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Two Gallants
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Two Gallants in Italia il 17 maggio

Far West rurale e urbano. Folk e punk. Murder ballads e “lyrical ballads”. Influenzati tanto dai sermoni laici di Johnny Cash che dal grunge di Seattle, i Two Gallants sono uno dei gruppi più singolari e promettenti della scena alternativa americana. Canzoni ambientate nel passato che affrontano i lati più oscuri e controversi del “sogno americano”. Le storie degli hobo seduti intorno al fuoco che riecheggiano nella rabbia dell’hardcore fino ai “blocchi” di periferia

Quattro paia di speroni nudi che scalpitano sul parquet di una biblioteca alternativa a Frisco.
Two Gallants, i due galanti. “Dubliners”, James Joyce. Rurale ed urbano. Cowboy e intellettuali. I racconti degli hobo seduti intorno al fuoco sui loro cuscini di pietra e le imprese dei punk nei blocchi di periferia; tormente di serotonina post-grunge che scompaginano antiche brossure country-folk; indie-rock che largisce piombo rovente ai vecchi fucili arrugginiti del Sud secessionista.
La loro musica è figlia tanto di Johnny Cash e dei suoi sermoni laici sulle gesta di ladroni e fuorilegge, che delle nevrosi elettroacustiche di Neil Young, del cow-punk ribellistico e puberale dei primi Meat Puppets o dei Violent Femmes, così come dei diseredati di Seattle, specie nelle melodie contorte e nasali o nell’aspra sensazione di un cantato feroce, disperato, tutto di gola.

Parte di quell’ondata country rock insieme a band come Langhorne Slim , King Of Leon, Sons And Daughters, i Two Gallants si distinguono per i testi, che affrontano alcuni passaggi cruciali della storia americana (schiavitù, proibizionismo, depressione), evidenziandone i lati oscuri e le contraddizioni sociali (povertà, razzismo, violenza) grazie a una spiccata sensibilità letteraria che coniuga i cantastorie del Delta con i musici-intellettuali del Village. Canzoni ambientate nel passato che narrano di personaggi antiquati e folcloristici, luoghi scomparsi, dettagli immaginari, anacronismi idiomatici che pure suonano drammaticamente attuali a ogni recessione, a ogni Patriot Act, nella lotta giornaliera per affrancarsi dalla povertà e dai sussidi e affermare la propria dignità.

Entrambi nati a San Francisco, Adam Stephens (chitarra, basso, armonica e voce) e Tyson Vogel (batteria, percussioni, cori) si conoscono da quando avevano cinque anni e suonano insieme dall’età di dodici. Più attratti dal beach-punk della baia e dai traditional dell’entroterra che dall’humus psichedelico o dai retaggi dell’acid-rock autoctono, formano i Two Gallants nel 2002 e per due anni suonano un po’ dove capita riuscendo comunque a farsi notare dalla Alive Records (quella dei coniugi Shaw e di John Sinclair, ex-White Panther e agitatore degli MC5 ) con la quale debuttano nel 2004 con The Throes.

Dopo un tour che li porta per la prima volta anche in Europa, nel 2005 i Two Gallants firmano con la Saddle Creek e realizzano What The Toll Tell, un disco formalmente più complesso (a tratti il folk-core sembra virare in uno stilizzato esercizio di prog semiacustico) che tuttavia non perde un’oncia dell’energia e dell’immediatezza racchiusa nell’esordio. Anzi, se possibile, l’impatto dei brani è ancora più violento, le melodie più strozzate e insinuanti, la carcassa ritmica spolpata fino al midollo. Sicuramente uno degli album più belli dell’anno. Nel 2007 è la volta dell’omonimo Two Gallants e nel 2010 Tyson Vogel fa uscire un suo album, a nome Devotionals all’insegna di un vivido fingerpicking analogico.

17 maggio 2013 – Legnano (MI) Circolone
Inizio concerti: ore 22:00
Via San Bernardino, 12 – 20025 Legnano Milano

 

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