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Biennale Architettura: l’arte contemporanea cinese, la Pop Art ed il design italiano fanno entrare la bellezza dentro casa

Cosa accade se si uniscono il gusto ed il design italiano, la provocazione della “pop art” e la ricerca artistica di due degli artisti cinesi più interessanti della scena contemporanea? Nascono pezzi di arredo per la casa davvero unici: colorati, pop, a volte coraggiosi, ma sempre solidamente ancorati in tradizioni diverse ma presenti, solide, evidenti.

Non si tratta solo di far decorare i mobili da qualche artista, cosa già vista tante volte, ma di far interloquire tra loro artisti diversi, per tipo d’arte, per cultura, per provenienza. Ma accomunati dalla stessa tensione artista, dalla voglia di creare, di innovare, ma anche di restare coerenti alle culture di riferimento. Ecco quindi mobili certo decorati con gusto, con colori sgargianti, esplosioni di pop art cinese, ma anche soluzioni stilistiche che ricordano in modo evidente la cultura cinese tradizionale.

Il percorso di Xu De Qi e Zhang Hong Mei è quello di artisti coraggiosi, che hanno voluto declinare la provocazione della Pop Art con la cultura cinese, coniugando Andy Warhol e Marilyn con le icone, i tratti, i simboli cinesi più antichi, colori irriverenti con teste dei Guerrieri Ming. Il risultato è incredibilmente armonico, piacevole, di grande gusto, per un arredamento che se ha molto da dire alla Biennale di Architettura, potrà essere eloquente anche presso qualunque casa o location.

I mobili diventano l’architettura per accogliere le opere di due grandi artisti cinesi, che attraverso la possibilità di interagire con lo spazio tridimensionale riescono ad assegnare alla loro opera un valore cinetico che libera la loro creatività su piani compositivi differenziati.

“Un modo per rappresentare la creatività non in due dimensioni, ma in modo tridimensionale affinché si possa parlare di comunicazione diretta ed integrale tra colore, luce forma e spazio per fondersi in una scena onirica e coinvolgere il pubblico nella rappresentazione dell’opera d’arte che diventa tangibile nel momento in cui il mobile si appropria della sua funzione.” – ha dichiarato Piero Luigi Carcerano.

“Ancora una volta San Marino contribuisce alla Biennale di Architettura di Venezia non solo con un semplice Padiglione, ma con una chiave di lettura sempre stimolante e nuova. Il confronto costante tra artisti, architetti, designer, cinesi, italiani e sammarinesi non produce solo degli affiancamenti, che pure sarebbero stimolanti, ma vere e proprie fusioni, intersecazioni, rimandi culturali ed artistici, spunti nuovi ed affascinanti. – ha dichiarato Vincenzo Sanfo, Curatore del Padiglione di San Marino.

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