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Intervista al cantautore catanese Giovanni Ruggieri

Dal 9 marzo in radio “Bianco Cistite” il nuovo singolo di Giovanni Ruggieri, che anticipa l’omonimo Ep di prossima uscita. Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con il cantautore catanese. Ecco cosa ci ha raccontato riguardo al singolo e molto altro!

Ciao Giovanni e benvenuto sulle pagine di Radio Web Italia! Quando e come è nata la tua passione per la musica?
Ciao, la mia “passione”, se così la vogliamo denominare, nasce al liceo, quando il mio prof. di filosofia, invece di fare una qualsiasi sterile lezione, ci leggeva proprio i pensieri scritti dai pensatori stessi: noi ci mettevamo a ridere perché, figuriamoci, non capivamo quasi nulla e proprio non capendo nulla provavamo ad inventare anche noi cose che non avevano senso: e man mano che scrivevo poesie, appunti, scarabocchi, etc. mi rendevo sempre più conto di quante cose avessi dentro da voler dire. Dopo un po’, la scrittura non mi bastava più: ci voleva qualcosa di più “alto“ e, perché no, anche di più divertente, per condividere davvero le mie idee con tutti gli altri. E dalla poesia, cominciai ad ascoltare quella musica che partiva proprio dalla poesia: mi avvicinai ai Doors: mi incuriosiva il fatto che ci fosse un poeta che cantava i suoi versi: “potrei cantare quello che scrivo, allora!…

Dal 9 marzo in radio “Bianco Cistite” il tuo nuovo singolo. Da quale idea nasce la scelta del titolo?
Una sera, durante una festa, notai un ragazzo che ci provava piuttosto maldestramente con una tipa la quale, palesemente, non vedeva l’ora di liberarsi: allora dissi, ad alta voce per interromperli: “ragazzi, mi passereste un bicchiere di quel vino bianco… bianco… Bianco Cistite!” e appena dissi “bianco cistite” si misero a ridere proprio tutti… E indugiando nella farsa, intonai melodicamente proprio quello che poi sarebbe stato il primo verso “Bianco Cistite, relax di stelle…”: e piacque subito a tutti. La festa finisce, torno a casa: e scrivo tutto il resto…

Quale messaggio vuoi comunicare con “Bianco Cistite”?
Il messaggio di Bianco Cistite è la sete di conoscenza, dell’altro, degli altri, e, quindi, anche di sé stessi. Mi serviva rendere quanto più digeribile e divertente quest’idea e, così, ho pensato di rappresentarla attraverso la metafora di un vino, inteso proprio come un elisir di conoscenza: essere disposti a berlo, significa voler sempre conoscere qualcos’altro o meglio, qualcos’oltre… Allora ho pensato ad un uomo che perdi soddisfare la sua sete di conoscenza, malgrado i suoi enormi problemi di salute, era pronto a scappare dal suo piccolo paesino natale, proprio per conoscere oltre: Giacomo Leopardi. In qualche modo, potrei dire, di voler richiamare il concetto già espresso da David Bowie nel suo Starman: “siate curiosi e divertitevi”. “Bianco Cistite, Relax di Stelle…”. Inoltre Baudelaire ha scritto: “ubriacatevi, non importa di cosa, se di vino, di poesia o di virtù, ma ubriacatevi sempre!…”

Il singolo è accompagnato dal videoclip diretto da Daniele Gangemi con la collaborazione della Duecentouno Production. Come è nato e dove è stato girato?
Il videoclip è nato dalla collaborazione tra me e gli amici della Duecentouno Production: c’erano proprio loro alla festa, la sera che è nata Bianco Cistite… Col videoclip mi piaceva “completare” il messaggio di Bianco Cistite, presentando un’altra prospettiva: ho pensato al concetto di altro, stavolta pensato da Pirandello con il suo Uno, Nessuno, Centomila: possiamo conoscere solo ciò a cui riusciamo a dare forma, ma scopriamo anche che una forma, appena è-siste, cessa di essere vera e diventa una maschera. Ed è proprio quando ve-DIAMO gli altri e noi stessi, in quella forma che ci proiettiamo per rappresentarceli, credendo di contemplarne così l’esistenza, che ci inganniamo: così un uomo può essere uno, nessuno e centomila e non solo per gli altri, che quindi, per conoscerci devono in-formarci, ossia darci una forma, ma anche per noi stessi che credevamo di essere uno solo per tutti; ed invece, poi, ci accorgiamo che siamo e possiamo essere centomila. Dov’è dunque la verità?”

Il singolo anticipa l’omonimo Ep di 5 brani di prossima uscita. Cosa puoi dirci a riguardo?
Queste prime 5 canzoni megafonano i miei pensieri: Di Cistite abbiamo già parlato diffusamente: basta con il cuore, basta con l’amore e col domani, basta con tutto quello che ci sembra rientri nel vivere e nel pensare ordinario. La parola “cistite” nel titolo, poi, sembra dare il giusto fastidio visivo… Mi piace potermi fiondare in autostrada per un giro davvero da ricordare per la bellezza di sensazioni tipicamente Bohemien (Andalusia); adoro pensare di potere, di notte, intrufolarmi nella camera da letto della donna di cui sono pazzo e, come Casanova, scappare poi via ma senza fuggire (Porpora); Lacrime Elettriche, invece, è stata scritta per conquistare una ragazza: per me, una delle missioni più nobili di una canzone. Dico sempre, non così ironicamente, agli artisti che incontro: “Non ditemi che suonate per l’arte e non per le ragazze!…”
Irraccontabile è una ballata su tutto quello che si può fare di notte: invece di dormire, soprattutto se dovete l’indomani dovete alzarvi presto: del resto, io, massimo a mezzogiorno devo essere in piedi…

Se dovessi descrivere il nuovo lavoro discografico con un aggettivo, quale useresti?
Se dovessi descrivere con un solo aggettivo questo EP direi: bohemien… Sì, direi bohemien…

Un progetto a cui vorresti dar vita, prima o poi…
Il progetto a cui vorrei dare vita, prima o poi, è un’autentica e potentissima fusione tra rock e teatro da portare live. Questo, spero presto.

Grazie per la tua disponibilità. Lascio a te l’ultima parola per lanciare un messaggio ai nostri lettori!
Messaggi e pensieri non hanno molta vita, se non riferiti ad un argomento in particolare, perciò, ai nostri amici lettori e a quanti hanno voluto leggere sin qui, direi ciò che alla fine della lezione, proprio sulla porta, quel prof. di filosofia ci diceva: “… E mi raccomando*… siate felici.” E poi, poco prima di Natale: “ragazzi, ormai siamo in estate…”
Giovanni

* I puntini di sospensione indicano una lunga suspense, “da rivelazione del secolo”, durante la quale ci fissava dritto negli occhi, per poi schiudere il migliore dei suoi sorrisi al momento del “siate felici”.

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