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Migranti: rafforzare risposta Ue su rotta Mediterraneo centrale

Come rafforzare la risposta dell’Ue nella gestione dei flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, nell’assistenza ai migranti e rifugiati, e nello sviluppo di alternative economiche nei paesi di origine e transito: questo il tema al centro del primo di una serie di incontri ad alto livello organizzato a Bruxelles dalla Rappresentanza permanente d’Italia all’Unione europea. “Mentre le discussioni sul rifinanziamento del meccanismo Ue-Turchia sono appena iniziate, riteniamo essenziale concentrare la nostra attenzione sulla rotta del Mediterraneo centrale” ha sottolineato nel suo intervento l’ambasciatore Maurizio Massari.

“I due processi, il rifinanziamento dello strumento per la Turchia e del fondo fiduciario per l’Africa, sono profondamente interconnessi. Dobbiamo assicurarci che le modalità del rifinanziamento della seconda tranche dello strumento per la Turchia – ha sottolineato Massari – non abbiano un impatto negativo sugli sforzi dell’Unione volti a stanziare risorse adeguate per la rotta del Mediterraneo centrale e per le altre rotte”. “Abbiamo bisogno di un ‘salto politico’ per raddoppiare i nostri sforzi – ha aggiunto l’ambasciatore – fornendo adeguati strumenti operativi e finanziari per consolidare le partnership con i Paesi africani. Finora la gestione dei flussi è avvenuta con un approccio emergenziale, con uno o pochi Stati membri che svolgono un ruolo guida con il sostegno dell’Unione”.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che le migrazioni in Africa e dall’Africa all’Europa sono un fenomeno strutturale ed è quindi cruciale superare le iniziative di emergenza e le risposte di breve termine per consolidare invece partnership sul lungo periodo basate su priorità geopolitiche condivise tra Europa e Africa. Nonostante le partenze dalla Libia siano nettamente diminuite (-62,5% nel 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017), gli impegni presi sulla protezione dei migranti, sul rafforzamento delle capacità della Libia e sul sostegno alle comunità locali, attori chiave nella stabilizzazione del paese, devono essere consolidati lungo le linee stabilite nella Dichiarazione di Malta.

All’incontro sono intervenuti tra gli altri Fabrizia Panzetti, capo di gabinetto dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, Stefano Manservisi, capo della direzione generale sviluppo della Commissione Ue, l’ambasciatore tedesco presso l’Ue Reinhard Silberberg, il capo di gabinetto del commissario Hahn, Michael Karnitschnig, il direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina, Giorgio Marrapodi e il capo della direzione Affari interni dell’esecutivo Ue, Pareskevi Michou.

Nel corso di molti interventi è stata evidenziata la necessità di una strategia Ue più strutturata, basata su un solido piano finanziario e su una tabella di marcia precisa per garantire che entro giugno il Fondo per l’Africa sia adeguatamente rifornito. Inoltre, è stata anche avanzata l’ipotesi di organizzare una pledging conference ‘ad hoc’ a Bruxelles.

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