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Oreste Rossi
Oreste Rossi

Rossi (ELD), no a mercato nero di organi e tessuti umani dentro e fuori la UE

Bruxelles, 13 maggio 2013. «La Commissione UE intervenga per bloccare la pratica dell’espianto di tessuti e organi umani, diffusa sia in Europa che in Paesi extra-UE, dato che sa dell’esistenza di operatori privati, ma anche di banche pubbliche dei tessuti che operano in molti Stati membri». Questo l’appello dell’eurodeputato ELD Oreste Rossi all’Esecutivo UE, in un’interrogazione parlamentare sul mercato nero di corpi umani, in cui chiedeva all’Unione quali controlli fossero effettuati sulla certificazione di tessuti e organi provenienti da Paesi terzi. Una recente inchiesta, infatti, ha rivelato un vasto commercio di tessuti umani, raccolti tra l’altro senza le opportune verifiche, poiché la pratica del trapianto di pelle è ormai di semplice esecuzione.

«Pare che questo fenomeno – ha dichiarato Rossi – sia molto diffuso in Ucraina, Paese prossimo all’entrata nella UE, ma anche in Slovacchia dove si esportano parti di cadaveri umani verso la Germania, sede di multinazionali che le certificano per poi mandarle soprattutto in America».

«Esiste un’ampia rete di prodotti medici e dentistici che ogni giorno vengono impiantati nei corpi di migliaia di persone – ha precisato l’eurodeputato alessandrino – quindi è molto alta la preoccupazione nella comunità medica specialmente per i rischi d’infezione e contagi di epatite e Hiv, dato che al momento dell’espianto non sempre vengono seguite le procedure europee».

«È grave che dopo l’espianto la sua certificazione avvenga in uno Stato membro», ha sottolineato. «Per questo ho chiesto l’intervento dell’Esecutivo UE che, oltre a condividere le mie preoccupazioni, mi ha informato che c’è tuttora un’inchiesta in corso e che sono le autorità nazionali a essere responsabili dell’autorizzazione e del controllo di tutti gli istituti dei tessuti, compresi quelli che li importano da Paesi terzi».

«Mi auguro che a livello nazionale ed europeo si faccia di più contro questa pratica vergognosa, in quanto a essere coinvolta è la vita di molte persone, quelle che hanno subito l’espianto, senza averne dato il consenso, i loro familiari, ma anche coloro che riceveranno il trapianto dei tessuti e degli organi prelevati».

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