in finale al Festival della musica italiana a New York. Per me è stata un’esperienza incredibile. Attraversare l’oceano e sentire una mia canzone su un palco così importante è stato bellissimo. Con Rosa c’è stata anche la vittoria al Premio Mia Martini 2013 che mi ha gratificato tantissimo. Ora invece, mi permetto di anticiparvi, sto lavorando alle musiche di uno spettacolo teatrale che andrà in scena alla fine dell’estate e non vedo l’ora di tuffarmi a pieno in questa nuova avventura che, sono sicuro, sarà grandiosa.

“Tua culpa” è il nuovo singolo. C’è qualcosa in particolare che vuoi comunicare con questo brano?

Ci sono delle canzoni che nascono in maniera straordinariamente istintiva e “Tua culpa” è una di queste. Stavo provando ad uscire da un momento buio e sentivo il bisogno di guardarmi dentro e passare al setaccio le cose che erano andate storte. Buttai giù un sacco di idee, di immagini che poi modellai fino ad ottenere la canzone che è oggi. Nella mia testa c’era questo spazio chiuso, una stanza che sembra rimpicciolirsi sempre più, piena di resti di un passato che non riesce a chiudersi dietro di sé. Questa canzone è servita soprattutto a dire a me stesso che spesso non serve accusarsi a vicenda ma, piuttosto, serve guardarsi dentro per perdonare il nostro passato e provare a far tesoro degli sbagli per voltare pagina nella maniera meno pericolosa possibile. Forse è questo quello che voglio comunicare con questo brano, l’esigenza di risalire da un fondo appena toccato dopo aver guardato in uno specchio, negli occhi, il vero bersaglio nelle nostre nevrosi.

Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Ludovico Di Martino. Cosa puoi dirci a riguardo?

Come dicevo “Tua culpa” nasce in un momento di crisi. Dopo averla scritta, sentivo il bisogno di trasportare tutta la forza delle emozioni della canzone nel videoclip che avrebbe accompagnato il singolo, e iniziai a buttare su carta pensieri da subito. Sono contento del lavoro fatto per il videoclip e del risultato finale e trovo che aderisca perfettamente all’universo emotivo che appartiene alla canzone. Nel videoclip, le angosce e le frustrazioni prendono vita attraverso i corpi delle ballerine che, come trottole impazzite, cercano di invadere ogni spazio. Il grande occhio che tutto vede è prima l’occhio di chi inquisisce e giudica poi quello di chi viene condannato. Così l’occhio-carnefice si scopre essere sullo stesso piano dell’occhio-vittima, nel faccia a faccia dell’ultima scena del videoclip.
L’idea del doppio piano di lettura mea culpa/tua culpa è spuntata sin da subito, come a dar voce a due entità opposte e in conflitto di uno stesso caos interiore. L’occhio inquisitore che prende vita nel videoclip dà vita proprio a questo tipo di dualismo. All’inizio sembra essere la fonte dell’accusa e poi si rivela essere ciò che la subisce, come a chiudere un cerchio percorso nell’arco della stessa crisi.

Il singolo fa parte del tuo disco d’esordio, registrato in gran parte presso i Forward Studios di Roma e prodotto artisticamente e arrangiato da Valter Sacripanti. Quanto c’è voluto per mettere insieme l’album?

La primissima ed embrionale fase di lavoro per questo disco è partita nell’autunno del 2014, quindi poco più di 3 anni fa. C’è voluto tanto per mettere tutti i pezzi insieme ma non rimpiango nessuna delle cose che sono successe. Io, poi, sono estremamente pignolo e non mi perdono mai niente e questo non ha certo aiutato il lavoro a concludersi prima. Ma sono soddisfatto del prodotto finale e non vedo l’ora di pubblicarlo.

Con quale criterio hai scelto i pezzi da inserire in questo disco? Hai dovuto scartare qualche canzone?

All’inizio io e Valter Sacripanti, il mio produttore artistico, ci siamo trovati a dover scegliere tra tante canzoni. C’è stato bisogno di tracciare una rotta precisa da seguire, per non perdersi. Dovevamo capire con precisione che direzione prendere. Sentivo questa forte urgenza di usare la musica per dire le cose con chiarezza, arrivando dritti al punto, come le si spiegherebbero ad un bambino, e Valter mi ha aiutato ad usare una semplicità di pensiero nuova per me. Il materiale era tanto, così ci siamo immersi in tutti i mondi da cui potevamo attingere e abbiamo iniziato pian piano a promuovere le canzoni, una per volta, nella lista definitiva.

Abbiamo sentito il bisogno di dar vita ad un progetto discografico che potesse soddisfare le esigenze della musica di oggi, pur mantenendo le idee e le caratteristiche più forti del mio modo di scrivere. Valter Sacripanti al timone è una grande guida: ha tirato fuori il meglio di me in ogni fase. Da lui ho imparato tantissimo, ha fatto un lavoro eccezionale e io mi sento fortunato per aver lavorato con lui e con tutti gli incredibili musicisti che hanno nobilitato le cose che ho scritto suonando per me. Queste dieci canzoni racchiudono tutte le sfumature del mio modo di fare musica e di quello che sono come artista e come essere umano.

Cosa ci riserverà la tua musica nei prossimi mesi?

Ci saranno tante sorprese, di sicuro un nuovo singolo con il videoclip. Porterò poi la mia musica in giro con serate in acustico e in full band e continuerò a lavorare al progetto teatrale di cui vi ho accennato prima e di cui, purtroppo, non posso ancora dire nulla. Tra tutte queste belle cose spero davvero di poter comunicare presto la data di uscita del disco. Questo disco è davvero una parte importantissima di me e io non vedo sul serio l’ora di condividerlo con tutti.

Grazie per la tua disponibilità. Lascio a te l’ultima parola per lanciare un messaggio ai nostri lettori!

Grazie a voi! È sempre bello condividere con chi legge un pezzetto del mio mondo artistico. Mi permetto di ricordare ai lettori che possono trovare i due singoli Tua culpa e Nomi cose città su Spotify, iTunes e Youtube e che dalla mia pagina ufficiale facebook possono restare aggiornati sui nuovi appuntamenti live e interviste radio. Grazie ancora di cuore a voi e a presto!

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