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Franco Battiato
Franco Battiato

Battiato si scusa ma la frittata “europea” è fatta

 

Bruxelles, 27 marzo 2013. “Mi dispiace aver utilizzato un termine inappropriato in questo contesto, certo non volevo offendere le Istituzioni.” Lo ha detto il maestro Franco Battiato in un videomessaggio, sollecitato dalla prof. Federiga Bindi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, dopo l’infelice espressione pronunciata nell’incontro di ieri al Parlamento europeo.

“Sono lieta del chiarimento, per noi necessario – ha sottolineato Federiga Bindi – poiché il maestro Battiato è un illustre rappresentante della cultura italiana e per questo l’IIC l’aveva invitato a Bruxelles assieme a BEIT e PiolaLibri”.

Nel frattempo, però, il coro di biasimo nei confronti dell’assessore al turismo della Regione Siciliana – che aveva parlato di “troie in giro in Parlamento” – era  stato pressoché unanime. “Le parole di Franco Battiato sono inaudite e volgari e tanto più gravi perché pronunciate in un contesto istituzionale. Da vicepresidente e presidente del Gruppo di Alto Livello sull’uguaglianza di genere del Parlamento europeo, nonché  da italiana, pretendo scuse ufficiali e immediate”, ha dichiarato Roberta Angelilli.

“Battiato si commenta da solo e gli italiani decidano se il nuovo volto della nostra politica debba essere rappresentato da ‘vaffa’ a tutti, dagli insulti triviali e dal turpiloquio che si bea di se stesso” , è stato il commento di Cristiana Muscardini, portavoce dei Conservatori Riformatori al PE, che ha aggiunto: “E’ molto triste scoprire che una persona che credevamo un poeta si sia invece rivelato un bifolco”. 

“E’ davvero singolare che l’assessore Battiato approfitti del proscenio internazionale del Parlamento europeo per scagliarsi volgarmente, travestito da turista, contro la politica italiana quando lo stesso, in Regione, continua a essere assente ingiustificato venendo meno ai doveri nei confronti della Sicilia e dei siciliani”, ha affermato l’europarlamentare e vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del PE, Salvatore Iacolino (Grande Sud/PPE). Piuttosto che insultare e demonizzare, in specie le donne presenti in Parlamento, l’assessore Battiato farebbe bene a spiegare i risultati della sua azione amministrativa che sta creando, in verità, solo danno, disagio e imbarazzo internazionale. Non basta, tuttavia, gridare allo sfascio e alla conclamata carenza di risorse: piuttosto prolunghi pure il suo ‘soggiorno’ a Bruxelles per sbloccare gli intollerabili ritardi del governo regionale nell’utilizzo dei Fondi europei (FESR) destinati alla promozione e allo sviluppo turistico del territorio siciliano migliorandone l’attrattività e la fruibilità di spazi e siti culturali. Somme destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambiente dell’isola che, invece, rischiano concretamente il disimpegno automatico per l’incapacità della Regione siciliana di programmare interventi in grado di generare investimenti produttivi con la creazione di posti di lavoro. Altrimenti Battiato si dimetta pure dall’incarico di assessore al turismo, dedicandosi alle sue tournee e alle sue esibizioni, lontano dai Parlamenti, europeo e siciliano”.

Per Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia europea, “le parole di Franco Battiato sono semplicemente inqualificabili. Intanto perché certe `accuse´ andrebbero circostanziate, eventualmente con nomi e cognomi. In secondo luogo perché è inconcepibile che un rappresentante delle istituzioni si esprima con un linguaggio così volgare e all’interno delle aule del Parlamento europeo, che lo ha ospitato, specie se si tratta di chi ha pontificato sul proprio futuro impegno per poi abbandonare la Sicilia a se stessa. Battiato, che oggi ha offeso tutte le donne parlamentari, me compresa, non è in grado di rappresentare nessuno. Non importa da quale parte politica provengano certe uscite, né importa a quale parte politica siano dirette”.

“Credo che Battiato si sia reso autore di una gaffe clamorosa che lede l’immagine dell’istituzione di cui oggi è stato rappresentante e portavoce al Parlamento europeo. Così si è espresso Giovanni La Via, capodelegazione italiana del PdL nell’Assemblea di Bruxelles. “Si tratta di parole inaccettabili e da condannare, lesive della dignità delle donne italiane. Credo che Battiato abbia superato il limite della decenza che compete a tutti, in particolare a chi ricopre incarichi istituzionali e si espone pubblicamente a una platea internazionale”.

La Via si è detto sorpreso che “nessuno dei parlamentari europei presenti all’incontro abbia ritenuto opportuno replicare pubblicamente a un’affermazione così grave, pronunciata all’interno di un’istituzione che da sempre lotta per la difesa della dignità della donna e per le pari opportunità”.

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