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Siria, liberi i quattro giornalisti italiani

I 4 giornalisti italiani trattenuti nel nord della Siria dal 4 aprile sono liberi. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. La Farnesina ha poi reso noto che l’inviato Rai Amedeo Ricucci, i freelance Elio Colavolpe e Andrea Vignali e la giornalista italo-siriana Susan Dabbous rientreranno stasera in Italia: il loro volo atterrerà all’aeroporto militare romano di Ciampino intorno alle 21.

La notizia della positiva conclusione della vicenda è stata appresa con ”sollievo e soddisfazione” dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mentre Monti, nell’annunciare la liberazione, ha voluto nel contempo ringraziare l’Unità di Crisi della Farnesina e tutte le strutture dello Stato che “con impegno e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto”.
Il presidente Monti, che ha seguito il caso sin dall’inizio, ha manifestato anche la sua gratitudine agli organi di informazione che hanno responsabilmente aderito alla richiesta di attenersi ad una condotta di riserbo, favorendo così la soluzione della vicenda.
Si è unita ai ringraziamenti la presidente della Camera Laura Boldrini. “Essendomi trovata spesso in passato a lavorare in luoghi di crisi, so bene quanto sia difficile il compito dei giornalisti che si muovono senza reti di protezione – ha fatto osservare-. Dobbiamo al loro coraggio se si riesce a perforare talvolta il muro dell’indifferenza. Aiutarci ad alzare lo sguardo sul mondo e sulle sue aree di crisi è una delle funzioni più rilevanti dell’informazione”.
Ringraziamenti anche dai vertici della Rai per come è stata condotta l’operazione. In primis dal presidente Anna Maria Tarantola che si è detta “felice” per il rilascio dei giornalisti. “Nei prossimi giorni spero di poter incontrare i colleghi e le loro famiglie che come noi hanno vissuto giorni di grande angoscia”, ha aggiunto Tarantola.
Parla di un “grandissimo lavoro svolto” da parte del governo italiano e in particolare da parte dell’Unità di Crisi della Farnesina anche il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi. “Siamo molto felici per come si è conclusa la vicenda”, ha commentato Gubitosi che ha poi ringraziato “i giornalisti dei telegiornali, delle radio, della carta stampata e del web che hanno accolto e aderito al nostro invito a rispettare il silenzio stampa funzionale alle trattative che hanno portato al rilascio dei nostri colleghi”.
“Speriamo che questa drammatica avventura sveli anche l’eccezionale qualità di inviato di guerra di Amedeo Ricucci e che la Rai ne tenga conto”, ha detto Giovanni Minoli all’Adnkronos. “Amedeo – ha evidenziato Minoli – è un uomo di grande qualità e di assoluta professionalità, oltre che un innovatore, sotto il profilo tecnologico, del modo di costruire le notizie”.
“Una bella giornata” per il segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani. La liberazione dei quattro colleghi “ci fa tirare un sospiro di sollievo e ci fa gioire per il loro ritorno a casa. Ora più che mai vanno accesi i riflettori, in particolare della Rai, sulla Siria e su tutte le altre guerre dimenticate”.

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