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Adriano Olivetti, “In me non c’è che futuro”

Bruxelles, 13 marzo 2013. “In me non c’è che futuro. Ritratto di Adriano Olivetti” è il film documentario di Michele Fasano che sarà presentato questa sera, mercoledì  13 marzo, alle ore 19.00, presso il teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.

L’evento si inserisce nell’ambito della rassegna cinematografica “Una finestra sull’Italia: film e dibattiti sull’Italia contemporanea”. Prima della proiezione si terrà infatti un dibattito introduttivo con la partecipazione di Laura Olivetti, presidente della Fondazione Adriano Olivetti e figlia dello straordinario imprenditore, il regista Michele Fasano e Federiga Bindi, direttore dell’IIC.

“Desidero innanzitutto ringraziare l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, e il suo direttore, per aver deciso di ospitare una serata dedicata alla figura di Adriano Olivetti – ha dichiarato Laura Olivetti. “Il lavoro di Michele Fasano, che la Fondazione ha sostenuto sin dall’inizio, ricostruisce con rigore e intelligenza l’intera vicenda olivettiana. Ben traspare la poliedrica personalità di Adriano, il suo messaggio e i suoi significati più profondi e attuali a cinquant’anni di distanza dalla sua scomparsa. Mi sono spesso domandata se lui abbia mai veramente pronunciato la frase: “in me non c’è che futuro”. Ma credo abbia in fondo poca importanza stabilirlo, la sua vicenda lo dimostra. Ha fatto quindi bene Michele Fasano ad attribuirgliela per trovare un filo tematico che potesse tenere insieme la storia di Adriano dal padre Camillo al primo figlio Roberto”.

Tre uomini che hanno creato il futuro passandosi un testimone, consapevoli e attenti all’umanità che sarebbe venuta dopo di loro. Tre uomini che hanno creduto in un’impresa che al centro metteva la persona e non il profitto, dove la responsabilità sociale verso il territorio e verso il lavoro come strumento di progresso deve farsi vocazione dell’imprenditore preparato.

Mi auguro che la storia che il documentario racconta, e che la nostra Fondazione rappresenta, possa ancora oggi avere una funzione d’esempio, soprattutto in questo momento di crisi, per l’Italia e per l’Europa”, ha concluso la Presidente.

Per Michele Fasano “l’occasione di mostrare il film a Bruxelles, come per le altre presentazioni in Europa, è un piccolo contributo che sento particolarmente rilevante nell’obiettivo della costruzione del nostro comune futuro di europei”. “Oggi per l’Italia è importante riprendere in considerazioni le intuizioni di Adriano Olivetti, sia per riconsiderare i propri assetti politico-sociali ed economici interni, sia per offrire all’estero il volto migliore del nostro Paese. Ma anche all’Europa giova il confronto con chi, come Adriano Olivetti, non sapeva immaginare il proprio agire fuori dal quadro prospettico degli Stati Uniti d’Europa su base comunitaria”.

La vicenda di Adriano Olivetti è un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di capire i legami tra creatività, innovazione, industria e responsabilità sociale – ha affermato Federiga Bindi –  In un momento in cui la vocazione industriale europea è minacciata dalla crisi e in cui si lavora per elaborare nuovi modelli di sviluppo, raccontare la storia di Olivetti significa per noi contribuire al dibattito sul rilancio e far conoscere meglio radici, contrasti e potenzialità dell’identità culturale italiana contemporanea”.

 

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